• Lino Rialti

A scuola il 14 settembre senza classi pollaio, un miliardo di euro in più, sarà una nuova scuola?



Già lo si sapeva, ma ora è certo: ragazzi tutti a scuola il 14 settembre. E' stato trovato l'accordo sulle linee guida, per la "Nuova Scuola" ai tempi del Coronavirus, con Regioni ed Enti Locali, unica nota stonata De Luca, che non ha accettato.


E' stato stanziato, dal Governo, il miliardo aggiuntivo, necessario per il ritorno a scuola in sicurezza: "Abbiamo un ulteriore miliardo che stanziamo per ulteriori investimenti sulla scuola, che ci dovrà consentire di avere una scuola più moderna, sicura e inclusiva. E nel Recovery Fund un importante capitolo sarà dedicato proprio agli interventi sulla scuola" ha detto Giuseppe Conte nella conferenza stampa di ieri sera ed ha aggiunto "Chiudere le scuole è stata una scelta molto sofferta, che nessuno pensi che il governo l'abbia presa a cuor leggero. Vogliamo classi meno affollate. Le cosiddette classi pollaio a me non piacciono affatto, non le tolleriamo più".


La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione del piano per il rientro a scuola che "Vogliamo fare scuola anche fuori dalla scuola: portiamo gli studenti nei cinema, nei teatri, nei musei, facciamo in modo che respirino la cultura di cui hanno bisogno. Portiamo anche i più piccoli al parco quando il tempo lo consente a fare lezione". Che poi, parlando di fondi, essendo riuscita ad ottenere un miliardo di euro, ha affermato "Ci sono soluzioni e risorse per queste soluzioni. Un miliardo in più stanziato è davvero tanto. Non è stato facile, ma è un altro segnale che la scuola è al centro dei nostri pensieri. Amiamo la scuola, è il centro del nostro futuro". Con questi fondi, la Azzolina, ha detto che si possono "assumere fino a 50 mila persone, tra personale docente e non docente con contratto determinato".


Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha definito "Un ottimo risultato" questo raggiunto con lo stanziamento del miliardo ed ha aggiunto che "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali".


Fisicamente le scuole riapriranno i battenti agli studenti il primo settembre per i corsi di recupero mentre il 14 ci sarà la riapertura vera e propria. Entro settembre andranno individuati i luoghi alternativi dove fare didattica come musei, teatri, cinema e concordare, con i gestori, gli accessi.


Sarà didattica in presenza per tutti, uniche eccezioni, se necessario, parte delle lezioni ai ragazzi dei licei per i quali potranno organizzarsi anche alcune lezioni a distanza, magari alternando presenza fisica con quella digitale.


Il ministro della Salute, Roberto Speranza, coinvolto quest'anno come non mai, nelle decisioni per la ripartenza dell'anno scolastico, ha commentato: "Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali. È essenziale investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".


Vedremo, come ha detto la ministra Azzolina, se finalmente la scuola verrà valorizzata, come necessario, non solo quale palestra per preparare al futuro i nostri figli ma anche come presidio della legalità nei quartieri e nelle città, come punto di riferimento e faro. Ora i fondi ci sono, vediamo di spenderli bene.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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