• Lino Rialti

Conte disegna l'Italia di domani



Un disegno, anzi, un vero e proprio progetto di massima dell'Italia che verrà. Il premier Giuseppe Conte ieri si è dichiarato pronto a riferire alle Camere sugli obiettivi individuati dal Governo e contenuti nelle 38 pagine del documento che indica le linee guida su come investire i soldi europei del Recovey Fund ed inviato proprio alle Camere.



E quindi: meno tasse sui ceti medi e sulle famiglie, raddoppio del Prodotto Interno Lordo, attraverso il raggiungimento dei livelli medi europei dell'1,6%, forti investimenti e quindi più lavoro. Gli obiettivi di massima sono ambiziosi: equità sociale di genere e territoriale, svolta verde e relativa transizione ecologica, digitalizzazione, istruzione, formazione e cultura, salute, infrastrutture, aumento della competitività del sistema produttivo. Un accenno alla revisione delle modalità di assegnazione delle concessioni autostradali.



Nel documento si citano macro-argomenti viste come necessario supporto alla realizzazione del Piano: modernizzazione e snellimento della Pubblica amministrazione, investimenti per la ricerca, rivoluzione del Fisco, velocizzazione della Giustizia e innovazione dell'approccio al Lavoro, anche con l'introduzione di un salario minimo per quei settori meno sindacalizzati.



Insomma vere e proprie sfide che il governo punta a realizzare con le proposte del piano Next Generetion Eu, previsto con il Recovery Fund.



Un punto nodale per la ripartenza è rappresentato dalla annunciata riduzione della tassazione su ceti medi e famiglie ma sempre con un occhio alla svolta verde. Infatti si legge che sarà "Una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale".



Importante puntualizzazione contenuta nel documento riguarda la disattivazione di "tutti gli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia".



Dopo la vicenda del Ponte Morandi, a Genova, è apparso in tutta la sua fragilità il rapporto tra proprietà ed enti gestori della rete autostradale. E così "al fine di garantire maggiore trasparenza competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l'interesse pubblico e l'interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell'Autorità di regolazione dei Trasporti". La rete autostradale, si legge ancora nel documento, dovrà essere adeguata alla progressiva diffusione dei veicoli elettrici, tramite la dotazione di colonnine per la ricarica veloce.



Le linee guida fissano dei "criteri stringenti" di ammissibilità alle risorse del Recovery fund per i progetti da finanziare. I progetti devono presentare "piena coerenza" con gli obiettivi strategici e macrosettoriali del Pnrr; "significativo impatto positivo" su crescita del Pil potenziale e dell'occupazione; costi e impatti economici, ambientali e sociali "quantificabili, motivati e ragionevoli"; "esplicitazione dei legami della coerenza con riforme e politiche di supporto"; indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali; "chiara identificazione" del soggetto attuatore. Infine "se integrano progetti esistenti - su legge nel documento - devono rafforzarli credibilmente".



Insomma, come dice il governatore di Bankitalia Ignazio Visco il Recovery Fund rappresenta "una occasione importante, da non perdere" che potrebbe, finalmente, permettere all'Italia di riallinearsi con i paesi guida europei, Germania e Francia, soprattutto ora che viene restituita importanza a settori dove abbiamo le nostre migliori carte da giocare e grazie all'allentamento dei vincoli di bilancio ed a questa boccata di ossigeno costituita da denaro fresco e a condizioni mai viste prima.


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