• Lino Rialti

Don Giulio: non posso benedire le coppie gay? Allora nemmeno le palme




Don Giulio Mignani è il parroco di Bonassola, vicino a La Spezia ed ha scelto una forma di protesta che ha fatto discutere: si è rifiutato di benedire i ramoscelli d'ulivo ed i rami di palma. Ma perché di cotale scelta? Il parroco se l'è presa con il pronunciamento della Congregazione della dottrina della fede (CDF), in latino Congregatio pro doctrina fidei, conosciuta dalla fondazione al 1908 come Santa Inquisizione e successivamente come Sant'Uffizio, è l'organismo della Curia romana incaricato di promuovere e tutelare la dottrina della Chiesa cattolica. Pochi giorni fa, la CDF si era pronunciata ed aveva chiarito che sono vietate le benedizioni delle unioni di coppie omosessuali, infatti "la Chiesa non dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso" secondo la Congregazione della Dottrina della Fede. "Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell'unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso", afferma la Congregazione. In alcuni ambiti ecclesiali – ricorda la Congregazione – si stanno diffondendo progetti e proposte di benedizioni per unioni di persone dello stesso sesso. "Non di rado, tali progetti sono motivati da una sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali", sottolineano. Ma la benedizione è un "sacramentale" e non può essere impartita in questi casi. "La dichiarazione di illiceità delle benedizioni di unioni tra persone dello stesso sesso non è quindi, e non intende essere, un'ingiusta discriminazione, quanto invece richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all'essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende", conclude la Congregazione per la Dottrina della Fede.



Quindi, alla luce di questo pronunciamento, Don Giulio ha preso la sua decisione affermando "Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d'olivo".



Don Giulio, che più volte si è schierato a favore delle famiglie arcobaleno, ha spiegato la sua protesta durante l'omelia della messa della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa per i cristiani. Don Giulio ha spiegato che la benedizione delle Palme è "collegata alla processione in ricordo dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Non potendo fare tale processione, a motivo delle norme anti-Covid, personalmente ritengo non abbia allora senso benedire le Palme. Ma sono poi estremamente contento - ha aggiunto - che questa mia decisione di non benedire le palme e gli ulivi avvenga a pochi giorni dalla pubblicazione del documento della Congregazione per la dottrina della fede". Il sacerdote ha confermato che si è aggiunta quindi, nella non benedizione delle Palme, "una forma di protesta attraverso la quale manifestare il mio ritenere assurdo tale divieto ribadito dalla Congregazione per la dottrina della fede. Nella chiesa si benedice di tutto, non solo le palme ma a volte, purtroppo, sono state benedette anche le armi, però non si può benedire l'amore vero e sincero di due persone perché omosessuali. Ma, ancora più grave, è il fatto che si continui a chiamare "peccato" questo loro amore. A rimetterci - ha concluso - non sono certo le persone omosessuali, le quali possono tranquillamente fare a meno della benedizione della Chiesa, perché intanto c'è Dio a benedirle. A rimetterci è piuttosto la Chiesa".


0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
Chi sono

Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

IMG-9934.jpg