• di Lino Rialti

Sequestrato l'immobile: Casapound se ne deve andare


La sede di CasaPound, a Roma, è sotto sequestro.


Era il 26 dicembre 2006, quando nel Rione Esquilino a Roma, un gruppo, precedentemente noto come CasaMontag, sforzando un serramento si introdusse in un ex palazzo governativo, disabitato, al civico 8 di via Napoleone III. Era l'inizio dell'occupazione di questo immobile, a tutt'oggi in corso. CasaMontag, che da quella data cambiò nome in CasaPound ha attuato, sia prima che dopo, innumerevoli occupazioni a Roma e in molte altre città italiane.


Le cose sono andare molto a rilento, sia per la strenua difesa dello stabile da parte degli occupanti, sia per una certa riluttanza dimostrata negli anni sia da parte degli investigatori che dell'ente proprietario, nonché della politica locale e nazionale.


Stavolta, il termine di un'indagine condotta dalla Digos della Questura di Roma, delegata dalla Procura della Repubblica capitolina, ha permesso di formulare la richiesta di sequestro preventivo al Gip, che lo ha avvallato convalidandolo.


Il reato che è stato qualificato giuridicamente come "occupazione abusiva", ne ha permesso il sequestro.


Del sequestro ne è stata data notizia dalla Questura di Roma, che è coinvolta anche nella procedura di sgombero, avviata lo scorso 19 luglio dal Demanio, accompagnata da una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribumnale di Roma.


La Corte dei Conti ha calcolato un danno erariale di 4,6 milioni per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni da parte del Demanio stesso e del Miur.


Dieci mesi fa c'era stata la rimozione della scritta esterna da parte degli stessi occupanti, per non incorrere in una multa della Polizia di Romacapitale, ieri sera l'incontro informale con le forze dell'ordine per comunicare la richiesta del Demanio di lasciare l'immobile. Dalla formazione di estrema destra, per ora, arriva solo un "no comment" alla domanda di chiarimenti. Tutta da capire anche l'eventuale tempistica di uno sgombero, vista l'emergenza Covid-19 ancora in corso. Sede in epoca fascista dell'ente per l'istruzione media e superiore, in seguito di uffici del Miur.


Attualmente all'interno di Casapound vivrebbero circa 20 famiglie per un totale di circa 80 persone.


La sindaca di Roma, Virginia Raggi ha commentato la notizia come una: "Un momento storico, una vittoria per la città".


Dall'altra parte della barricata, è proprio il caso di dirlo, Davide di Stefano, responsabile romano del movimento CasaPound ha detto "Non sono a conoscenza di incontri avvenuti ieri tra Questura di Roma e dirigenti di Casapound. Avevo solo letto notizie di stampa. In seguito ho letto la smentita della Questura".


Che fosse cambiato il vento sulla capitale ce se ne era accorti, ma questa è una vera inversione di tendenza, finalmente con uno spiraglio di legalità nel torbido mondo delle occupazioni.

#Casapound #Roma #sgombero #sequestro #CasaMontag

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