• di Lino Rialti

Twitter contro Trump 1 a 0


Ci vuole coraggio per sfidare Donald Trump ed il social Twitter, fondato il 21 marzo 2006, ha dimostrato di averne e di avere la maturità per dimostrare le sue ragioni.


Così, per la prima volta nella sua storia, il social media diretto da Jack Dorsey, suo fondatore assieme a Noah Glass, Biz Stone, Evan Williams, ha fatto il fact-checking sui cinguettii del presidente americano giudicando le dichiarazioni di Donald Trump "infondate".


Apriti cielo, lesa maestà, quasi un attacco alla sicurezza nazionale. Così, buffamente, utilizzando lo stesso social, sua piattaforma preferita, sicuramente per la sua peculiarità di dover fare messaggi corti, ha rilasciato questo tweet:


"@Twitter is now interfering in the 2020 Presidential Election. They are saying my statement on Mail-In Ballots, which will lead to massive corruption and fraud, is incorrect, based on fact-checking by Fake News CNN and the Amazon Washington Post.... — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 26, 2020


Insomma accusa apertamente la sua piattaforma social preferita di interferire sulla sua campagna elettorale avendolo accusato di dire cose non vere ed addirittura, come diremmo noi costruire delle "bufale".


Ha poi rilasciato una dichiarazione alla stampa nella quale accusa apertamente Twitter ribadendo che "interferisce nelle presidenziali del 2020 e sopprime la libertà di espressione ed io come presidente non consentirò che accada". Insomma è passato subito all'attacco con una minaccia per niente velata.


Questa sparata era stata anticipata dalle dichiarazioni di Brad Parscale, consulente digitale del Comandante in capo americano, nonché direttore della campagna per la rielezione di Trump alla Casa Bianca, nelle quali si accusava Twitter, assieme a tutta la Silicon Valley di "faziosità".


Un'altro cinguettio di Trump:


"There is NO WAY (ZERO!) that Mail-In Ballots will be anything less than substantially fraudulent. Mail boxes will be robbed, ballots will be forged & even illegally printed out & fraudulently signed. The Governor of California is sending Ballots to millions of people, anyone..... — Donald J. Trump

(@realDonaldTrump) May 26, 2020

Tradotto suona così: "Non c'è alcuna possibilità (ZERO) che le votazioni per posta siano qualcosa meno di una sostanziosa truffa, Le cassette postali saranno derubate, i voti trafugati, modificati, stampati illegalmente e fraudolentemente firmati. Il Governatore della California sta inviando voti a milioni di persone, a tutti".


Insomma Trump sniffa la sconfitta, ha paura e la butta sul complottismo, sul suo vittimismo , sull'essere al centro di un raggiro pazzesco dove i voti, sarebbero truccati a suo sfavore. Una scorrettezza, come al suo solito, senza pari.


Il voto per posta, molto utilizzato, da sempre negli USA, è stato recentemente caldeggiato da molti governatori di stati americani al fine di contenere la diffusione della Covid-19. E a proposito di influenza pandemica, questa ha portato male al tycoon in picchiata nei sondaggi a causa della sua gestione dissennata e completamente confusionaria.


Tornando a Twitter, questa piattaforma aveva avvisato che, essendo vicino l'election day, meno di sei mesi, avrebbe allertato i propri membri contro la possibile disinformazione, impedendo l'utilizzo della sua piattaforma per "manipolare o interferire nelle elezioni o in altri processi civici".


Così l'atto di lesa maestà: sotto il tweet di Trump è comparso il punto esclamativo che avvisa i lettori che i fatti twittati devono essere verificati. Uno smacco che Trump non tollera e che lo ha mandato su tutte le furie, giurando al colosso ,con sede a San Francisco, in California, di fargliela pagare. Speriamo non ci riesca nei prossimi sei mesi, dopo sarà difficile.




#DonaldTrump #twitter #factchecking #rielezione #bufale #BradParscale

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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