• Lino Rialti

Gelo tra Usa e Vaticano, America e Cina si contendono l'Italia che intanto va avanti



E' il terzo giorno che nel governo si tratta per decidere come fare la manovra. Escono sigle ed acronimi che aiutano a non capire di cosa si parli: Nadef, ossia la nota di aggiornamento al Def ovvero il documento di economia e finanza. Comunque, attualmente il duello all'interno dell'esecutivo riguarda la riforma dell'Irpef, l'imposta sulle persone fisiche. Allo studio dell'esecutivo, nella manovra di autunno ci sarebbe spazio per 6 miliardi ( da gennaio 2021) per l'assegno unico per i figli fino a 18 anni e starebbe valutando un nuovo pacchetto di sgravi contributivi per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, dopo quelli introdotti con il decreto agosto. Per stabilizzare il taglio del cuneo fiscale anche tra i 28mila e i 40mila euro di reddito dovrebbero essere stanziati circa 2 miliardi.



Le posizioni sono opposte: il ministro Gualtieri e il Pd sono per il modello tedesco (in Germania a stabilire l'imposta applicata ai contribuenti che guadagnano fino a 57.051 euro è una formula matematica, che consente di calcolare l'aliquota ad hoc per ogni singolo livello di reddito. Così si evitano i salti d'imposta che caratterizzano l'Irpef italiana), i M5s sono incerti mentre Italia Viva, nonostante il suo peso zero-virgola, è contraria a qualsiasi riforma. Il 6 ottobre voto alla Camera sul Recovery Fund. A Palazzo Chigi, Conte riunisce i ministri De Micheli e Gualtieri sul dossier Aspi (la Società Autostrade controllata da Atlantia dei Benetton): la revoca è sul tavolo ma alla Società Autostrade vengono dati altri 10 giorni per presentare un piano serio. Aspi, dal canto suo, ricorda che sono in ballo oltre 7000 posti di lavoro ed un potenziale default per oltre 19 miliardi che potrebbe coinvolgere mezza Europa. Aspi non si vuole accollare gli oneri della demolizione e ricostruzione del ponte di Genova. Un vero ricatto.


C'è poi distanza tra le posizioni di Pd e M5s sul decreto sicurezza. I dem vorrebbero disarmare, azzerare la portata dei decreti sicurezza varati a suo tempo da Salvini, i Pentastellati sono dubbiosi e sul tema avrebbero chiesto una riflessione supplementare, affrontando il tema in un Consiglio dei ministri.



Nel Governo si torna a parlate di un disegno di legge denominato "Terra mia" che darebbe una stretta agli eco-reati.


E mentre questo minestrone si amalgama, l'italo americano Mike Pompeo è arrivato a Roma e tenta di togliere la scena addirittura al Papa. Ed è gelo tra Usa e Santa Sede. Al Vaticano non va proprio giù che sia stata organizzata dalla Ambasciata americana a Roma un simposio sulla libertà religiosa : "Sì, e questa è proprio una delle ragioni per cui il Papa non incontrerà il segretario di Stato americano Mike Pompeo". Così il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, subito dopo l'incontro con Pompeo al meeting sulla libertà religiosa organizzato a Roma dall'Ambasciata Usa presso la Santa Sede. Infatti, per Gallagher, organizzare unilateralmente il simposio significa tentare di strumentalizzare la figura del Papa e della religione cattolica romana, tentando di portare preferenze alla schiera del presidente Trump che è alle battute finali della campagna elettorale. Francesco non vuol entrare nell'agone politico Usa per la corsa alla Casa Bianca.

Palazzo Chigi, molto laconicamente ha reso noto che: "Si è svolto in mattinata (ieri ndr) il colloquio fra il Presidente del Consiglio e il Segretario di Stato americano Pompeo. Al centro dell'agenda la collaborazione bilaterale ed internazionale nel contrasto al Covid-19, le crisi nel Mediterraneo e le relazioni con la Cina." Ed il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha dichiarato che "Contiamo moltissimo sull'influenza che gli Usa potranno esercitare sugli interlocutori libici e gli attori internazionali per evitare eventuali azioni di sabotaggio" del processo di stabilizzazione in Libia. Nell'incontro con Di Maio, Pompeo, invece, ha messo in guardia sui rischi che correrebbe la privacy dei cittadini italiani connessi con l'utilizzo della tecnologia 5g cinese. Di Maio ha risposto che "Seguiremo le regole europee. E siamo saldamente ancorati agli Usa". Questa ingerenza non è piaciuta per niente alla Cina che ha subito fatto sapere che considera quelle americane "affermazioni diffamatorie" e che sono anche un "insulto alla sovranità europea".









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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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