• di Lino Rialti

L'America delle disparità è in fiamme


Non si spegne il fuoco della rabbia innescato dalla miscela esplosiva delle disparità sociali che, hanno visto anche forze estreme unite contro la polizia, contro il potere, contro l'ordine costituito.


Oramai lo sappiamo tutti che la scintilla è stata l'uccisione dell'afroamericano George Floyd per mano o meglio per ginocchio del poliziotto Derek Chauvin che ha premuto, ora si sa con certezza dalla ricostruzione delle indagini, per 9 minuti il collo del malcapitato.


La rabbia monta, la violenza pure, cresce la conta dei morti. Un cadavere è stato trovato a Minneapolis, una persona è morta a Indianapolis.


Sono oltre 60 i feriti tra dirigenti e agenti del Secret Service, ricoverati in questo lungo, lunghissimo fine settimana, feriti durante le accese proteste davanti alla Casa Bianca.


Il New York Police Department, la polizia di newyorchese, ha arrestato 345 persone e 33 agenti sono rimasti feriti.


In questa situazione incandescente, per ora dieci Stati hanno mobilitato la Guardia Nazionale e indetto il coprifuoco in 25 città.


Getta benzina sul fuoco delle polemiche, l'avvocato della famiglia di George Floyd, Benjamin Crump che ha dichiarato alla Cbs che si è trattato di "omicidio premeditato" vista la dinamica ed il lungo tempo nel quale l'agente ha immobilizzato Floyd, così giudica troppo tenue l'accusa di omicidio colposo da parte dell'agente Chauvin. "Pensiamo che avesse l'intenzione... ha tenuto per quasi nove minuti il suo ginocchio sul collo di un uomo che implorava di respirare e per quasi tre minuti dopo che aveva perso conoscenza. Non capiamo come non sia un omicidio di primo grado". L'avvocato Crump si è chiesto pubblicamente il motivo per il quale sarebbe stata fatta la scelta di non arrestare anche gli altri tre poliziotti presenti.

Insoddisfacente, secondo Philonise Floyd, il fratello di George, la sua conversazione con Donald Trump che, secondo quanto dichiarato alla Msnbc, è stata "troppo veloce" e Trump "Non mi ha dato l'opportunità neppure di parlare. E' stato difficile. Tentavo di parlargli ma lui continuava a respingermi come se dicesse non voglio sentire di cosa stai parlando. Gli ho solo detto che voglio giustizia e che non potevo credere che avessero commesso un moderno linciaggio in pieno giorno", ha concluso.


Disordini, saccheggi, vera e propria guerriglia urbana in molte città americane. La risposta degli agenti, spessissimo in difficoltà numerica rispetto ai riottosi, sempre più spesso è nervosa e scomposta e non fa altro che soffiare sul fuoco. Troppi corpi di polizia statunitensi non addestrano i propri agenti in maniera adeguata, spesso questi ragazzi vengono istruiti all'uso delle armi e poco più, disconoscono le tecniche di difesa personale, sono sovrappeso, non conoscono la psicologia di strada, quella spicciola che invece già con tecniche di base rende possibile il rapporto con la popolazione. Questi ragazzi non riuscendo a discriminare rapidamente un vero pericolo da un piccolo problema, troppo spesso agiscono in maniera inadeguata. Proprio come il ginocchio premuto troppo forte e per troppo tempo sul collo di Floyd. Hanno ricevuto dei semplici rudimenti di procedure e le applicano pedissequamente ma senza capirne il contesto. Non è colpa loro, non è colpa degli agenti, ma di chi non li addestra, li prepara, chi opera scelte di politica organizzativa. Se le polizie locali ricevessero lo stesso grado di addestramento degli agenti operativi dell'FBI o degli SWAT teams o della CIA, le situazioni sarebbero gestite meglio e si avrebbero molti meno problemi. Una stranezza tutta americana è rappresentata dalla APF, l'American Police Force, una polizia privata che ha rapporti con alcuni stati ed ha contractors che gestiscono anche alcune prigioni, per esempio nel Montana, anche loro ricevono un addestramento adeguato e per assurdo, sicuramente, saprebbero gestire situazioni estreme come quelle in corso.

Ancora tensione alle stelle a Minneapolis dove agenti della Guardia Nazionale e della polizia pattugliano le strade in mezzo ai facinorosi che montano disordini uno dietro all'altro. ll corpo di un uomo è stato trovato vicino ad un'auto bruciata.


Non è da meno la situazione a Jacksonville, in Florida, dove un agente è stato "pugnalato o ferito al collo ed è attualmente in ospedale", lo afferma lo sceriffo Mike Williams alla Cnn. In questa città altri agenti sono stati attaccati dai rivoltosi e colpiti con pietre e mattoni durante le proteste in città. Sempre alla Cnn lo sceriffo Willioams ha riferito che sono stati fatti molti arresti.


Indianapolis è sotto pressione: almeno tre persone sono state ferite da colpi d'arma da fuoco e una è morta nelle proteste.


Gavin Newsom, governatore della California, ha dichiarato lo stato di emergenza nella contea di Los Angeles.

Comunque coprifuoco un po ovunque in California compresa San Francisco.


Come già riferito ieri, gli arresti, secondo fonti governative, riferite dall'agenzia americana Associated Press, avrebbero raggiunto la ragguardevole cifra di 1400.


Anche la casa Bianca è stata al centro della cronaca in questa vicenda. Ieri, seconda manifestazione serale proprio davanti ai cancelli della recinzione. Gli agenti hanno usato lo spray urticante per disperdere la folla. Le tensioni sono sfociate nel lancio di pezzi di asfalto verso l'edificio simbolo del potere americano ed è stato dato alle fiamme un cassonetto.

Mentre la Guardia Nazionale prendeva posizione intorno alla Casa Bianca, Donald Trump, la moglie Melania ed il figlio Barron sono scesi per la terza volta nel bunker sotterraneo .

Dove è posizionato il bunker della Casa Bianca

Interno della cucina del bunker

Disordini, comunque, un po dappertutto, anche a Detroit, nel Michigan, un diciannovenne è stato ucciso da spari provenienti da un Suv.


A Oakland, in California, un agente è morto e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco, anche se secondo la polizia locale l'episodio "apparentemente non è collegato alle manifestazioni".


L'Oregon purtroppo primeggia nella classifica della violenza: scontri duri a Portland, Oregon, dove la folla ha prima provato a dare alle fiamme un commissariato come a Minneapolis e poi ha assalto uno Starbucks, un negozio della Apple e un altro di Microsoft, costringendo gli agenti ad intervenire con lacrimogeni e granate stordenti.


A Los Angeles sono finite in manette almeno 200 persone. Tafferugli ad Atlanta, dove il governatore ha dichiarato lo stato d'emergenza e chiamato 500 uomini della guardia nazionale.


L'esame autoptico e la raccolta dei dati clinici hanno permesso di avere un quadro più nitido delle dinamiche che hanno portato alla morte di Floyd. Chauvin, l'unico arrestato, ma in compagnia di altri tre colleghi, al momento non arrestati, ha premuto il ginocchio al collo dell'afroamericano non conoscendo il fatto che fosse iperteso e cardiopatico (coronaropatia) e, soprattutto, intossicato da una sostanza psicoattiva che è stata citata ma non specificata. Quindi sarebbe una serie di concause ad aver cagionato la morte del Floyd. Comunque la famiglia ha chiesto un'autopsia indipendente, ed hanno dichiarato: "Non ci fidiamo delle autorità locali".


l candidato alla presidenza americano Joe Biden ha condannato la violenza delle proteste, sottolineando tuttavia che gli americani hanno diritto di manifestare. "Protestare contro tale brutalità è giusto e necessario. È una risposta assolutamente americana - ha dichiarato - ma incendiare le comunità e distruggere inutilmente non lo è. La violenza che mette in pericolo la vita non lo è. La violenza che distrugge e chiude le attività che servono alla comunità non lo è".


A nulla è valso l'appello notturno del governatore Tim Waltz a tornare a casa: "Capisco la rabbia ma tutto questo non riguarda la morte di George Floyd, né le diseguaglianze, che sono reali. Questo è il caos", aveva ammonito.


Intanto, due fronti agli opposti angoli, afroamericani ed ispanici da una parte e suprematisti bianchi (armati fino ai denti) dall'altra si "uniscono", solo per la posizione nella guerriglia, contro il nemico comune: la polizia ,che rappresenta uno Stato, anzi una confederazione, che, per opposte ragioni, questi gruppi vedono asfissiante, è proprio il caso di dirlo.

#disordiniUsa #rivolta #DonaldTrump #GeorgeFloyd #Usa #bunkerCasaBianca

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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