• di Lino Rialti

Guardie Civiche: tra dubbi e certezze il Governo dice sì


Saranno un esercito di 60 mila volontari, gli assistenti civici. Senza incarichi di pubblico servizio e non si potranno sovrapporre alle forze di polizia per competenze e compiti. All'inizio, la proposta di Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali ed alle Autonomie, ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva causato clamore, forse anche perché eravamo in emergenza tutti reclusi nelle nostre abitazioni. Ora, nel pieno della cosiddetta Fase 2, con aperitivi a go go, festini di primavera e scazzottate di giovani imbenzinati ed esauriti la cosa appare nel suo aspetto ed ha alimentato polemiche anche asprissime sia tra le opposte fazioni politiche che all'interno della maggioranza di governo. In effetti molti sindaci non vedrebbero l'ora di avere queste persone da sguinzagliare in spiagge libere, parchi e per le strade a mo di tutori così da alleggerire i compiti delle Forze dell'Ordine che sono già oberati da mille compiti aggiuntivi con l'emergenza pandemica in atto. Infatti il Ministro Dem degli Affari Regionali Boccia, con la sponda del Presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Antonio Decaro, pensa a questi volontari quale supporto alle polizie ed anche per far rispettare il distanziamento sociale, l'uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Soprattutto questi ultimi compiti hanno causato forti perplessità nella Ministra dell'Interno Luciana Lamorgese che aveva fatto sapere che al Viminale non sapevano nulla, non erano stati informati. Così il povero Giuseppe Conte, sempre intento a trovare la quadra, organizza un vertice tra ministri Boccia, Lamorgese ed la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. E così esce una dichiarazione di Conte da provetto pompiere: "I Ministri interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell'emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato".

Francesco Boccia e Giuseppe Conte

Quindi sembra tornato il sereno tra le forze della maggioranza sulla questione "Guardie Civiche". L'opposizione, però non si lascia scappare l'occasione. Infatti il leghista Luca Zaia, presidente della regione Veneto, afferma sprezzante: che "gli assistenti civici sono una sconfitta". E, nello specifico rappresenta una sconfitta "il fatto di mandare qualcuno a spiegare di indossare la mascherina. Vuol dire che c'è un problema culturale. Non abbiamo a che fare con dei delinquenti, ma con dei ragazzi che sono per bene. A questo punto c'è da chiedersi dove abbiamo fallito, perché se non è passato il messaggio... Ritengo che - aggiunge - bisogna avere fiducia nei ragazzi, far capire loro che se vogliono veramente ribellarsi ai controlli indossino la mascherina per protesta". Certo, a vedere le immagini dei giorni scorsi con movida, spiagge affollare e gente appiccicata una all'altra, assembramenti nei parchi, scazzottate in varie città, questi giovani, di cui dice di fidarsi Zaia, non sembra abbiano dato un gran segno di maturità. Il solito bullo di Rignano, Matteo Renzi, ha dichiarato che gli assistenti civici sono una follia. Nella sua e-news scrive:"Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Come spesso accade la penso come Matteo Orfini. Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?". Intanto Regioni e Comuni si muovono in ordine sparso e pubblicano ordinanze di apertura, chiusura, limitazioni orarie e di merceologia che sicuramente non aiutano i cittadini a capire cosa è permesso e cosa non lo sia. Forse è per questo che saranno necessari questi 60 mila volontari? Certo sarebbe necessario, in questo momento particolarissimo, avocare al Governo centrale ogni iniziativa, così da avere univocità ed uniformità, oltre ad una visione d'insieme così da mettere in atto una strategia a livello nazionale, così come avviene in Germania ed in Francia ma anche nel regno Unito. Altro che contrazione della libertà il rischio è il ritorno all'escalation dei contagi che porterebbe alla necessità di tornare a forme più estreme di distanziamento sociale, con danni incalcolabili alla salute collettiva e rappresenterebbe il colpo di grazia alla già sgangherata economia italiana.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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