• Lino Rialti

Chi semina vento raccoglie tempesta




C'è un detto popolare, derivato dalla Bibbia (libro di Osea, cap. VII, verso 7, "Quia ventum seminabunt, et turbinem metent"), che oggi, più che mai, sembra descrivere la situazione: chi semina vento raccoglie tempesta.


Tempesta metereologica in Italia: il nord e ed il centro sono stati colpiti da un'ondata di maltempo con nubifragi, esondazioni e forte vento. L'Isarco è esondato a Chiusa ed Egna, in Trentino ed i cittadini sono stati evacuati. E' stata interrotta la linea ferroviaria. Esondato anche l'Adige ed è stata chiusa, temporaneamente, l'autobrennero tra San Michele e Bolzano. Il Governo ha fatto sapere al Governatore del Veneto, Luca Zaia, che si sta valutando la dichiarazione della stato di emergenza, almeno 150 case sono state danneggiate da vento, grandine e pioggia torrenziale. Le colture in molte zone del nord Italia sono compromesse così come le viti, in questo periodo di raccolta, il più delicato.



In Toscana, in un campeggio di Marina di Massa, il forte vento, una vera tromba d'aria, ieri mattina, tra le sette e le otto, ha abbattuto un grande albero che è caduto su di una tenda, due bambine sono morte, avevano 3 e 14 anni.


Il tetto di una residenza per anziani è stato scoperchiato a Milano ed i pazienti, nella notte sono stati trasferiti in un'altra struttura. Due persone sono morte, una risucchiata dalle onde ed una scivolata in un torrente in piena nel varesotto. Ma sono infinite le chiamate ai Vigili del Fuoco ed i loro interventi non si contano da nord a sud. Se c'è chi, al centro-nord della penisola combatte con la troppa acqua, caduta tutta assieme, c'è, chi, al sud dello stivale, lavora senza sosta per spegnere le fiamme. Sono i Vigili del Fuoco della Sicilia che, nel trapanese e nel palermitano, a Macari di San Vito lo Capo, in provincia di Trapani, stanno combattendo contro le fiamme di un enorme incendio doloso alimentato dal fortissimo vento di Scirocco. Le fiamme sono difficilissime da controllare e così è stato evacuato il villaggio turistico Baia Santa Margherita e alcune abitazioni. Vicino al capoluogo, Palermo, prosegue il vasto incendio nella zona di Altofonte, dove nella notte sono state evacuate un centinaio di persone dalle proprie abitazioni minacciate da vicino dalle fiamme. Dall'alba sono tornati in azione sui due incendi i Canadair della flotta del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.


E sin qui i disastri metereologici legati alle malefatte nostre: il problema è sempre lo stesso, alla base di tutto quanto ci sta succedendo, il riscaldamento globale dovuto all'innalzamento della concentrazione dei gas serra. C'è poi un ulteriore problema dell'edilizia autorizzata in zone golenali, alluvionali o instabili che si assomma alla scarsa se non nulla manutenzione delle scarpate circostanti gli assi viari.



Dai disastri climatici c'è chi ha seminato vento in altri campi: uno è il nostro Matteo Salvini. Che è in buona compagnia della solita Giorgia Meloni. Assieme anche ad altri figuri populisti, stanno aizzando la pancia della popolazione italiana all'odio, alla diffidenza, all'egoismo e stanno trasformando l'Italia in un Paese non accogliente. E' stato pubblicato uno studio che ha raccolto i dati degli ultimi diciotto anni. In questo limitato lasso di tempo ci sono stati 7.426 episodi di ordinario razzismo. Questo ed altri dati sono contenuti nel documento pubblicato dall'associazione romana di promozione sociale Lunaria che ha raccolto le segnalazioni dal 1° gennaio 2008 e il 31 marzo 2020. Si tratta di 5.340 casi di violenze verbali, 901 aggressioni fisiche contro la persona, 177 danneggiamenti alla proprietà, 1.008 casi di discriminazione.


Ovviamente questo clima è costruito, come nascono gli uragani, con un lento e certosino lavoro che vede coinvolti diversi canali siti internet e blog ma soprattutto i social network (facebook in primis) ma anche dichiarazioni verbali, striscioni manifesti che contengono informazione scorretta, violenta e esplicitamente discriminatoria. Ovviamente i leader politici non sono gli autori di tutto questo corposissimo materiale ma ne sono gli ispiratori, l'esempio, danno spesso il la ad una campagna d'odio "tra le parole cattive di chi conta, le rappresentazioni distorte di chi racconta, le offese violente di chi commenta online e le violenze razziste fisiche compiute individualmente, in gruppo o, magari, avvalendosi del potere che deriva da un incarico istituzionale", si legge nel documento di presentazione del lavoro presentato dall'Associazione.



Un fenomeno preoccupante ed in forte crescita è l'odio on line perpetrato dai cosiddetti leoni da tastiera che con la pandemia si sono ringalluzziti e stanno proliferando. Il fenomeno è così esteso e preoccupante che si è sentita la necessità di creare la prima Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d'odio. A battezzarla tre Ong che operano a livello internazionale (Action Aid Italia Onlus, Amnesty International Italia, Cospe Onlus); otto associazioni (Asgi- Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, ARCI, Associazione "Carta di Roma", Giulia- Giornaliste Unite Libere Autonome, Lunaria, Pangea Onlus, Vox Diritti, Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBTI); un movimento transnazionale (No Hate Speech Movement Italia); otto università (Bicocca, Bologna, Firenze, Padova, Reading (UK), Statale Milano, Trento, Verona); due centri di ricerca (Cnr Palermo, Fondazione Bruno Kessler); due osservatori (Oscad- Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, Osservatorio di Pavia) e il Consiglio Nazionale Forense hanno dato vita alla prima Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d'odio.



Ma l'Oscar del seminatore di vento, spetta ad una persona. Va di diritto a Donald Trump. Da sempre Trump è gran maestro di cerimonia tra i generatori e soffiatori. Ora ha soffiato così forte che forse quel vento lo sta allontanando dalla sua attuale casa, la Casa Bianca. Intanto Portland, nell'Oregon, si è trasformato in un campo di battaglia. Da tre mesi, da quando è montata l'onda delle proteste antirazziste per la morte di George Floyd, la città della West Coast statunitense è teatro di disordini. E la dichiarazione di Trump di dover fermare i disordini con la forza non ha certo calmato gli animi. Sono arrivati in città centinaia di pick-up carichi di sostenitori di Trump che bandiere, vessilli alla mano, hanno scorrazzato nel mezzo delle manifestazioni e dei cortei del movimento Black Lives Matter, tra di loro alche diversi estremisti di destra. Risultato: escalation delle violenze. E sabato notte c'è scappato il morto, un sostenitore di Donald Trump raggiunto da un colpo di pistola.



E proprio allora si è manifestata tutta l'ira del presidente americano. E' tornato a richiedere l'intervento della Guardia Nazionale proprio a Portland, soprattutto per tentare di dimostrare l'incapacità del governo locale, democratico, di gestire la situazione. E così Trump tuona da Twitter: "L'unico modo per riportare l'ordine e fermare la violenza in città guidate dalla sinistra come Portland e' la forza!". Non si è fatta attendere la risposta del sindaco della città, Ted Wheleer: "Cosi' il presidente istiga alla violenza. Trump porta avanti una campagna di paura e antidemocratica".



Ma perché e come è successo questo triste fatto. Come è morto questo uomo? Questa persona faceva parte di un gruppo ultraconservatore e di estrema destra, i Patriot Prayer. Questo, assieme a molti suoi amici ma si potrebbe dire commilitoni, era a bordo di un èpick-up che faceva parte di una colonna di mezzi che scorrazzando per le vie della città stava sparando sui manifestanti proiettili di vernice con dei fucili mitragliatori appositi. Queste raffiche, anche se non molto pericolose, sono dolorose e macchiano in modo praticamente indelebile quello che colpiscono. Qualcuno dopo ore di lanci di proiettili di vernice deve averne avuto abbastanza e deve aver tirato fuori una pistola vera, le armi negli Usa sono di libera vendita quasi in ogni Stato, ed in risposta ad una raffica di proiettili di vernice ha risposto con un proiettile vero, uno solo, che ha colpito, in maniera inesorabilmente mortale, il ragazzo al petto. Indaga l'FBI che cerca il responsabile. Il problema è che, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 3 novembre, c'è il rischio concreto di scatenare una vera guerra civile, soprattutto se si continua a seminare vento e soffiarlo per farlo ingrossare.


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Chi sono

Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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