• Lino Rialti

Conte alla resa dei conti



Lima, pialla, spiana, smussa, arrotonda: Giuseppe Conte, in queste ore assomiglia più ad un falegname che ad un Primo Ministro. Nel suo di scorso di oggi ed in quello di domani, Conte non utilizzerà parole di rottura, toni accesi e duri contro il suo impalatore Matteo Renzi.



Renzi, il Bullo di Rignano, in queste ore non ha alzato i toni, sta giocando al suo gioco preferito. Si tratta del gioco della bandiera che noi tutti abbiamo fatto da ragazzi. Non appena la si è presa, si deve scappare e qui il Bullo è bravissimo, scappare dalle sue responsabilità, fare la vittima. Renzi ha anche offerto la mano, affermando di volersi rendere utile. Ma come, prima fai saltare in aria tutto e poi porti il piumino per spolverare le macerie? Cose da pazzi.



Conte, da indiscrezioni trapelate, vorrebbe fare un discorso di responsabilità. Si dichiarerà anche fallace, per alcuni aspetti, ma affermando di aver agito sempre in buona fede. Insomma dovrebbe offrire il fianco, il lato tenero, infondo, col suo discorso a Montecitorio, c'è in ballo la tenuta del Governo e la possibilità o meno di ricreare una certa stabilità, così da salvare l'esecutivo. Una situazione necessaria per sopportare la sfida attuale alla pandemia e la conseguente crisi economica, che se da un lato sta mettendo in ginocchio la nostra economia, dall'altra sta mandando sul lastrico i nostri imprenditori, soprattutto quelli piccoli e medi, il tessuto fondante la nostra Italia.



Saranno discorsi da costruttore e tessitore, per tentare di generare una maggioranza assoluta oggi alla Camera. Ma la sfida maggiore è quella di domani, ma che si prepara comunque oggi, in Senato gli servono i 161 voti o almeno deve arrivare il più possibile li vicino per sopravvivere e tornare e governare con una certa tranquillità.



Comunque Conte non è tipo che riesce a stare proprio zitto ed a silenziarsi del tutto, come fece per Salvini dopo lo strappo leghista, molto probabilmente riserverà qualche stoccatina, magari di fioretto e non affondando nella carne viva di Renzi e della sua Italia Viva, con la quale non vuol chiudere e vediamo poi perchè.



Intanto che il Bullo di Rignano metteva in scena i suoi balletti che hanno portato alla rottura ed alla crisi, in Italia i morti per Covid sono arrivati ad oltre 82.000 e tra poco, un paio di mesi, con la fine del blocco dei licenziamenti potrebbero essere fino ad un milione le persone a perdere il lavoro. Qui si inserisce la necessità di accelerare l'arrivo dei fondi del Recovery, per questo Conte vuole andare avanti e non perdere tempo, questo sarà un'altro passo del suo discorso, molto probabilmente.


Conte comunque, come detto, non sarà tranchant, non vuole vedere Renzi ma gli interessano tutti i suoi parlamentari ai quali si dovrebbe rivolgere anche pubblicamente richiamando il loro senso di responsabilità. Sarà una chiamata alle armi in difesa dell'Italia, all'interno di questa Europa, che ha finalmente fatto vedere il suo lato migliore.



Ma tanto c'è da fare, e Conte ricorderà quanto fatto e quanto ancora da fare come i provvedimenti per la promozione dello sviluppo sostenibile, per la rinascita della scuola, per la riapertura dei cantieri. Toccherà anche progetti già parzialmente approntati come la riforma del fisco e quella della giustizia.



Porte chiuse ai sovranisti come Salvini e Meloni. Porta socchiusa a Berusconi ed alla sua pattuglia di moderati. In queste ore sono stati avvicinati i pentastellati cacciati dal Movimento per vari motivi. Ma, dal centro, è stato chiamato anche quello che resta dei socialisti che non hanno disdegnato la telefonata.



Tutto questo fatto in fretta ed in furia, urgono i provvedimenti che facciano arrivare i fondi del Recovery plan. Perso questo treno, dell'Italia rimarrebbe un cumulo di macerie fumanti. Di questo ci dovremmo ricordare e dovrebbe farlo anche Matteo Renzi, il Bullo di Rignano, che col suo 2,4% dell'ultimo sondaggio, non avendo nessuna speranza nemmeno di essere rieletto, ha buttato questa bomba ad orologeria sul Governo. Sta in Conte saperla disinnescare tra oggi e domani.


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