• di Lino Rialti

Buon compleanno dottore Falcone!


Oggi avrebbe compiuto 81 anni e, se fosse ancora vivo, forse l'Italia ma anche molte altre parti del mondo, sarebbero in condizioni migliori. Oggi sarebbe l'ottantesimo compleanno di Giovanni Falcone. Il "dottore Falcone" come lo chiamava chi lavorava con lui, chi lo stimava e lo conosceva.


Giovanni Falcone è stato ucciso ma non è morto: il suo spirito di servizio, la sua abnegazione, il suo fiuto impressionante di detective, la sua rettitudine, il suo esempio sono ancora con noi e lo hanno reso immortale.


La sua opera, assieme a quella di tanti magistrati, è stata in grado di smuovere le coscienze e, certamente, ne smuoverà ancora, riportando verso la retta via.


L'esplosivo ha interrotto la sua vita ma nulla ha potuto per cancellare la sua opera ed il suo ricordo. Anzi ha, se possibile, enfatizzato una presenza rendendola sempiterna.


Tutti quelli che hanno prestato o prestano la loro opera per la Giustizia conservano gelosamente almeno una foto di Giovanni Falcone, specialmente una, quella che lo ritrae con il suo collega ed amico Paolo Borsellino. Queste immagini non sono amuleti, sono moniti, sono stimoli a continuare, nonostante tutto, ad andare avanti per il Bene, il bene comune, la Giustizia.


Siamo tutti orfani di questi padri, siamo più poveri ma siamo ricchi del loro esempio e grazie a quello sappiamo che ce la faremo. La mafia, il malaffare, il crimine non hanno sentimenti se non negativi. Il bene, la giustizia, la giustezza sono vincenti perché positivi.


Ma, per vincere la mafia, lo Stato deve essere presente, sempre, soprattutto, come ora, che il popolo è smarrito ed impoverito. Non si può chiedere un atto di eroismo ad un padre che deve portare a casa la pagnotta per la propria famiglia. Bisogna permettere alla gente di allontanarsi dalla facile tentazione del guadagno illegale sostituendolo con opportunità legali.


Quindi controllo del territorio e mano tesa, veramente, a chi ha bisogno di assistenza. Pugno di ferro poi sui mafiosi già giudicati, non possiamo far vedere cedimenti, come è successo recentemente. La mafia non perdona, lo Stato non può farlo ugualmente. Le condanne vanno eseguite e le pene inflitte con giustezza. Rieducare un mafioso è un lavoro lunghissimo e, praticamente, quasi impossibile. Chi nasce in quegli ambienti è oramai contaminato nel midollo. Lo si può migliorare ma non illudiamoci di cambiarlo. Per questo lo Stato deve essere presente e non permettere di far cadere i propri cittadini in quei gironi infernali, una volta dentro la spirale può portare solo sempre più in basso. Ogni clemenza poi è vista come cedimento, non come magnanimità. Lo Stato deve essere autorevole, rispettato e fermo, non tentennante.


Quindi, tenendo a mente tutti i suoi insegnamenti, seguiamo l'odore dei soldi, come aveva intuito. Buon compleanno dottore Falcone!



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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