• di Lino Rialti

Salvini scende dalla croce, la giunta del senato lo assolve: grazie Renzi!


Matteo Salvini, in cuor suo, deve aver vissuto la mattina di oggi con emozioni contrastanti. Se da una parte deve aver gioito per aver scampato un processo, dall'altra perde un argomento principe dei suoi discorsi, copiando un pò l'ex-Cavaliere, quello di essere perseguitato dai giudici, soprattutto dopo il caso Palamara.


Infatti con 13 voti a favore della relazione del presidente della Giunta Maurizio Gasparri, 7 no e 3 senatori assenti (allontanatisi poco prima dell'inizio delle operazioni di voto), la Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l'ex ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms. Infatti il Tribunale dei ministri di Palermo aveva chiesto di procedere nei confronti dell'ex-Ministro dell Interno, Matteo Salvini, per "sequestro plurimo di persona aggravato" ed "abuso d'ufficio" per aver impedito lo sbarco dei 107 migranti bloccati al largo di Lampedusa nell'agosto 2019 a bordo della nave della Ong spagnola Open Arms.


Matteo Salvini deve ringraziare, o maledire, Italia Viva che come aveva annunciato, attraverso il capogruppo in Giunta Francesco Bonifazi, non ha preso parte al voto. Anche se i loro voti non sono stati decisivi, sono stati però una dichiarazione d'intenti chiara che ha creato un clima. Sono poi decisioni pesanti che indeboliscono l'esecutivo e rendono palese l'intento con il quale si sta da una parte o da un'altra, soprattutto in questo caso, questa decisione chiarisce definitivamente perché e come Italia Viva sopravvive e spera di farlo anche dopo la prossima tornata elettorale.


Bonifazi ha dichiarato che la decisione è stata presa "perché non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex Ministro dell'Interno dei fatti contestati".


Insomma il garantismo, addirittura giocato d'anticipo, avrebbe spinto Italia Viva a desistere dall'indagare ulteriormente e a dibattere sulla liceità o meno delle condotte di Salvini.


Bonifazi fa presente che "Era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall'ex ministro dell'Interno, che non sono arrivate. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex Ministro dell'Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest'ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l'avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un'attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell'arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto".

Matteo Renzi "il Bullo di Rignano"


Ma la battaglia di Renzi per il garantismo, con annessa distruzione del sistema delle intercettazioni ed accorciamento delle prescrizioni, non è disinteressata. Ci sono in ballo svariati procedimenti penali che vedono coinvolto Babbo Renzi con la vicenda Consip per traffico d'influenze. C'è poi il procedimento di un amico renziano di nome Luca Palamara, di mestiere PM, con le voci intercettate di Luca Lotti e Cosimo Ferri, captate grazie al trojan iniettato nel cellulare di Palamara da un paio di giovani ed attivissimi PM perugini, Gemma Miliani e Mario Formisano. Certamente, se queste scellerate riforme andassero in porto, sicuramente questi procedimenti andrebbero avanti e le intercettazioni sarebbero utilizzabili con il vecchio conteggio della prescrizione. ma allora perché tanta attenzione e questo vero e proprio "lobbismo" in questi ambiti? Ovvio: se le due riforme fossero state in vigore ai tempi delle indagini quel malaffare non sarebbe emerso mai. Insomma Renzi e co. vogliono giocare d'anticipo tarpando le ali a nasciture inchieste. Quindi altro che garantismo qui si vede il nero più nero, il marcio più puzzolente ed infettivo della politica. La voglia di malaffare e la voglia soprattutto di farla franca.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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