• di Lino Rialti

Migranti: è intesa, finalmente


Raggiunta l'intesa nella notte tra le varie forze della maggioranza governativa sui migranti.

Alle 14 la riunione del Consiglio dei ministri sul decreto Rilancio.


Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha dichiarato:"L'emersione del lavoro nero riporterebbe a una condizione di legalità una realtà di lavoratori impiegati come braccianti e, nelle nostre case, come colf e badanti. L'intenzione del governo è garantire la dignità delle persone, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro".


Il ministro dell'agricoltura Teresa Bellanova, intervistata in un programma radiofonico della RAI, afferma che "viene regolarizzato chi ha un permesso di soggiorno scaduto, quindi milioni di badanti che vivono nelle nostre famiglie, e i lavoratori agricoli che hanno lavorato in agricoltura che possono chiedere, senza un datore di lavoro che li accompagni, un permesso di soggiorno temporaneo e quando esibiscono un rapporto di lavoro passato in agricoltura, possono ricevere un permesso di lavoro per 6 mesi". Seconda la ministra per la quale con l'accordo sui migranti "ha vinto la dignità di persone" che "potranno adesso chiedere tutele nel proprio lavoro".


E non poteva che essere così, sono un milione seicentotrenta mila le imprese agricole in Italia che coltivano 13 milioni di ettari e producono ricchezza per 13 miliardi di euro solo con l'ortofrutta che tutti consumiamo. Un settore in difficoltà, 6 imprese su 10, nonostante questa crisi non abbia visto un calo della domanda. I prezzi al produttore, anche in questi mesi, sono rimasti invariati a fronte di speculazioni fortissime di grossisti e Grande Distribuzione Organizzata. Senza la mano d'opera dei lavoratori immigrati, la maggior parte delle produzioni resterebbe nei campi o sugli alberi.



Sono invece 1 milione e 600 mila le badanti in Italia, 200 mila sono irregolarmente sul territorio dello Stato. Hanno un compito delicatissimo e troppo spesso sottostimato per importanza. Anche in questo settore un provvedimento, volto alla loro regolarizzazione, urge anche per la nostra tranquillità e per la sicurezza dei nostri cari che queste persone accudiscono.


C'è da dire, poi, che un lavoratore in regola è controllato e controllabile, sua dal punto di vista sanitario che da quello sociale. Un immigrato irregolare è invisibile.

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