• di Lino Rialti

Bonafede mina il governo ma Renzi lo salverà


Giornata di passione per il Governo italiano, quella di oggi. Discussione al Senato prima delle due votazioni su altrettante mozioni di sfiducia contro il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.


Le mozioni di sfiducia sono una del centrodestra ed un'altra della Bonino di +Europa. Vediamo di capire perché Bonafede mette sotto pressione il Governo che rischia di saltare, ma forse no.


Nino di Matteo


Tutto è scaturito dalle accuse del magistrato Antonino, detto Nino, Di Matteo, odiato da molti e tacciato di "parlare troppo" da vari esponenti di Forza Italia, di Nuovo Centrodestra, di scelta Civica ma anche da altri.


Secondo di Matteo nel 2018 Bonafede gli negò un prestigioso incarico al ministero della Giustizia per via di alcune pressioni ricevute da boss mafiosi. Vera o falsa, questa è una macchia indelebile per un ministro della Giustizia. Il senso del dovere, il rispetto istituzionale avrebbe imposto un passo indietro ma che avrebbe scatenato le opposizioni che avrebbero chiesto la testa dell'esecutivo.


Ma chi è Nino di Matteo. E' presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati di Palermo. E' sotto scorta per minacce mafiose dal 1993. La sua protezione però non è comune, gli venne offerto l'uso di un mezzo militare blindato, il Lince, che però il magistrato rifiutò chiamandolo "carro armato non idoneo a girare per le vie di Palermo". La sua scorta è dotata di un bomb Jammer, un apparato che neutralizza in un determinato raggio tutti i dispositivi radio, non permettendo la detonazione di bombe azionate con telecomandi, si sa quando è in zona perché manda in tilt, al suo passaggio, cellulari, radio e televisioni.


Ma perché tutta questa protezione? Di Matteo, nel corso degli anni si è occupato di varie indagini delicate, alcune che hanno visto pezzi dello Stato avere commistioni con Cosa Nostra. Si sta occupando del processo sulla trattativa Stato-Mafia. Fu il destinatario della minaccia di morte formulata dal capo dei capi Totò Riina.

Totò Riina


Indagini scottanti, poi, lo videro intercettare nel 2011, l'ex guardasigilli della Giustizia Nicola Mancino e incappò nell'intercettazione di Mancino durante alcune conversazioni con l'allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Una breve battaglia per l'uso di quelle intercettazioni lo vide soccombere. I nastri vennero distrutti per ordine della Corte Costituzionale.

Nicola Mancino e Giorgio Napolitano


Più recentemente, nel luglio 2014, in occasione della commemorazione della strage di via D'Amelio, Di Matteo ha espresso considerazioni fortemente critiche nei confronti di Napolitano, di Silvio Berlusconi e anche di Matteo Renzi, allora Presidente del Consiglio dei ministri poichè promotore di alcune importanti trattative politiche con Berlusconi, qualche mese prima condannato alla pena di 4 anni di reclusione per evasione fiscale.

Matteo Renzi


Il 3 maggio 2020, durante la trasmissione Non è l'Arena, su La 7, ha dichiarato che nel 2018 gli era stato proposto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di diventare Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Pochi giorni dopo Bonafede, secondo di Matteo, ci aveva ripensato, offrendogli in cambio il posto che fu di Falcone al ministero della giustizia presso il dipartimento degli affari penali. Ma Di Matteo il giorno successivo rifiutò. Questa vicenda ha portato allo stallo attuale. L'innocenza di Bonafede non è in discussione, la sua poca spina dorsale sicuramente si.


Comunque il voto determinante sulla sfiducia a Bonafede, del Movimento 5 Stelle, potrebbe essere quello della delegazione di Italia Viva, il partito fondato dall'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che conta 17 senatori e che fa parte della maggioranza, pur essendo spesso in aperta polemica con il governo. Anche in questo frangente il Bullo di Rignano, come viene spesso appellato Renzi, è l'ago della bilancia. Per questo, negli scorsi giorni ci sono state intense trattative tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i leader di Italia Viva per convincerli a non votare la sfiducia a Bonafede, che potrebbe provocare una crisi di governo.


Il Governo potrebbe cadere e non ci sarebbe periodo peggiore se non questo di emergenza sanitaria nel quale, tutto sommato, Conte ha dimostrato di saper tenere la barra del timone, nonostante tutto.


Cosa potrebbe succedere se cadesse il governo? Possibili ammucchiate di unità nazionale o nuove elezioni. Ma molto probabilmente il Governo terrà.

Maria Elena Boschi


Infatti Renzi ha già ottenuto quello che cercava, nei giorni scorsi Conte ha incontrato la bellissima Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva e fedelissima di Renzi ed ha sbloccato la situazione con la rassicurazione della fiducia a Bonafede. Ma Renzi non fa nulla per nulla. Infatti ha ottenuto un paio di posti chiave, due carte da portare al suo mazzo, lo vedremo nei prossimi giorni cosa ci ha guadagnato Renzi. Forse uno potrebbe essere un ministero proprio per la Boschi.


Probabilmente saranno contenti alla fondazione Open, il suo think tank, ma soprattutto la sua cassaforte.




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