• Lino Rialti

2021: fuga degli LGBT dal cattolicesimo?




Che l'Italia sia uno Stato laico, almeno in teoria, dovrebbe essere lampante: la realtà di questi giorni ha dimostrato sicuramente la presenza di molte falle in questa asserita laicità. Parliamo dell'intromissione a gamba tesa del Vaticano sul ddl Zan. Un gran polverone politico-mediatico che ha richiesto addirittura l'intervento del premier Mario Draghi in Senato e le precisazioni del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin per ribadire che l’Italia "è uno Stato laico".


Tutto il trambusto era nato a seguito della nota verbale sul ddl Zan inviata dalla Segreteria di Stato vaticana all'ambasciatore italiano presso la Santa sede. Questa presa di posizione della Chiesa, espressa nella nota, ha provocato reazioni forti e nette nella comunità omosessuale che si riconosce nella Chiesa cattolica.



La delusione è stata grande ed è stata vissuta in modo molto traumatico. Quando parliamo di mondo LGBT cattolico non parliamo di uno sparuto gruppetto disorganizzato di persone, anzi, si tratta di un gruppo molto ampio con, al suo interno, associazioni, reti nazionali e oltre quaranta gruppi locali, molti coordinati dal COCI, il Coordinamento Gruppi Omosessuali Cristiani in Italia. Un movimento eterogeneo che dal 2000 è iniziato a venire allo scoperto e che con passo lento ma inesorabilmente diritto si è conquistato spazi ufficiali in molte parrocchie e in tante diocesi.


E così hanno preso carta, penna e calamaio, per così dire , ed hanno scritto una lettera aperta affermando che: "L’intervento della Segreteria di Stato vaticana si configura come una vera e propria ingerenza nell'attività del Parlamento italiano che non deve mai farsi influenzare da obiettivi diversi da quello di dare forma alla legittima volontà del popolo italiano". Sempre nello scritto si chiede l'approvazione "urgente" del ddl Zan.


Assieme alle associazioni degli omosessuali cristiani (cattolici) si sono espresse anche altre associazioni cattoliche stra le quali quelle dei genitori con figli e figlie LGBT insieme ad altre associazioni come la Comunità Isolotto (CEP) di Firenze e la San Paolo di Roma.



Sono molti da destra che si appellano alla sufficienza della legge Mancino ed alla presunta inutilità dell'approvazione di questa nuova norma anche se sono pochi, sempre tra leghisti e seguaci della Meloni, quelli che ricordano che anche durante l'iter di approvazione della Mancino, che punisce chi "incita o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", erano in molti che scopertisi garantisti dell'ultima ora, sostenevano anche allora "che quella legge limitava la libertà di espressione".


Nella lettera aperta poi si legge che "come mai queste stesse paure siano sollevate dai vertici della Chiesa cattolica che, proprio perché cattolica, cioè universale, dovrebbe essere particolarmente attenta all'accoglienza e al rispetto nei confronti di qualunque minoranza".




Ovviamente, le associazioni LGBT cristiane sottolineano come il ddl Zan non preveda "alcuna compromissione della libertà di espressione né forme di indottrinamento gender nelle scuole". Visto che questo era stato uno dei punti sollevato dalla Segreteria di Stato.


La lettera aperta si conclude con un auspicio: "Con questa nostra nota speriamo di alleviare almeno in parte il dolore di quanti cadono sotto il peso del giudizio di una Chiesa che ancora vorrebbe costringerli a scegliere tra chi sono e ciò in cui credono". Bisogna dire che, tra le righe del comunicato, si ventila l'ipotesi che sarebbero molti gli LGBT credenti pronti a lasciare una Chiesa cattolica che non solo non li vuole ma ne afferma addirittura una sorta di pericolosità.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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