• Lino Rialti

Asmara, la piccola Roma sopra al Corno d'Africa




E' successo per caso, come molte cose belle ed inattese, curiosando su YouTube, mi sono imbattuto in un video, breve e ben fatto che decantava, in maniera piacevole e senza troppi fronzoli, la "Piccola Roma" d'Africa.



Mi sono fermato a guardare fino in fondo, si parla di Asmara, capitale dell’Eritrea, uno dei nuovi 20 luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.


Grazie ad una serie di circostanze, la città coloniale italiana, pianificata, progettata e realizzata in quel periodo, è arrivata a noi quasi inalterata e disvela una concentrazione interessantissima del periodo modernista italiano, legato agli anni 30 del secolo scorso.



E' interessante notare anche le differenze tra progettisti, alcuni più puristi, altri più legati alle tradizioni architettoniche del nord italiano, ricordando scorci friulani o trentini.


L'Italia arrivò in Eritrea da colonizzatore nel 1890 ed iniziò immediatamente la riconversione dei centri abitati, vere baraccopoli, in pianificati centri cittadini. Era comunque forte il razzismo, lo si capisce anche dalla settorializzazione delle aree urbanistiche, alcune riservate ai coloni, le centrali e migliori, ben collegate con strade larghe e servizi, altre, periferiche, affossate, destinate ai "nativi".


La grandezza dell'investimento nella colonizzazione, anche per ovvi motivi propagandistici "imperiali", ebbe il suo culmine tra l'inizio del periodo fascista ed il 1941. In questo periodo Asmara vide un boom edilizio. Vennero eretti migliaia di edifici, tra chiese, scuole, edifici governativi, strutture postali, farmacie, cinema, bar, forni, magazzini, negozi ma anche belle palazzine e ville anche grandi e maestose con giardini formali anche se modesti e poi monumenti e palestre. Di questo patrimonio ad Asmara sono rimasti intatti più di 400 edifici che profumano d'Italia, magari un'Italia un po rugginosa e polverosa.


Infatti era stato proprio Mussolini in persona a dare il la alla trasformazione di Asmara, il suo sogno era quello di trasformare questa cittadina modesta , nella capitale dell'Impero africano d'Italia. E così incoraggiò l'emigrazione degli italiani in Eritrea. Un censimento del 1939 aveva contato su 98 mila abitanti in totale ben 53 mila italiani.



Mussolini l'aveva individuata al centro dell'impero ed al centro del Paese, un po come Roma. Così assoldò i migliori architetti che la trasformarono nel sogno futurista. Una città pianeggiante, semplice da plasmare e allora via libera a viali larghi, contornati da alberature, campanili che svettavano come missili, stazioni di servizio che assomigliavano ad aeromobili (la futurista Fiat Tagliero), negozi, magazzini e fabbriche per alimentare il fermento brulicante di centinaia di persone che si spostavano in bicicletta. Arrivò anche la ferrovia, l'aeroporto ed il cimitero monumentale.


Il progetto della stazione di servizio Fiat Tagliero, in un disegno di Giuseppe Pettazzi


Una curiosità sulla Stazione di Servizio Fiat Tagliero: progettata da Giuseppe Pettazzi venne inaugurata nel 1938. L'ardito progetto, ancora perfettamente stabile, aveva preoccupato le maestranze che temevano crollasse nel momento di togliere i puntelli. Così l'ingegnere Pettazzi in persona, pistola in pugno, minacciando di sparare a chi non avesse obbedito, fece disarmare il manufatto permettendone l'inaugurazione.



All'architetto Mario Messina si deve il Cinema Impero, ancora in uso con banconi, strutture, poltrone originali. E' oltremodo, architettonicamente parlando, d'interesse, la struttura del bar Zilli che ricorda una radio del periodo con le finestre simili a manopole.



Ma sono moltissime le strutture interessanti che hanno influenzato lo stile di vita degli asmarini che ancora oggi, nella loro lingua hanno tantissimi vocaboli italiani o che sono derivati dalla nostra lingua. Molti abitanti di Asmara parlano l'Italiano e vedono di buon'occhio l'Italia alla quale riconoscono l'aver contribuito alla modernizzazione del paese.


Dopo la fine del secondo conflitto mondiale Asmara venne occupata dagli inglesi, infatti la seconda lingua ufficiale è proprio l'inglese. Quando gli inglesi se ne andarono gli etiopi occuparono l'Eritrea e la città di Asmara.


Isaias Afwerki


Arrivarci non è proprio facile, non essendoci voli diretti, bisogna passare dalla Turchia o dal Qatar. È necessario un visto che dura al massimo un mese e ci sono restrizioni se si è giornalisti, il presidente Isaias Afwerki è stato accusato in più occasioni di violare i diritti umani. Afwerki, in realtà un dittatore, è al potere dal 1993, quando il suo partito (l’EPLF, Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia) conquistò l’indipendenza dall’Etiopia, imponendo di fatto un regime oppressivo – si parla di 10mila oppositori politici arrestati, in parte torturati e scomparsi – senza opposizione e libertà di stampa, in cui non si sono mai tenute le elezioni.

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