• Lino Rialti

A me gli occhi, please! Salutiamo due grandi



Ci ha lasciato Gigi Proietti, il suo grande cuore di romano vero, alla fine non ha retto, proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Due giorni prima lo aveva anticipato, nella dipartita, un'altro grande attore, Sir Thomas Sean Connery, che a novant'anni ci ha salutato spegnendo le luci della sala per l'ultima volta.



Due mondi, il teatro ed il cinema, due stili inconfondibili. Entrambi hanno fatto la gavetta e zigzagando sono passati per il teatro ed il cinema. Per Proietti comunque il palcoscenico, suo primo amore, ha sempre rappresentato il suo luogo naturale dove esprimersi e dove rappresentare i suoi camaleontici personaggi. Entrambi grandi persone che si sono distinte nel campo artistico in maniera unica ma hanno spiccato anche per l'altruismo.



Gigi proietti, con la sua Accademia, il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, già dal 1978 puntava sulle nuove leve, sui giovani, per arrivare nel 2003 a fondare, a Roma, il Globe Theatre, un teatro scespiriano dalla modalità costruttive e sceniche uniche. Forse niente di meglio delle sue parole per ricordarlo degnamente: "Un uomo, non un intellettuale, che racconta l'allegria di allora, impastandola a quella di oggi. Ma senza nostalgia, per l'amor d'iddio. No, semmai con la gioia per un passato che la mente riscrive come vuole, come un sogno ricorrente che, negli anni, abbiamo imparato a controllare".



Appena ha compiuto 80 anni ci ha fatto la sua più grande "mandrakata", se ne è andato e ci ha lasciato "de stucco" come diceva, era d'obbligo il saluto a questo grande del "One man show" erede del sempiterno Ettore Petrolini.



Thomas Sean Connery, per tutti Sean Connery, era persona dal grande fascino. Un fisicaccio su un corpo alto 1 e 95, aveva iniziato facendo mille lavori pur di sbarcare il lunario: il bagnino, il muratore, il lavapiatti, il verniciatore di bare, la guardia del corpo ed anche, ovviamente, il modello. Affascinante anche per la sua riservatezza scozzese, portava un tatuaggio sull'avambraccio destro "Scotland forever" ed un'altro "Mun and Dad" entrambi retaggio del periodo di servizio nella marina di Sua Maestà.



Raggiunse il successo negli anni sessanta grazie al personaggio che poi gli si è cucito addosso, James Bond, ma è sono state epiche anche le sue interpretazione nel film "In nome della rosa" come Guglielmo da Baskerville o nella pellicola "Hilander" nel quale interpretò il ruolo di un immortale elegante e discreto. Senza sbandierarlo è stato da sempre impegnato per la salvaguardia del clima e della biodiversità: ha finanziato la campagna di Al Gore sulla protezione del clima ma sedeva anche nel board della associazione Sea Shepherd una ONG impegnata a livello globale ed aiutava molte altre associazioni ambientaliste. Era da molto tempo vegano, una scelta etica profonda.



Sia Gigi Proietti che Sean Connery hanno seminato altruismo, qualità alquanto scarsa in questo periodo storico. La mente va alle imminenti elezioni americane... La speranza è una sola: che Donald Trump, egoista all'ennesima potenza, non venga rieletto. Trump l'istigatore della violenza, il lievito dell'odio, il campione dell'egoismo, il capo dei profittatori di un popolo, l'americano, ridotto alla fame, solo, ammalato ed armato l'un contro l'altro. Tutto questo soprattutto grazie a Trump, in quattro anni ha fatto tanto per l'America, ma per certa America, quella delle lobbie e dei poteri forti, quelli che lo hanno finanziato e continuano a pagare nella speranza di vederlo rieletto. Per forrtuna, in queste ultime ore, in tanti si stanno mobilitando, anche il cantante Steve Wonder, non vedente, ha chiesto di votare per Joe Biden, "votare per Trump? E' come chiedere a me di guidare", ha dichiarato in una intervista. Sarebbe infatti la fine per l'America, l'abbandono totale dell'Obamacare porterebbe all'inasprimento della conflittualità sociale già ai suoi massimi storici. La povertà raggiungerebbe livelli non tollerabili, questo si che sarebbe la fine del sogno americano. Ma la peggiore delle situazioni possibili sarebbe l'ulteriore inversione di tendenza nelle politiche a salvaguardia dell'ambiente. La pratica distruttiva dell'estrazione del petrolio dalle rocce attraverso il fracking, in primis. E lui? Intanto ha annunciato che si dichiarerà vincitore anche prima della fine dello spoglio dei voti. La vuole buttare in gazzarra. Vuole alzare i toni già altissimi. E così l'ottimismo di Gigi Proietti ci soccorre: “Dalla crisi non si esce con l’odio, la rabbia: quelle sono solo le conseguenze. La soluzione, invece, è l’amore, e il far tornare di moda le persone perbene”.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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