• di Lino Rialti

OMS: l'origine del Covid-19? Indagine ma non ora. Tanti i dubbi e le certezze.


L'Organizzazione Mondiale della Sanità darà il via ad una indagine indipendente sulle origini della Covid-19 e su eventuali ritardi da parte della Cina nel comunicare dapprima il sospetto, poi la certezza di una malattia potenzialmente pandemica. Ma lo farà solo quando si sarà messa la parola "fine" sulla vicenda.


Infatti l'assemblea dell'Oms ha approvato una risoluzione che sancisce l'accordo di "avviare al momento opportuno e in consultazione con gli Stati membri un processo graduale di valutazione imparziale, indipendente e globale della risposta sanitaria coordinata dall'Oms nella crisi del coronavirus".


L'indagine sarà aperta per comprendere appieno "le azioni dell'Oms e la loro tempistica relativa alla pandemia Covid-19 e formulare raccomandazioni per migliorare la prevenzione globale e la capacità di risposta, anche attraverso un rafforzamento appropriato del programma di emergenza sanitaria dell'Oms". La risoluzione, approvata per alzata di mano, era stata proposta tra gli altri dall'Unione Europea e dai suoi Stati membri, e aveva raccolto l'adesione di oltre 100 Paesi. Un organismo quello, dell'Oms, gestito sempre più in maniera discutibile, oscura e poco imparziale. Non è cosa da poco per un ente che dovrebbe gestire le politiche della salute della popolazione del pianeta.


Alle richieste di chiarimento di tutta Europa e di altri 100 paesi, l'Oms non ha risposto ma ha comunicato che farà qualcosa in un indefinito futuro, appuntamento a dopo la fine della pandemia. Ha preso, anzi, la palla al balzo chiedendo di "fornire finanziamenti per garantire che possa rispondere pienamente alle necessità di salute pubblica nella risposta globale al coronavirus".

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Forse qualcosa di storto c'è, anzi di marcio e la puzza comincia a propagarsi. Gli equilibri all'interno della Organizzazione Mondiale per la Sanità sono sbilanciati verso la Cina da quando, grazie ai pesanti voti cinesi ed a quelli dell'Unione Africana, è stato eletto, a suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus, un biologo etiope, ministro della sanità nel governo dittatoriale di Meles Zenawi. Dicevamo, eletto, grazie alla pressione dell'Unione Africana, quando alla sua presidenza c'era il dittatore dello Zinbabwe, il famigerato Mugabe. Dopo la sua elezione Ghebreyesus aveva apertamente elogiato la gestione cinese della epidemia da coronavirus, fatto che aveva permesso all'Oms di vedere immediatamente il raddoppio dei finanziamenti cinesi.

Robert Mugabe

Tanta benevolenza non era gratuita, anzi. A parte il doversi sentire in debito da parte di Ghebreyesus, tra Cina ed Etipia c'è un legame economico a doppio filo. Progetti infrastrutturali ed economici per milioni di dollari: dighe, ferrovie, anche il lancio del primo satellite etiope, la compagnia aerea Ethiopian nata grazie a fondi cinesi e tanto tanto altro, questi interessi pesano anche sulle spalle del navigato biologo.


Trump, infatti, non invidioso ma preoccupato per una possibile perdita di influenza nello strategico quadrante africano, aveva sparato a zero sia sull'Oms ma soprattutto sul suo capo, dichiarando che se l'Oms "non si impegna su sostanziali miglioramenti nei prossimi 30 giorni, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti Usa all'Organizzazione mondiale della sanità e riconsidererò la nostra adesione all'Oms".


Donald Trump lo aveva messo nero su bianco in una lettera inviata al direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus e postata su Twitter, in cui elenca le accuse sulla gestione della crisi del Covid-19 e l'eccessiva vicinanza alla Cina.


Trump, fortemente preoccupato per la sua scarsa popolarità, in vista delle elezioni per il secondo mandato, ha fatto presente che entro fine dicembre l'ufficio di Pechino dell'Oms sarebbe stato a conoscenza di un problema a Wuhan, e il 31 dicembre le autorità di Taiwan avrebbero segnalato la trasmissione dell'infezione da uomo a uomo.

Xi Jinping

L'Oms ha ripetutamente, secondo Trump, dato giudizi "inaccurati e fuorvianti", spesso riprendendo le posizioni cinesi, tra la non trasmissione del virus da uomo a uomo, e le lodi sulla "trasparenza" del direttore generale alla Cina dopo l'incontro del 28 gennaio a Pechino con il presidente Xi Jinping, nonché una presunta telefonata del 21 gennaio di Xi col numero uno dell'Oms perché non dichiarasse l'emergenza epidemica.


"La mia amministrazione - scrive Trump - ha già iniziato le discussioni su come riformare l'Organizzazione". In caso contrario, in assenza di cambiamenti significativi, "non permetterò che i dollari dei contribuenti americani continuino a finanziare un'Organizzazione che, allo stato, non sta chiaramente servendo gli interessi dell'America". Ancora non capisce, il presidente americano, che l'America non è un pianeta ma un pezzo di continente collegato, grazie alla globalizzazione, al resto del mondo, la sua ottusità è tale che non gli permette di capire un concetto così basilare. I problemi andrebbero affrontati tutti assieme e andrebbero trovte soluzioni condivise, ma questo è troppo per Trump.


A stretto giro la risposta della Cina riguardo la lettera inviata dal presidente Usa Donald Trump all'Oms che "inganna l'opinione pubblica e infanga la Cina". Queste le parole del portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian.


Come sempre Trump deve avere un nemico, in questo caso più di uno, sul quale far ricadere le colpe di una amministrazione della pandemia che ha fatto acqua da tutte le parti. L'America, grazie ai ritardi iniziali dello stesso Trump è ora il paese più colpito dalla pandemia e con un grado di diffusione elevatissimo oltre ad una mortalità altissima, sicuramente dovuta ad un modello di sanità che non può reggere in queste situazioni emergenziali. Il presidente americano Donald Trump, tra giravolte e bugie non si cerca di nascondere dietro ad un dito, come si dice, bensì dietro le sue mani, con le quali gesticola goffamente, il risultato è quello che vediamo, una strage che poteva essere evitata, almeno in parte.


Insomma, anche durante questa pandemia, gli interessi particolaristici non sono venuti meno, ognuno sempre più intento a coltivare il suo piccolo o grande orto. Come fanno i contadini in campagna quando trovano un sasso lo gettano nell'appezzamento del vicino, così ognuno accusa l'altro di colpe che forse ha in prima persona. La soluzione sarebbe semplice, smettere di cercare un colpevole e tentare di trovare assieme una soluzione, ma questo avviene solo nel mondo dei sogni, purtroppo.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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