• Lino Rialti

27 gennaio 1945: vennero aperti i cancelli




Per non dimenticare: oggi 27 gennaio 2021, Giorno della Memoria, segna un triste anniversario, sono passati 76 anni da quando, era il 1945, vennero aperti i cancelli del lager di Auschwitz.



Ma Auschwitz, forse è il più famoso ma vale la pena ricordare che c'erano tanti altri campi: erano quelli di Bergen-Belsen, di Bitterfeld, di Bredtvet, di Breitenau, di Buchenwald, di Dachau, di Flossenbürg, di Majdanek, di Mauthausen, di Sachsenhausen, di Stutthof, di Riga, della Risiera di San Sabba, di Ravensbrück, di Theresienstadt, ma ce n'erano altri minori ed altri ancora di transito.



Comunque con l'apertura di quei cancelli tutti poterono vedere: tutti diventarono testimoni di quello che era accaduto lì dietro. Ascoltando e leggendo le testimonianze di chi ne è potuto uscire vivo, si comprende quello che potesse essere significare l'essere imprigionati li. Una organizzazione metodica ed ossessivamente accurata votata alla disumanizzazione, alla trasformazione in numero, un numero tatuato e poi allo sterminio, alla uccisione sistematica e metodica.



Violenze inenarrabili dall'inizio, dall'ingresso dei deportati separazioni all'arrivo e subito violenze ed umiliazioni. Questi racconti fanno capire la gravità degli errori gravissimi di Vittorio Emanuele terzo, che, anche in Italia, avallò la promulgazione delle leggi razziali. Ora, il rampollo Emanuele Filiberto pensa che con un comunicato stampa possa ripulire l'immagine della sua dinastia chiedendo scusa per gli errori del suo predecessore, e poi lo fa con un ritardo che se non fosse per una vicenda così tragica sarebbe da definire ridicolo.



Forse, per prudenza avrebbe dovuto considerare cosa ha significato quella ignobile firma: muri, cancelli, recinti elettrificati, baracche di legno per abitazione e, soprattutto, quelle famigerate e temutissime docce comuni. Ebrei, omosessuali, oppositori politici, disabili, zingari e Testimoni di Geova erano stati deportati ed ammassati in questi luoghi di passione da ogni parte di quello che veniva considerato un impero, l'impero nazi-fascista. Il freddo, la fame, le torture, le fucilazioni sommarie e tanto cinismo erano all'ordine del giorno.



I forni crematori lavorando ininterrottamente producevano un pennacchio grigio scuro che si interrompeva raramente. L'odore di carne bruciata tagliava la gola. Dallo svuotamento delle culle metalliche di quei forni usciva una cenere grossolana che veniva sparsa nei campi circostanti a mo' di concime naturale. Attorno ai forni i superstiti hanno raccontato che c'era un fango, una melma grigia dovuta alla cenere che ricadeva a terra dai comignoli dei forni.



Quello che fa paura è il livello di pianificazione, era ineccepibile, scientifica, non lasciava spazio a sentimentalismi. C'era chi poi eccedeva e ci metteva del suo e la bestialità, la violenza tremenda e gratuita dei comportamenti di alcuni era indicibile.



Circa 14 milioni di persone morirono nella Shoah tra fame, fucilazione nei ghetti e sterminio organizzato nei lager. Questa la pianificazione effettuata, messa in pratica meticolosamente nelle "fabbriche della morte".



Anche se fa male al cuore dobbiamo parlarne e non dimenticare, i testimoni di allora ci stanno lasciando e dobbiamo prendere ognuno di noi il testimone, perché non possa succedere di nuovo.



Non possiamo, però, proprio oggi, dimenticare e nemmeno girarci dall'altra parte e non pensare, condannando quello che succede tra Israele e Palestina, lì il paradigma si è rovesciato. Questo qui sopra è il muro che imprigiona la Palestina separandola fisicamente da Israele. La memoria è veramente corta, dobbiamo ricordare anche a loro, agli israeliani ebrei la loro personale storia: cosa hanno passato prima di arrivare alla loro Terra Promessa e come si dovrebbero comportare con coloro che prima del loro arrivo avevano la disponibilità di quegli spazi, i loro diritti inalienabili. Shalom, è l'augurio che mi sento di estendere forte a tutti e due i popoli. Shalom non vuol semplicemente dire pace ma espressamente "pace tra due entità".

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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