• Lino Rialti

Chi mise la bomba a Bologna?

Una bomba pose fine alla loro esistenza. Stazione di Bologna 2 agosto 1980. Morirono in 85,erano quasi tutti giovanissimi, molti minori, alcuni addirittura bambini di tre o sette anni, giovani come i bombaroli, gli attentatori, fascisti o meglio neo-fascisti non essendo ancora nati nel periodo del Ventennio. Parliamo di Valerio Fioravanti, 22 anni all’epoca, Francesca Mambro, 21 anni nel 1980 e Luigi

Ciavardini, nemmeno 18 anni allora, che infatti venne processato a parte, dal tribunale dei minorenni. Un quarto esecutore materiali, si chiama Gilberto Cavallini, altro estremista nero dell’epoca: il 2 agosto ’80 non aveva ancora compiuto 28 anni, ma per lui la giustizia è andata molto a rilento e la condanna di primo grado è arrivata solo a gennaio del 2020. E' ancora un esecutore presunto non avendo avuto una condanna definitiva sulle spalle. Un quinto esecutore, già inquisito e prosciolto ma ora nuovamente imputato, di anni ne aveva 27: Paolo Bellini, neofascista ma di un’altra banda, Avanguardia Nazionale. Ne è stato appena chiesto il rinvio a giudizio. Comunque in una intercettazione agli atti del procedimento a suo carico, la moglie ammette di riconoscerlo nelle immagini della strage.



Ragazzini col cervello bruciato, lavato e tinto di nero che si celavano dietro una sigla: NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, i primi tre. Dietro quella sigla, i primi tre tizi, hanno commesso atrocità di ogni tipo, omicidi, gambizzazioni e vendette per sgarbi fatti ad altri "camerati". I loro obiettivi: poliziotti, carabinieri, magistrati ma anche semplici avversari politici, ragazzi come loro. Di quella stagione hanno rivendicato ed ammesso tutto o almeno molto, ma mai la Strage di Bologna. Nessuno dei cinque ha mai nemmeno ammesso di essere passato da quelle parti. Perché? Soprattutto se si considera, per quelli che hanno avuto condanne definitive e scontate, quindi teoricamente una ammissione di responsabilità sarebbe ininfluente ai fini processuali, anche senza coinvolgere i complici ancora non condannati. E non si capisce perché non parlino, anche perché, se loro erano giovani e sono ancora in vita, così non è per i cosiddetti mandanti. Allora adulti, se non già vecchi ed ora tutti morti, morti senza confrontarsi con le loro responsabilità, almeno sino in fondo. Quindi non dovrebbero aver paura per la loro incolumità. A meno che ancora tutta la verità non sia venuta a galla. Come è chiaro che sia. Purtroppo.



I mandanti, presunti, sono tutti morti. Il più famoso: Licio Gelli, nato nel 1919, morto nel 2015, ma poi Umberto Ortolani, (1913-2002), Federico Umberto D’Amato (1991-1996), Mario Tedeschi (1924-1993). Storie diverse ma una cosa importante in comune: l'iscrizione alla Loggia massonica Propaganda 2, più nota come P2. Una associazione segreta filo-americana e, soprattutto, anticomunista. Nata nel dopoguerra italiano e con i soldi americani portati a valigiate dai servizi segreti americani nel periodo della ricostruzione e proseguito almeno per tutta la cosiddetta "guerra fredda", la guerra di contrapposizione dei blocchi sovietico, da una parte, ed americano dall'altra. L'associazione ha ordito, brigato, progettato ogni possibile azione, ovviamente tutte illegali, al fine di impedire che l'allora Partito Comunista arrivasse al governo dell'Italia liberata dal Fascismo. Fino a decretare anche la morte della statista politico democristiano Aldo Moro, per evitare il Compromesso Storico ed abilitare e sdoganare i comunisti rendendoli degni di governare.


E così Gelli, a capo della P2, avrebbe finanziato gli stragisti con movimenti bancari dall’estero verso l’Italia. I soldi li avrebbe messi lo pseudo imprenditore ma soprattutto affarista e faccendiere Umberto Ortolani, ammanicato con lo Ior, la banca d'affari del Vaticano, e grazie alle conoscenze di Gelli, brillante banchiere soprattutto nelle americhe del sud. Nel gruppo organizzatore, un nome appare più volte in diverse faccende: si tratta di un funzionario di Polizia, tale Federico Umberto D’Amato, capo dell’Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno (una sorta di servizio segreto parallelo dell’epoca) ufficio teoricamente dismesso nel 1974 ma ancora in funzione. Mario Tedeschi, parlamentare del Movimento Sociale Italiano, direttore della rivista Il Borghese.


Una condanna parziale, avvenuta l'11 febbraio del 2020, rimane storica ma, se non altro tardiva, i colpevoli sono morti. Tanti altri sono i nomi coinvolti a vario titolo sia attraverso la P2 che attraverso l'affiliazione ai due gruppi neo-fascisti, nomi che abbiamo sentito da poco e che sembrano oltremodo ricorrenti, gente che non ha pace e sembra di non poter vivere una esistenza normale. Persone che del crimine e nel crimine trovano la linfa vitale, gentaglia del calibro di un certo Massimo Carminati, in qualche modo coinvolto con la Strage di Bologna, con un curriculum criminale di tutto rispetto. Solo ultimamente arrestato e condannato in via definitiva perchè a capo della associazione sgominata con l'operazione Mafia Capitale. Condannato e già libero per cavilli giuridici tipici della nostra Italietta garantista, inflessibile quando si tratta di ricalcolare pene o, come in questo caso, applicare uno sconto di pena, visto che non si sarebbe trattato di Mafia ma di "semplice" associazione. Ma nel frattempo anche chi è stato dichiarato colpevole torna a casa senza scontare la giusta pena. In barba alle vittime ed ai superstiti parenti.


Questa strage sembra che sia stata ordita per coprire quella avvenuta nemmeno un mese prima, quella di Ustica. Tutte ipotesi, anche se molti verosimili ma comunque sconcertanti per la loro crudezza. Per questo sarebbe ora di fare chiarezza, di pubblicare per intero carte e documenti, far sapere come sono andate le cose, far capire quali sono i pericoli. Sicuramente non rappresentati da orde di disperati che arrivano inermi e moribondi se non morti sulle nostre rive. I pericoli veri sono sempre stati i burattinai, le menti raffinate che tutt'ora esistono e dirigono, tirando i fili di queste brutte marionette. Conoscere il passato prossimo potrebbe portare a vaccinarci per i virus futuri.



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