• Lino Rialti

Conte c'è ma piccolo, piccolo così!




Giuseppe Conte ce l'ha fatta. Ha ottenuto, ieri sera 156 voti al Senato. Spiccano le astensioni strategiche dei 16 renziani che hanno vinto sul Bullo di Rignano che avrebbe voluto far saltare il banco con un "no" che invece non c'è stato. Le opposizioni, nonostante la bagarre, le barricate, si fermano a 140.



C'è voluta la tecnica calcistica del Var per ammettere il voto di Ciampolillo, ex M5s, convintosi all'ultimo secondo. Sogna il ministero dell'Agricoltura. Grazie alle registrazioni, infatti, è stato conteggiato anche il senatore Nencini che ha espresso il suo appoggio al Governo in extremis.



Conte è riuscito a portare a casa la fiducia ma non è riuscito a raggiungere i 161 voti che gli avrebbero garantito la maggioranza assoluta assieme ad una certa tranquillità. Insomma una mossa, quella di Renzi, che se non ha scardinato Conte dalla poltrona, ha segato, però, quasi completamente le gambe alla seduta.



Comunque è clamoroso il voto a favore del Governo di Maria Rosaria Rossi, Forza Italia, una fedelissima dell'ex Cavaliere e di Andrea Causin, sempre Forza Italia ma ex Dem e con una storia di ondivaghe flessioni per altri schieramenti nella sua storia politica. Il loro partito, per voce di Antonio Tajani, li ha subito buttati fuori.



Ha votato si anche Tommaso Cerno che è tornato all'ovile del Pd. Attesissimo in senato il voto a favore del Governo di Liliana Segre, che di è recata a votare da Milano ed a 90 anni, nonostante le maledizioni di molti leoni da tastiera simpatizzanti leghisti e di Fratelli d'Italia ma anche assieme ad un nugolo di stolti della destra più estrema e becera. Hanno votato si anche Mario Monti e Elena Cattaneo. I senatori Udc hanno votato, invece, no.



Comunque la si guardi è una maggioranza risicata e debole, in bilico ed appesa ad ogni bizza dei responsabili che, speriamo, lo siano fino in fondo. Conte ieri, ripensando al Var, si è giocato la partita della vita ed ha vinto per un soffio ed ai supplementari. Il campionato, però, è ancora lungo e gli avversari agguerriti.



Citando Conte, abbiamo veramente assistito, se si tiene in considerazione la pandemia e la crisi economico-sociale connessa, ad una "Crisi incomprensibile". Renzi, nel suo intervento in senato ha buttato benzina sul fuoco affermano "Crisi incomprensibile? Siamo i peggiori al mondo per l’economia, il numero di morti per Covid e la gestione della scuola" e poi rivolto a Conte "Da lei mi aspettavo una visione, invece è venuto un arrocco istituzionale" Ed ancora "Non faccia torto alla sua intelligenza, sono mesi che le chiedevamo una svolta. Altro che irresponsabili, siamo stati troppo pazienti" e chiude "Serve un governo più forte. Invece stiamo assistendo a un mercato indecoroso di poltrone, lei cambia idea ancora una volta per tenere la poltrona".



Conte, con le mani ed i piedi legati, non volendo spostare alcun equilibrio ha risposto: "Siamo sempre stati aperti alla discussione, ma voi avete scelto la strada dell’aggressione e degli attacchi mediatici, non è una scelta nell'interesse del Paese".



Matteo Salvini ha vomitato tutta la sua rabbia. Ma si è rivolto a Renzi con delicatezza non solita, non ha affondato, insomma, più di tanto, il coltello, infatti si è limitato a dire che lui avendo lasciato sette poltrone è stato meglio di Renzi che ne ha lasciate solo due. Come invece non si è risparmiato rivolto a Governo accusandolo di essere solamente preoccupato di mantenere le poltrone. Ma ha dato il meglio, per così dire, quando ha affermato: "I senatori a vita che non muoiono mai!" e perfino guardando verso la Segre, che gran signore! La sua scusa è stata che si tratterebbe di una frase che lui ha citato da un vecchio discorso di Beppe Grillo, ma certo che non si può parlare di caduta di stile da chi lo stile non lo ha mai avuto. Anche perché ha concluso, sempre guardando i senatori a vita:" Ci vuole un bel coraggio per votare con questi qua". La Casellati, lo ferma e stigmatizza debolmente, lui ridacchia sotto il suo baffetto spelacchiato. La migliore risposta è della senatrice Segre in persona : "Sono scaramantica, mi allunga la vita" e sorride a chi gli si avvicinava come per proteggerla da tanta idiozia.



Ma la scorrettezza di Matteo Salvini si associa a quella di Giorgia Meloni che tirando per la giacchetta il presidente della Repubblica ha affermato che "Non potrà chiudere un occhio" vedendo l'esuguità dei voti a favore del Governo. Intanto oggi Giuseppe Conte, il premier, il presidente del Consiglio e non l'avvocato, come lo hanno appellato tutto il giorno dall'opposizione soprattutto Salvini e la Meloni, salirà al Quirinale e rappresenterà la situazione al presidente Mattarella.



Conte si è dato al massimo due settimane per rafforzare la compagine. Fanno ben sperare l'astensione dei senatori i Iv ed alcuni messaggi non taglienti di diversi membri di gruppi e movimenti. Vedremo come andrà a finire. La fine della parabola però è segnata per Matteo Renzi, primadonna della politica, bullo professionista, egoista e irresponsabile, la spallata non gli è riuscita. Si eclisserà assieme a Donald Trump. La data della loro fine politica, è la stesso il 19 gennaio 2021, almeno speriamo.




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