• di Lino Rialti

La furia iconoclasta e nuovi barbari


Chi è senza peccato scagli la prima pietra: così direi che a guardare a fondo in ognuno di noi troveremmo peccati veniali o anche gravi. Anche se non da ognuno, da molti e dalle loro storie si può apprendere, capire. Fuori da ogni contesto storico, poi, se di una biografia ci si limita a leggere a caso solo la sesta riga della pagina 151, allora il patatrac è assicurato.


Orde barbariche di persone esasperate, frustrate ma anche profondamente violente ed ignoranti stanno attraversando i continenti e si stanno scagliando su inermi statue bronzee che ritraggono personaggi di varie epoche che hanno fatto, tanto o poco o a volte hanno solo pensato. Figli di altre epoche ed altri tempi, hanno avuto l'idea che magari per togliere dalla miseria e dalla fame una ragazzina, forse la si poteva anche comperare e poi portarsela con se per assicurarle un futuro, una vita lontani dalla povertà e da una quasi sicura morte prematura. E questo accadeva in un contesto ed in una epoca lontani da noi. Ora sarebbe riprovevole. Ma è accaduto ad un'uomo che poi ha fatto, creato e regalato tanto, tantissimo di buono alla società. Parlo di Indro Montanelli ma di questa storia diremo dopo.

La furia iconoclasta si è scagliata da ultima sulla statua di Cristoforo Colombo a Houston, in Texas, dopo quella di Minneapolis. Prima di quella di Colombo negli Usa era toccata al Regno Unito dove era stata abbattuta la statua di Edward Colston, mercante-filantropo di Bristol arricchitosi tuttavia nel '600 anche con il commercio degli schiavi, e a Winston Churchill, ora impacchettata e blindata.


Si comprende l'ondata di proteste antirazziste esplose dopo l'uccisione dell'afroamericano George Floyd, ma la cosa è sicuramente sfuggita di mano e pericolosamente viene poco combattuta dai politici e di conseguenza poco repressa dalle forze dell'ordine.


Lo strano è che questi personaggi fino a qualche giorno fa erano considerati vere e proprie icone di civiltà, di libertà e sicuramente sostenitori della democrazia. Adesso la folla vociante, urlante, violenta li ha trasformati in colonialisti e schiavisti della prima ora, riversando su di questi le responsabilità della storia, del passato ma anche della situazione di quella attuale. Facili bersagli immobili, i bronzi ed i marmi, inermi, subiscono in prima persona, colpe sicuramente non del metallo o della pietra di cui sono costituite e poi sicuramente queste eventuali colpe non possono essere gettate sugli artisti e sugli artigiani che le hanno realizzate.


Come dicevamo sopra, in Italia non ne siamo immuni, qualche giorno fa, a Milano, la statua di Indro Montanelli è stata imbrattata ed ora il Consiglio Comunale del capoluogo lombardo sta valutandone l'opportunità di rimuoverla dal centro del parco cittadino intitolato a suo nome.

Ma Montanelli non stato l'unico, al centro di questa stupida, anzi criminale, furia iconoclasta: a Trieste è toccato a quella di Gabriele d'Annunzio, l'obelisco "Mussolini dux" al Foro italico a Roma, l'effigie dell'esploratore Vittorio Bottego a Parma. Ma quasi inspiegabilmente anche diverse statue di Giuseppe Garibaldi, soprattutto nel sud della penisola sono state al centro dell'attenzione di questa"moda". La definizione di "moda" ed il fatto di metterla tra le virgolette, è una considerazione di quanti emulino il gesto senza essere mossi da una convinzione profonda, insomma questi troppo spesso copiano, alla leggera e magari ci si fanno anche un bel selfie e lo postano sui social, guardate che è successo veramente. E' pazzesco.


Nel nord Italia sono stati anche gli ex regnanti a soffrire , a Torino il Kollettivo Studenti Autorganizzati (Ksa) ha rivendicato su Facebook lo sfregio dell'effigie di Vittorio Emanuele II.

In sardegna, a Cagliari, è toccato al monumento al vicerè di Sardegna Carlo Felice, nella centrale piazza Yenne di fronte al porto, per realizzarla 32 anni, per rovinarla pochi minuti.


Ma, allora, perché fermarsi alle statue? Perché non demolire il Colosseo? Infondo li si facevano combattere schiavi, si torturavano persone e animali feroci. Oppure, visto che alcuni scandali hanno certificato che alcuni preti sono pedofili, perché non bruciare tutte le chiese? Si potrebbe continuare per molto, gli esempi non mancano. Certo è che se ci comportiamo così assomigliamo sempre più ai nuovi barbari dell'ISIS. Ci sentimmo offesi, restammo sgomenti, attoniti, offesi nel profondo quando questi tagliagole minarono una buona parte di Palmira, in Siria, patrimonio mondiale dellUnesco oppure quando devastarono vari musei da li sino in Egitto, ma guardate, non siamo tanto lontani, questi abbattimenti iconoclasti sono atti criminali gravi. Non sono occasioni per sfogarsi, non possiamo accettarlo, per quello ci sono le palestre che sono state appena riaperte. La giustizia, l'equità non si raggiungono comportandosi così. Così diventiamo tutti nuovi barbari.

#statue #GeorgeFloyd #razzismo #furiaiconoclasta

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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