• di Lino Rialti

Celebriamo il potere dell'Amore



Oggi è un giorno speciale. Si celebra un evento accaduto il 17 maggio del 1990. In quel giorno l'Organizzazione Mondiale della Sanità cancellò l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. Dal 2004 quel giorno si celebra in tutto il mondo per ripudiare l'omofobia.


Quest'anno quindi è una ricorrenza importante, sono passati trenta anni, ma ancora tanti pregiudizi sono presenti e sono, purtroppo attualissimi concetti come l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Purtroppo saranno solo eventi social e virtuali essendo in corso il lockdown contro la Covid-19.


A ideare la giornata fu Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie, il Dizionario dell’omofobia. La ricorrenza è promossa ogni dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia e riconosciuta dall'Unione europea e dalle Nazioni Unite attraverso eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare questi pregiudizi.


In Italia, secondo i dati presentati da Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line 800 713 713 e portavoce Gay Center, sono oltre 50 le persone che ogni giorno contattano il servizio per raccontare le discriminazioni e le violenze che subiscono. Negli ultimi 12 mesi c’è stato un aumento del 9% in abusi e violenze, dato che sale al 40% tra gli adolescenti durante l’emergenza Covid19.


Secondo i dati che si possono leggere su Gay.it, una persona su cinque ha problemi di accettazione in casa, una su tre ha subito episodi di discriminazione di media o grave intensità dalle persone con cui vive come battute offensive, isolamento o violenze. A scuola, secondo una ricerca fatta su più di 1500 ragazzi, oltre il 34% degli studenti pensa che l’omosessualità sia sbagliata e il 27% degli studenti non vuole un compagno di banco gay.


Marrazzo, intervistato su Gay.it, ha chiesto "al Governo, dopo 30 anni, una legge seria contro l’omofobia, come già avviene in molti altri paesi, che renda l’omofobia un reato e dia sostegni concreti alle vittime come case rifugio e centri antiviolenza per rendere possibili le necessarie denunce". In effetti un testo è attualmente in Parlamento e dovrebbe andare in aula a luglio. Era stato calendarizzato per marzo, ma l’emergenza legata alla pandemia da coronavirus ha fatto slittare anche questo importante provvedimento.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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