• di Lino Rialti

L'America grida: "Non Respiro"


"I can't breathe", non respiro. Veramente oramai dappertutto, dalle, grandi metropoli ai piccoli centri, questo slogan riecheggia forte e vede uniti ai neri anche moltissimi bianchi che si inginocchiano in memoria di George Floyd assieme addirittura a moltissimi agenti delle forze dell'ordine.


Mentre la folla grida l'ultima frase pronunciata dall'afroamericano George Floyd, va in scena il rito di inginocchiarsi per 8 minuti e 46 secondi, esattamente l'interminabile tempo durante il quale un poliziotto di Minneapolis ha tenuto il suo ginocchio premuto sul collo di Floyd, provocandone la morte.


Ancora una volta, per l'ennesimo giorno, mentre il presidente Trump, vaneggia dall'interno della Casa Bianca, sempre più separata dal resto del mondo, con una recinzione costruita in questi giorni per proteggere il presidente, già trasformata in luogo di affissione di cartelli di protesta. Una Casa Bianca, protetta da barriere, cancelli e forze speciali e tutt'intorno i manifestanti stanno come ad assediarla ed il presidente Trump si manifesta furioso perchè vede svanire la sua chance di rielezione alle prossime presidenziali. Trump è consapevole che l'ondata di rabbia e disordini sociali sta gravemente compromettendo il suo indice di gradimento. Così, maldestramente prosegue con le sue esternazioni e grazie ai suoi tweet finisce per alimentare polemiche e tensioni. Per esempio, commentando il sorprendente boom dell'occupazione a maggio, davanti alle telecamere ha detto: "Oggi è un grande giorno per George Floyd. Lui ci guarda dal paradiso e sta lodando l'economia americana". Parole che hanno scatenato l'ennesima bufera di critiche e l'ennesima ondata di indignazione, a cui Trump ha risposto: "Il mio piano contro il razzismo è un'economia forte". "Spregevole", il lapidario commento del suo rivale nella corsa delle presidenziali, Joe Biden.


Intanto , in America, riecheggia la voce strozzata di un afroamericano che implora gli agenti, nell'ultimo disperato tentativo di rimanere aggrappato alla vita.


Ora stanno riemergendo fatti simili a quello do Floyd e sono come benzina sul fuoco, sia delle polemiche che per le strade. Un'altro caso, quello di Manuel Ellis è morto poco dopo, riverso sul selciato dove era stato immobilizzato. Saranno le indagini a stabilire se il decesso è avvenuto per soffocamento o per i colpi inferti dai poliziotti che lo stavano arrestando, come testimoniato dall'ennesimo video shock.


Intanto in tutta l'America decine di migliaia di persone sono scese in strada per marciare contro il razzismo e la violenza della polizia.


#GeorgeFloyd #ManuelEllis #Icantbreathe #razzismo #america

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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