• Lino Rialti

Governo: e adesso cosa succederà?




Ore febbrili tra le consultazioni. Gli scenari sono molteplici. Il popolo, la "ggente" si chiede cosa succederà. Al termine dei colloqui il cerino sarà in mano al presidente della Repubblica.



Sergio Mattarella dovrà decidere e, nonostante l'Italia sia la patria delle crisi politiche, queste sono quasi sempre una diversa dall'altra e quindi è più che mai difficile formulare previsioni attendibili.



Un Governo, comunque, deve passare per un voto di fiducia in entrambe le Camere e per questo Mattarella è impegnato. Dovrà vedere, col pallottoliere alla mano, quale formazione, se ce ne sarà una, potrà avere i voti per poter ottenere la fiducia e così poter sperare di andare avanti. I passaggi istituzionali sono quattro: consultazioni, incarico, nomina e giuramento e da qui deve passare un futuro schieramento di Governo.



Sta nel potere del Capo dello Stato, considerata la situazione in quel preciso momento, di assegnare ad un determinato esponente la responsabilità di portare avanti uno schieramento anche senza, in qualche modo, rispettare le consultazioni, per dire, d'imperio presidenziale.



Certo, quello che voleva Renzi, essere la primadonna della situazione, gli è riuscito. E' soprattutto lui, con la sua squadretta inguardabile ad incidere ed a fare la differenza.



Il primo passaggio di consultazioni non sembra stia dando gli effetti sperati e non sembra generare alcunché. Così Mattarella, potrebbe comunque restituire a Conte l'incarico oppure, considerando il primo passaggio, potrebbe disporre di un ulteriore tentativo per trovare la quadra.



Siccome Renzi non ha sfiduciato Conte essendosi astenuto e non avendo votato contro, Mattarella potrebbe dare un mandato esplorativo proprio a Giuseppe Conte, una sorta di pre-incarico o anche un incarico pieno. L'alternativa potrebbe essere un incarico ad un altro esponente sia per tentare la formazione di un Governo con la compagine simile alla attuale, oppure per la formazione di un Governo istituzionale, di larghe intese.



Un Governo di larghe intese servirebbe alla progettualità necessaria all'assegnazione ed all'utilizzo del Recovery Fund. Ma la stabilità sarebbe tutta da verificare. La maggioranza attuale dovrebbe accettare di coabitare con l'opposizione e questa, divisa in molti ambiti, dovrebbe sotterrare l'ascia di guerra e venire a più miti consigli e sfoderare la faccia istituzionalmente corretta, moderata, non proprio quella dimostrata da sempre, e soprattutto neanche in queste ore, da Salvini e Meloni. Berlusconi spera, non da oggi, in questa ultima ipotesi ed è un po' che gioca a fare lo statista. Spererebbe nella presidenza della Repubblica per terminare in gloria la sua avventura politica. Direi che se quello fosse un termine da accettare per la formazione di una compagine, meglio le urne.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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