• di Lino Rialti

L'America perde la bussola: 1400 arresti per i disordini dopo la morte di Floyd


L'America è in subbuglio: coprifuoco in oltre 25 città di 16 Stati americani. In una decina di queste città, tra cui la capitale Washington, è intervenuta la Guardia nazionale, evento rarissimo e che rende perfettamente l'idea della gravità della situazione che sta sfuggendo di mano.


Al momento sono già state arrestate più di 1400 persone. Monta la rabbia, una rabbia covata da tempo, ben prima della fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso: la morte dell'afroamericano George Floyd.


La violenza corre veloce ed attraversa gli Stati Uniti. La morte del "negro", padre di famiglia, bloccato a terra dal ginocchio del poliziotto Derek Chauvin, è stata solo la miccia, l'esplosivo era stato innescato da tempo immemore. Complici le disuguaglianze, le ingiustizie, la disparità di trattamento e soprattutto di opportunità che la terra della libertà, non ha mai offerto agli afroamericani, prima sfruttati come schiavi e poi lasciati sempre o quasi ai margini della festa. Una festa alla quale non sono mai stati invitati, e della quale hanno potuto vedere, dal buco della serratura le luci sfavillanti, sentire le melodie delle musiche da ballo. Se hanno potuto mangiare, salvo varie eccezioni, hanno potuto solo accontentarsi delle briciole, delle rimanenze, dei doggy bags, lasciati dai magnanimi bianchi.


A Minneapolis la polizia è intervenuta, per tentare di contenere l'ira e la devastazione, attraverso cariche di alleggerimento, contro le centinaia di persone che avevano violato il coprifuoco.


Il peggio, però, è accaduto a Indianapolis, nell'Indiana, dove una persona è stata uccisa e altre tre sono rimaste ferite a colpi d'arma da fuoco. Si tratta della terza vittima dall'inizio della proteste.


Ma la rabbia è esplosa in tutto il Paese, da New York a Los Angeles, da Ferguson a Tampa dove sono stati dati alle fiamme commissariati e mezzi della polizia. Sono stati saccheggiati negozi e distrutte vetrine. Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in strada chiedendo accuse più severe e altri arresti per la morte di Floyd.


L'evento più grave, a Jacksonville, in Florida, dove un agente di polizia è stato "pugnalato o ferito al collo ed è attualmente in ospedale".


Los Angeles è stata teatro di sparatorie tra agenti, hanno usato proiettili di gomma, e una folla inferocita che ha dato fuoco a un'auto della polizia.


Chicago non è stata risparmiata dai disordini, qui la polizia ha fatto detonare granate assordanti. A Philadelphia la polizia ha utilizzato spray urticante e granate stordenti contro la folla in sommossa.


Il governatore del Minnesota Tim Walzs ha annunciato la mobilitazione di 13000 agenti della Guardia nazionale per fermare i disordini ed i saccheggi dei negozi.


In questa situazione incandescente la polizia di vari stati è stata accusata di aver usato la violenza e la forza bruta, anche lanciando un'auto sulla folla, ma certo, a guardare le immagini, due persone circondate da decine di manifestanti non potevano fare molto altro per togliersi dal pericolo di vita imminente.


Queste sono situazioni da controllare attraverso una politica economica e sanitaria, nonché una scolarizzazione di qualità più uniformi ed inclusive. Per risolvere questi problemi vanno combattute disparità economiche, povertà materiali e morali attraverso un cambio di passo che di certo l'attuale presidente americano non ha la minima intenzione di fare. Non può essere lasciato un cerino così caldo in mano ai tutori dell'ordine, non può essere data loro la responsabilità di risolvere il problema. La Casa Bianca deve affrontare alla radice il problema. La Terra delle opportunità deve essere tale per tutti, ad ognuno la sua fetta di torta, solo così si potranno placare le sommosse.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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