• di Lino Rialti

Governo-Regioni: è accordo sulle riaperture


Da lunedì si riparte. Infatti è stato trovata la quadra in Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto legge che prevede la riapertura in tutta Italia di attività economiche e produttive. Dal 3 giugno torna possibile entrare in Italia senza la quarantena obbligatoria.


Nelle prossime ore, probabilmente domani, dovrebbe essere firmato il nuovo Dpcm.


Il decreto legge "delinea il quadro normativo nazionale all'interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali". Questo è quanto è stato spiegato ieri a palazzo Chigi al termine del Consiglio finito a tarda sera.


Le attività economiche e produttive riapriranno seguendo le disposizioni regionali già approntate e presentate al governo, in maniera unitaria, per l'approvazione.


Grazie alla riformulazione del comma 6 dell'articolo 1 del decreto, oggetto di febbrili trattative, che si aprirà da lunedì.


Intanto i presidenti di regione, come si diceva, hanno lavorato a un testo unitario sui protocolli riguardo le riaperture delle attività commerciali che il governo ha poi approvato.


Ovviamente non è mancato lo scontro, anche molto acceso tra i vari ministri, ma la linea di Conte, alla fine ha retto e si è potuti portare a casa il provvedimento.


E' stato mantenuto il pugno di ferro per i trasgressori alle disposizioni di contenimento della pandemia. Infatti le attività economiche che non rispetteranno le linee guida e che non assicureranno adeguati livelli di protezione, rischiano la sospensione dell’esercizio da 5 a 30 giorni. Mentre le sanzioni per chi non rispetta le regole, su distanziamento e assembramento in particolare, vanno da 400 a 3.000 euro "aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l'utilizzo di un veicolo".


Sono poi stati disposti costanti scambi d'informazione con le regioni in modo che, in caso di riaccensione di un focolaio, potranno essere disposte chiusure di regioni o anche di zone interregionali.




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