• di Lino Rialti

Uniti per ripartire con la festa della nostra Repubblica


Domani, 3 giugno sarà la Fase 3, verrà riaperto il traffico privato tra le Regioni italiane. Sarà una rinascita, un ritorno ad una sorta di normalità, dopo un lungo periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19.


Una rinascita come quella segnata dalla importante data di oggi: il 2 giugno, Festa della Repubblica, in cui si celebra la scelta che gli italiani fecero di imbarcarsi in una nuova forma di governo, quella repubblicana.


Oggi è una giornata per riflettere "sui valori fondativi repubblicani": questo l'auspicio del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella espresso durante il discorso ai prefetti italiani, i rappresentanti sul territorio, dello Stato.


Mattarella ha parlato di "dimensioni" e di "gravità della crisi" dell' "impatto che essa ha avuto su ogni aspetto della vita quotidiana, il dolore che ha pervaso le comunità colpite, hanno richiesto a tutti uno sforzo straordinario, anche sul piano emotivo. L'eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione".

Mattarella depone la corona d'alloro all'Altare della Patria


Mattarella ha sottolineato "Il senso di responsabilità e le doti di resilienza che hanno animato le comunità nei momenti più drammatici della crisi vanno ora trasposti in un impegno comune verso gli obiettivi del definitivo superamento dell'emergenza e di una solida e duratura ripresa. La crisi non è terminata e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze".


Stamattina, accompagnato dai presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, dal premier Giuseppe Conte e dal presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, il presidente Mattarella è salito per la scalinata dell'Altare della Patria per deporre una corona di fiori sulla tomba del Milite Ignoto. Ai lati, ad attenderlo, i vertici militari ed una rappresentanza delle professioni sanitarie in prima linea sul fronte della battaglia al Coronavirus.


Mattarella, ma tutta la città di Roma, sono stati salutati da un doppio passaggio delle Frecce Tricolori che hanno steso una lunghissima bandiera tricolore sopra la città eterna come per fasciare le ferite di questa tremenda situazione.


Il presidente, per la prima volta dalla costituzione della Repubblica, si è allontanato da Roma nel giorno della Festa della Repubblica per recarsi a Codogno, oramai tristemente famoso per aver ospitato quello che sembra essere il paziente uno, l'inizio della pandemia. Qui Mattarella, in visita privata, quindi senza falla, per evitare assembramenti, ha incontrato le autorità, i sanitari e i volontari che tanto hanno fatto per alleviare le sofferenze della popolazione. Ha deposto, solo con i suoi Corazzieri, una corona in memoria delle vittime del Covid-19, nel cimitero cittadino di Codogno.

Tajani, Salvini e Meloni


L'opposizione con Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) in testa, assieme a Matteo Salvini (lega) e ad Antonio Tajani (Forza italia) dopo il diniego di partecipare alla cerimonia presidenziale all'Altare della Patria, una inutile scorrettezza istituzionale di etichetta, protesta e scende in piazza a Roma con quattro gatti, circa trecento persone che hanno srotolato un tricolore per le strade del centro della capitale: niente distanziamento sociale, molti con mascherine abbassate e addirittura molti senza, e appuntamento al 4 luglio per una manifestazione di protesta in grande stile, nella speranza che questa prova di inutile forza non abbia generato un'altro focolaio di coronavirus.


Fin qui la cronaca di questa giornata. Ma cosa rappresenta veramente questa ricorrenza? La celebrazione del risultato del referendum istituzionale del 2 e il 3 giugno del 1946, nel quale i cittadini italiani, per la prima volta a suffragio universale, votarono anche le donne, vennero chiamati a decidere la forma di stato: monarchia o repubblica.


Il referendum arrivava poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, allora era ancora in macerie.


Gli italiani scelsero, era caduto da pochissimo il fascismo che la famiglia reale aveva appoggiato per più dei suoi venti anni di dittatura.

Italia turrita


I sostenitori della repubblica scelsero il simbolo dell'Italia turrita, personificazione nazionale dell'Italia, da utilizzare nella campagna elettorale e sulla scheda del referendum sulla forma istituzionale dello Stato, in contrapposizione allo stemma sabaudo che rappresentava invece la monarchia. Ciò scatenò varie polemiche, visto che l'iconografia della personificazione allegorica dell'Italia aveva, e ha tuttora, un significato universale e unificante che avrebbe dovuto essere comune a tutti gli italiani e non solo a una parte di loro: questa fu l'ultima apparizione in ambito istituzionale dell'Italia turrita.


Stemma sabaudo

Come detto, questo referendum istituzionale fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia. Il risultato della consultazione popolare, 12 717 923 voti per la repubblica e 10 719 284 per la monarchia (con una percentuale, rispettivamente, di 54,3% e 45,7%), venne comunicato il 10 giugno 1946, quando la Corte di cassazione dichiarò, dopo 85 anni di regno, la nascita della Repubblica Italiana, venendo sanzionato definitivamente il 18 giugno.


Il re d'Italia Umberto II di Savoia, per evitare che gli scontri tra monarchici e repubblicani, manifestatisi già con fatti di sangue in varie città italiane, si potessero estendere in tutto il paese, il 13 giugno, decise di lasciare l'Italia e andare in esilio in Portogallo.


Dal 1º gennaio 1948, con l'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica, fu proibito ai discendenti maschi di Umberto II di Savoia l'ingresso in Italia; la disposizione fu abrogata nel 2002, senza non poche polemiche.


L'11 giugno 1946, primo giorno dell'Italia repubblicana, venne dichiarato giorno festivo.

Il 2 giugno si celebra la nascita della nazione moderna in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della presa della Bastiglia) e al 4 luglio statunitense (anniversario della dichiarazione d'indipendenza dalla Gran Bretagna). Il 17 marzo si festeggia invece l'unità d'Italia e la nascita dello stato italiano in onore al 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d'Italia.


La nostra storia, quest'anno ha abdicato alle necessità del distanziamento sociale, lo spirito, però, è rimasto intatto e forse ha trovato, salvo l'eccezione di alcuni, l'unità d'intenti e la purezza dello spirito originari, propri dei periodi fondativi della nostra giovane e bella Repubblica. Auguri a tutti di un salvo e sereno 2 giugno.


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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