• Lino Rialti

C'è chi dice (solo) NO!



"C'è chi dice no", come recita una canzone del nostro Vasco Rossi il Blasco nazionale. E stavolta, il titolo, si attaglia proprio al ruolo di due personaggi dell'opposizione: Giorgia Meloni e Matteo Salvini.


Non sapendo più come gettare discredito sulle fatiche ed i successi, anche se perfettibilissimi, del Premier Giuseppe Conte, ora vogliono "mettere dei paletti" per quanto riguarda il voto in aula sul scostamento di bilancio.


In cerca sempre di visibilità Salvini, bisogna ammettere che non è buono a nulla ma sicuramente è bravo a ritagliarsi i suoi spazi dai quali dragare voti, ora chiede che in cambio del suo voto "Vengano accolte nostre proposte" quelle della Lega". La Meloni, stessa malattia, dichiara che voterà lo scostamento solo se tutto sarà chiarissimo ovvero che "Sia nero su bianco".


Insomma i ricatti della lega sono due: l'anno bianco fiscale, ossia zero tasse per tutti, con conseguenze inimmaginabili per i conti pubblici ed il secondo su scuola-disabilità ossia lingua dei segni e sordocecità. Parolone e concettoni (voglio usare lo stesso tenore parolaio di Salvini e dei suoi "milamiliardi") che servono solo a trovare scuse per non votare e tentare l'arrembaggio al Governo. Salvini dice che "Non stiamo chiedendo miliardi ma spicci, se ci diranno sì è possibile che l'atteggiamento della Lega sia di un certo tipo, altrimenti in Aula i numeri se li trovano da soli".


Simili gli argomentoni di Giorgia Meloni a capo di Fratelli d'Italia: "O il governo mette nero su bianco cosa vuole fare con queste risorse o io non voto proprio niente: i soldi degli italiani, soprattutto quando si tratta di debiti fatti sulle spalle dei nostri figli, non si buttano per pagare le consulenze dei ministri mentre si rischia una ecatombe occupazionale. Chi lo fa se ne assume la responsabilità. Dicano cosa vogliono fare e poi dirò loro se voto o no lo scostamento di bilancio".


L'opposizione costruttiva e responsabile non sanno proprio cosa sia questi due bellimbusti. Per questo l'Italia, sino ad oggi è rimasta al palo fino ad ora anche in Europa. Senza un'alternanza politica, che però continui ciò che di buono aveva fatto l'altra parte, proprio come Trump tenta di demolire quanto costruito da Obama, in Italia l'alternanza di un'opposizione becera e distruttiva ha determinato, negli anni, uno stop ed un arretramento di misure decisioni, politiche economiche e sociali nazionali, europee ed extraeuropee. Forse non ci meritiamo una democrazia così perfetta come l'hanno strutturata i nostri Padri Costituenti.


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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