• Lino Rialti

Fratelli tutti sopra questa terra martoriata



Mentre Papa Francesco ha firmato l'Enciclica "Fratelli tutti" simbolicamente sulla tomba di San Francesco ad Assisi, tra pandemia e disastri ambientali l'Italia, ma il mondo intero, sembrano presi in una morsa, quella del male, anzi del Male con la maiuscola. Invece Papa Francesco ci ha tenuto a specificare che: "La pandemia non è un castigo divino", insomma una visione non vendicativa di un Dio che ama il creato.


Questo quanto specificato nell'Angelus di ieri dove è stato chiuso il cerchio attorno all'Enciclica di sabato e dove è specificato che, una società fraterna è quella che promuove l'educazione al dialogo per sconfiggere "il virus dell'individualismo radicale" e per "permettere a tutti di dare il meglio di sé". Durante l'Angelus il Papa ha ammonito che: "È brutto quando nella Chiesa si cercano i propri interessi", chiaro riferimento alle recenti vicende assurte agli onori della cronaca, tra le quali quella di monsignor Becciu e di tutti quelli che hanno ricercato ed ottenuto denaro, tornaconto e favori personali depredando le finanze vaticane.



Certo qualcosa si deve fare e con urgenza in questa società il cui modello appare del tutto sballato e non sostenibile. Storie diverse e parallele: c'è chi a 17 anni perde la vita dopo essersi armato per rapinare dei coetanei, chi sacrifica la propria vita gettandosi in mare per salvare due ragazzi travolti dalle onde del mare in tempesta e chi perde la vita travolto da un torrente in piena. Sono storie diversissime ma tutte trovano spazio nell'ultima enciclica papale.



I valori, che hanno condotto un uomo, un militare, a perdere la vita per salvare due ragazzi, quei valori altruistici, portati fino all'estremo sacrificio, sembrano sconosciuti al diciassettenne, già con una lista di precedenti penali, figlio di un criminale, Genny "A Carogna", ultras del Napoli, pluri-pregiudicato ed ora collaboratore di giustizia, probabilmente più per tornaconto che per convinzione.



Il primo nucleo educativo è sicuramente stato fallimentare, quello del figlio di Genny, da un esempio del genere, certo che la strada è solo in salita per un figlio che infatti ha ricalcato i passi del padre e gli è andata male, quando ha alzato e puntato la pistola, caricata a salve e probabilmente non in grado di sparare, un poliziotto dei Falchi di Napoli ha fatto fuoco, quattro colpi, uno fatale per il giovane ed un'altro che ha fermato il complice, un diciottenne, ora arrestato. Il diciassettenne è morto, ha pagato con la vita l'inadeguatezza della sua educazione civica, dell'esempio assorbito dall'ambiente circostante, dei soldi facili da fare a tutti i costi ed in fretta. E' mancato però lo Stato con il suo compito salvifico, educativo. Già era troppo tardi per questo ragazzo, si sarebbe dovuto arrivare anni prima.


Ricostruire la credibilità e l'autorevolezza dello Stato è una priorità che deve passare per la scuola, l'istruzione, l'unica arma veramente affilata che possa strappare, troncare questo legame fortissimo che la criminalità organizzata intesse costantemente tentando e riuscendoci nel fare proselitismo ed ottenendo accoliti all'altare del crimine. Interi quartieri, in città come Napoli, dove l'abbandono scolastico è cosa nota e routine forniscono manodopera al camorrista di turno. Molti soldi del Recovery Fund dovrebbero essere spesi oculatamente in quelle aree, per questi scopi.



Altri denari invece andrebbero spesi per prevenire disastri ambientali come quelli provocati dalle piogge torrenziali di questi giorni. Certo se in un giorno piove quanto pioverebbe in sei mesi, poco si può fare se non investire in prevenzione e correzione dell'e cause che portano alla enfatizzazione dei fenomeni meteorologici. Il Green New Deal, la svolta verde europea è una priorità oramai non più procrastinabile. Intanto teniamo a mente che in Italia abbiamo 620.000 delle 750.000 frane attive attualmente in Europa e abbiano 12.000 chilometri di fiumi tombati, ossia costretti a scorrere in tubazioni sotto terra. 15 fiumi poi sono completamente cementificati, ossia hanno perduto la loro naturale capacità di evoluzione, modifica del tracciato ed hanno sicuramente acquistato in velocità di scorrimento, in caso di eventi estremi queste situazioni sono bombe innescate in attesa di esplodere.


La visione di Francesco è chiara, forse utopica, ma dobbiamo farcela, dobbiamo creare un diverso modello di sviluppo, inclusivo, ambientalista, popolare e non populista, per noi stessi in primis, altrimenti il creato sopravviverà a noi.






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