• Lino Rialti

Bayer paga 10,5 miliardi alle vittime del Glifosato



La Bayer multinazionale della chimica e farmaceutica, uno dei colossi mondiale del settore, ha raggiunto un accordo, un patteggiamento, per quasi 10 miliardi e mezzo di dollari, così da chiudere 95 mila azioni legali intentate nei suoi confronti dalle vittime o dagli eredi superstiti dei danneggiati dal Glifosato, un erbicida sistemico, venduto, tra l'altro, col nome commerciale di Round-Up. L'enorme cifra include anche 1,25 miliardi di accantonamenti, per far fronte a eventuali nuove cause che coinvolgano il diserbante ereditato con l'acquisizione di Monsanto nel 2018. Il Glifosato, principio attivo alla base della formulazione di una vastissima gamma di diserbanti sistemici totali, è accusato di provocare il cancro e sempre maggiori studi clinici stanno avvalorando questa che è più di una ipotesi.



Questo accordo legale riguarda i citati 95 mila casi, intentati alla Monsanto ed ereditati dalla Bayer, ma lascia fuori altri 25 mila casi, azioni legali, che per scelta dei ricorrenti non si sono accordati con questo patteggiamento.


La cifra enorme, stanziata dalla Bayer, per indennizzare e chiudere la stragrande maggioranza delle pendenze legali, per assurdo, rappresenta una boccata d'ossigeno per la multinazionale che vorrebbe chiudere tutte o almeno il maggior numero di pendenze attuali. Il motivo è presto detto: molti azionisti ma anche i mercati, non hanno visto di buon occhio l'acquisizione della Monsanto da parte della Bayer, visto che si conoscevano i problemi legati alle pendenze legali. Queste rappresentano, sino a definizione, una spada di Damocle e hanno causato oscillazioni e fluttuazioni del valore delle azioni.



Dell'accantonamento di 1,25 miliardi di dollari, una parte sarà destinata alla creazione di un comitato di esperti indipendente chiamato a rispondere a due domande cruciali: ossia se il glifosato causi il cancro ed in caso affermativo quale sarebbe il dosaggio minimo che si ritenga pericoloso. Nelle intenzioni dell'azienda i risultati di questi studi dovrebbero aiutare a tagliare la testa a molte cause intentate non da utilizzatori professionali ma da persone che hanno usato l'erbicida saltuariamente presso la propria abitazione.


Il Glifosato, scoperto nel 1950 dal chimico Henry Martin che lavorava per l'azienda chimica svizzera Cilag, non venne registrato. Solo nel 1970 la Monsanto, che lavorava al perfezionamento di alcuni addolcitori d'acqua, si accorse casualmente, che l'acqua di risulta di alcune di queste macchine, aveva un blando potere erbicida. Da lì iniziò la ricerca sulla causa che venne individuata sugli analoghi dell'Acido aminometilfosforico. Venne individuata la molecola che iniziò ad essere prodotta quale erbicida e nel 1974 iniziò la sua commercializzazione. Tutto sembrava andare liscio ma dal 1996 cominciarono ad essere associati all'erbicida una serie di casi di tumore, sempre più frequenti che portarono il colosso Monsanto a collassare fino all'asssorbimento da parte della bayer. La Monsanto ha sempre difeso il suo prodotto di punta, il Glifosato senza mai ammettere alcun effetto nocivo, per la Bayer, grazie a studi e recenti pubblicazioni è sempre più difficile ignorarne la pericolosità. Da qui l'ammissione della responsabilità e la corresponsione degli indennizzi. Il Glifosato viene utilizzato su tutta una serie di coltivazioni, irrorandole in vari modi. Le produzioni orticole e soprattutto cerealicole, sono, a questo scopo, state geneticamente modificate per resistere all'erbicida. Il problema è molteplice: i vegetali modificati geneticamente non sono sicuri, ci sono studi in corso che lo dimostrano e sicuramente non sono naturali. Questi vegetali modificati geneticamente hanno effetti che si iniziano a capire ora sul nostro organismo che se ne ciba, direttamente o indirettamente. Un'altro problema è rappresentato dal principio attivo irrorato sulle produzioni vegetali, questo viene assorbito per via sistemica. Gli erbivori mangiando questi prodotti assimiliamo l'erbicida che si accumula nell'organismo. Sia che mangiamo granaglie o loro derivati, o peggio mangiando carne o bevendo latte ( quindi cibandoci di concentratori o dei loro prodotti) introduciamo questo pericolosissimo erbicida. L'Europa si è recentemente pronunciata sul Glifosato anche se non troppo fermamente a causa del potere lobbistico delle aziende chimiche coinvolte, comunque sempre più Stati attorno al mondo stanno limitandone l'uso. A quando il bando totale e mondiale di questo pericolosissimo prodotto?


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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