• di Lino Rialti

Gimbe: la Lombardia aggiusta i dati Covid? Sarebbe gravissimo


"In Lombardia si combinano anche magheggi sui numeri": questa la pesantissima affermazione di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, fatta oggi nel corso di un'intervista a Radio 24. Lo avrebbero fatto, secondo Cartabellotta, per abbassare il famoso indice R con 0 e quindi tentare di avvicinarsi ai dati che le permetterebbero di riaprire e ripartire.


Ma cosa è questa fondazione? Loro si presentano così: "La Fondazione GIMBE ha lo scopo di promuovere e realizzare attività di formazione


e ricerca in ambito sanitario. GIMBE è una fondazione di diritto privato costituita dall'associazione Gruppo Italiano per La Medicina Basata sulle Evidenze il 23 giugno 2010. GIMBE ribadisce come manchi una strategia politica per salvare la sanità pubblica e per questo ha elaborato un “piano di salvataggio” del Sistema Sanitario Nazionale (#salviamoSSN), i cui segni di involuzione sono ormai sotto gli occhi di tutti."


Ovviamente non si sono fatte attendere le repliche. "Gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero", questo il commento in una nota ufficiale della Regione Lombardia.


"In Lombardia i dati sono pubblicati in modo trasparente. Nessuno, a partire dall'Iss, ha mai messo in dubbio la qualità del nostro lavoro. E' inaccettabile ascoltare simili affermazioni che ci auguriamo siano rettificate da chi le ha pronunciate".


Tutto è nato durante la trasmissione 24 Mattino Le interviste di Radio 24. I conduttori Maria Latella e Simone Spetia avevano chiesto se la Lombardia sia tra le Regioni che "aggiustano i numeri per paura di essere fermate" e la risposta di Cartabellotta appunto è stata: "La risposta è affermativa, anche perché in Lombardia si sono verificate troppe stranezze negli ultimi tre mesi: soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti alla Protezione Civile e andavano ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti, alternanza e ritardi nella comunicazione e trasmissione dei dati che sarebbe stata giustificata nella prima fase e molto meno ora. Come se ci fosse la necessità - ha detto Cartabellotta - di mantenere sotto un certo livello il numero dei casi diagnosticati". In effetti sono stati molti i giorni nei quali La lombardia, e solo lei, aveva ritardato la pubblicazione dei dati, poi aggregati ad altri anche a diversi giorni di distanza.


La Fondazione ha elaborato i dati e dopo un attento studio ha espresso il parere che regioni come Lombardia, Piemonte e Liguria, non sono pronte, dal punto di vista epidemiologico, alla riapertura del traffico civile tra regioni del 3 giugno. Il perché semplicemente sta nel fatto che "in queste tre Regioni si registra la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi" dicono da GIMBE.


Cartabellotta ha spiegato che per arrivare alle sue conclusioni, ha valutato "tre elementi nel periodo 4-27 maggio: percentuale di tamponi diagnostici positivi, tamponi diagnostici per 100 mila abitanti, incidenza di nuovi casi per 100 mila abitanti. E così Lombardia, Piemonte, Liguria, Puglia ed Emilia-Romagna risultano superiori alla media nazionale per quanto riguarda la percentuale di tamponi diagnostici positivi, ma anche per l'incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti rispetto alla media nazionale, la Lombardia ne ha 96, la Liguria 76 e il Piemonte 63".


Così, sempre secondo Cartabellotta "Il governo, a seguito delle valutazioni del Comitato Tecnico-Scientifico, si troverà difronte a tre possibili scenari: il primo, più rischioso, di riaprire la mobilità su tutto il territorio nazionale; il secondo, un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni più a rischio, con l'opzione di consentire la mobilità tra di esse; il terzo, più prudente, di prolungare il blocco totale della mobilità interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore".


Ma chi è Nino Cartabellotta? E' un medico ed è presidente della Fondazione GIMBE. Questo medico è un pioniere, in Italia, dell’Evidence-based Practice (EBP), il modo moderno di fare medicina in modo interdisciplinare. Cartabellotta è riconosciuto tra gli esperti più autorevoli di ricerca e sanità del nostro Paese, grazie a competenze trasversali che interessano tutti i livelli del sistema sanitario. È coordinatore scientifico dei programmi istituzionali della Fondazione GIMBE: #salviamoSSN, finalizzato a salvaguardare un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico e GIMBE4young, nato per diffondere la cultura dell’EBP tra i professionisti sanitari del futuro.Cura la pubblicazione annuale del “Rapporto sulla sostenibilità del SSN” e coordina l’Osservatorio GIMBE sul SSN per un monitoraggio continuo e indipendente su responsabilità e azioni di tutti gli stakeholder della sanità con il fine ultimo di usare bene il denaro pubblico e tutelare la salute dei cittadini.


Speriamo che il Governo ascolti la voce di un autorevole personaggio che, completamente disinteressato, pensa alla nostra salute.

#NinoCartabellotta #Lombardia #daticovid19

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