• Lino Rialti

Ennesimo naufragio davanti alla Libia: trovato il corpo di una bimba



Questa della foto è la sua tutina. Parliamo di una bimba di pochi mesi.


Era avvenuto sabato scorso, l'ennesimo naufragio davanti alle coste libiche, ora il mare ha restituito il corpicino di una bimba di pochi mesi. La piccola è stata trovata sulla spiaggia di Sorman, a circa 60 chilometri ad ovest di Tripoli.


Il naufragio del barcone, avvenuto davanti a Zawiya, 30 chilometri più ad est, verso Tripoli, trasportava 32 migranti e si è ribaltato a circa sei miglia nautiche dalla costa.


In venti si sono salvati grazie all'intervento di alcuni pescatori, undici sarebbero i dispersi, tra questi un bambino di appena tre anni.


La Guardia Costiera tunisina ha arrestato lo scafista, un cinquantaseienne, che sarebbe lo stesso che aveva organizzato un'altro barcone, anch'esso naufragato il 9 giugno davanti alle coste di Kerkennah e dove morirono almeno 60 migranti di origine sub-sahariana di cui 28 donne, 3 bambini e un tunisino che era al timone. La Guardia Costiera sta cercando altri complici dell'organizzatore di questi viaggi della morte.


E' ovvio come si debba porre rimedio a questa triste conta dei morti. Questo stillicidio non può più trovarci inermi. Queste persone sono disperate e tenteranno in tutti i modi di venire verso un continente, dove sperano di trovare condizioni di vita accettabili.


L'unico modo per far cessare questa barbarie è quello di organizzare corridoi umanitari e far venire legalmente ed in maniera civile persone che così possano lavorare legalmente. La nostra economia ha bisogno di braccia forti e di persone volenterose che possano svolgere compiti che noi non ci sogneremmo di adempiere anche per le paghe molto basse.


Sicuramente combattere gli scafisti ed i commercianti di uomini, nell'immediato, ma non è cosa sufficiente. Per completare questo nostro bisogno impellente, questa sete di giustizia, dovremmo sicuramente aiutarli a casa loro, attraverso la cooperazione internazionale e le Ong ma soprattutto fermare la vendita di armi, così da non foraggiare guerre senza fine, che hanno il solo scopo di indebolire ed impoverire economie che altrimenti potrebbero sostentare queste popolazioni.


Questo processo, di conseguenza, fiaccherebbe la corruzione che dilaga in Africa e rallenterebbe la silenziosa avanzata cinese che sta comperando pezzo a pezzo ogni Stato dove ci sia un campo da coltivare o dove il Governo sia abbastanza ricco (soprattutto di materie prime di cui la Cina è affamata) da scambiare con opere pubbliche che i cinesi, ottimi commercianti si fanno pagare profumatamente.





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