• Lino Rialti

I cinque fatti del giorno




Coronavirus in Italia: la situazione è in progressivo peggioramento, salgono i contagi. Per la prima volta da settimane superano i 500 in 24 ore: sono 523 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre mercoledì erano stati 481. Complessivamente sono 252.235 le persone che hanno contratto il virus. In calo invece il numero delle vittime: 6 in più rispetto a mercoledì che portano il totale a 35.225, mentre mercoledì l'incremento era di 10. Tra le regioni solo la Valle d'Aosta non fa registrare nuovi casi mentre i maggiori incrementi si registrano in Veneto (+84), Lombardia (+74), Liguria (+63) e Sicilia (+42). Insomma la seconda ondata è oramai tra noi. Sono quasi mille i focolai accesi nel nostro Paese. Il Governo centrale mette in guardia le Regioni: "le discoteche aperte sono un rischio serio" ed il Comitato Tecnico Scientifico ipotizza il ritorno a possibili lockdown locali anche se gli esperti rassicurano che un nuovo lockdown nazionale "è decisamente improbabile". Anche se le chiusure locali "possono diventare inevitabili se la situazione sfugge di mano, se il controllo del territorio e degli infetti sfugge di mano". Il problema sono gli assembramenti, fa presente il Cts perché "c'è sempre una festa danzante o un barbecue da fare, un funerale da celebrare". Così il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, sottolineando che "400 casi al giorno non sono tanti né pochi. Dicono che il virus c'è ed è presente in tutto il paese. Siamo ancora in una situazione governabile. Però è una situazione precaria e il passaggio, il salto quantitativo, può essere molto veloce, questo è il rischio vero". "Le discoteche - ribadisce Miozzo - devono rimanere chiuse perché, checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c'è nulla da fare.Le aggregazioni di massa sono devastanti - aggiunge - impossibili da gestire". Ci sono però degli interessi economici e migliaia di lavoratori da tutelare. "Ci rendiamo perfettamente conto - dice - e per questo servono delle compensazioni. Il lavoratore del settore va tutelato come e forse anche più degli altri, perché parliamo di un settore troppo a rischio". Test rapidi nei prossimi giorni nei principali aeroporti, nei porti e linee di confine, in via sperimentale si potranno trovare postazioni per eseguire i test rapidi per chi è sprovvisto dell'attestazione del test eseguito prima della partenza e risultato negativo. Nell'ultima settimana di monitoraggio sono stati riportati 925 focolai di Covid di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva. Le Regioni con valore Rt maggiore di 1 sono 9, tre in meno rispetto alla settimana scorsa quando se ne contavano 12, con la Sicilia che con 1.40 ha quello più alto a livello nazionale. Tre regioni, Basilicata, Calabria e Molise, hanno un valore pari a zero. La cifra ha superato il valore di soglia anche in Abruzzo, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia,Toscana e Veneto.



Vicenda Bonus Covid: c'è il pugno duro della Lega, i tre non verranno ricandidati mentre nel M5s il deputato Rizzone, che ha preso il bonus verrà deferito a probiviri. Il grillino Marco Rizzone, 37 anni, non è un deputato qualunque, ha incassato il bonus Covid ed è un imprenditore nel settore delle tecnologie e del turismo ma è anche componente della commissione attività produttive della Camera e della commissione d'inchiesta sulle Banche, forse non ne aveva proprio bisogno di quei 600 euro e lo sapeva di sicuro a chi sarebbero dovuti andare, a chi avrebbero fatto la differenza in quel mese, invece... Come detto nella Lega si sono dimessi e non saranno ricandidati i tre del Veneto, lo ha annunciato il governatore Zaia. In Emilia-Romagna è stato sospeso Bargi. Matteo Salvini proclama: "Gli altri facciano come noi". Il presidente dell'Inps Tridico è nel mirino del centrodestra alla vigilia dell'audizione in commissione Lavoro a Montecitorio. La videoconferenza sarà trasmessa in diretta streaming sulla web tv della Camera, dopo la richiesta dell'opposizione. Sono stati in molti i consiglieri comunali e regionali, in Italia ad averlo richiesto ed ottenuto, sicuramente comportandosi i maniera impropria e poco morale, ma c'è una certa differenza tra chi guadagna 13 mila euro al mese e chi riceve solo un gettone di presenza come i consiglieri comunali.



Intanto c'è chi gioca a fare lo statista. Donald Trump si autoincensa e definisce "storico l'accordo di pace" tra Israele e Emirati Arabi. L'annuncio, alla sua maniera, lo fa da Twitter e coglie tutti di sorpresa, compreso lo stesso premier Benyamin Netanyhu che lascia a metà una riunione sul Coronavirus. L'accordo prevede la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Israele ed Emirati Arabi con lo stop ai controversi progetti di annessione di parti della Cisgiordania, perseguiti dallo stato ebraico. Questo dovrebbe, negli intenti, agevolare la ripresa dei colloqui di pace tra palestinesi ed israeliani. Ma, nella realtà, Hamas e la Jihad islamica da Gaza gridano al "tradimento", mentre l'Autorità Nazionale Palestinese, del presidente Abu Mazen, respinge "con forza" l'intesa e chiede "una immediata" riunione di emergenza della Lega Araba e dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica. Il leader dell'ANP, Abu Mazen, infatti ha subito dichiarato che "questo passo mina l'iniziativa per la pace araba, le decisioni dei vertici arabi e islamici, la legittimità internazionale e l'aggressione contro il popolo palestinese". L'Onu sta a guardare ed auspica la soluzione vera, originaria e, sicuramente l'unica foriere di una speranza di pace: due popoli e due Stati. Questo Trump non lo considera, avendo sempre all'orecchio le parole bisbigliate ma fermissime di Bibi, Benjamin Netanyahu nemico giurato del riconoscimento della Palestina. Trump spera di farsi pubblicità per la sua campagna elettorale, ma sta giocando col fuoco, certo, lui se ne frega delle conseguenze, ma in ballo ci sono equilibri delicatissimi che lui tratta come l'elefante nel negozio di cristalli.


Libero tenta di copiare i fantastici titoli del manifesto, ma non ci riesce, intelligenti si nasce, pennivendoli ci si può anche diventare...


Un atto dovuto con contestuale motivazione per la richiesta di archiviazione. Con questa premessa sono stati recapitati gli avvisi di garanzia a Conte e a sei ministri dopo le denunce di associazione e singoli cittadini per il lockdown dovuto alla Covid-19. Sono coinvolti: il Presidente del Consiglio Conte e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza. Si tratta di denunce che riguardano la gestione dell'emergenza Covid. "La trasmissione da parte della Procura al Collegio", il tribunale dei ministri, "in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l'Ufficio della Procura "ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare". Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi. L'avviso di garanzia nasce da diverse denunce presentate in tutta Italia in relazione all'emergenza Coronavirus e riguarda diversi reati. Le denunce, di cui non sono ancora noti i dettagli, chiamano in causa gli articoli del codice penale sulla pena in concorso (articolo 110), epidemia (articolo 438), delitti colposi contro la salute pubblica (articolo 452) e omicidio colposo (articolo 589), abuso d'ufficio (articolo 323), attentato contro la costituzione dello Stato (articolo 283), attentati contro i diritti politici del cittadino (articolo 294). Denunce pretestuose presentate per motivi politici e per tentare di scalfire l'immagine di un Esecutivo che ha dovuto combattere contro l'ignoto prendendo decisioni mai prese prima nella storia della nostra Repubblica.



Oggi sono due anni esatti dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova. Erano le 11e 36 e sotto un acquazzone fortissimo, preannunciato da un lampo, un tuono ed una scarica elettrica, il Ponte Morandi veniva giù portandosi via le vite di 43 persone e stravolgendo la storia di centinaia di famiglie che piangono i propri cari. Oggi si terrà una cerimonia per ricordare chi, per colpa, incuria, trascuratezza, ingordigia proprio di chi doveva custodire quest'opera, non c'è più. Alla cerimonia prenderà parte anche il presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Alle 9 con una cerimonia religiosa, poi quella privata organizzata dai familiari delle vittime. Nel pomeriggio sarà scoperta una targa con i 43 nomi. In serata, infine, tre fiaccolate in diverse zone della città. In una lettera al Secolo XIX, e riportata anche da La Stampa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha invitato a "sviluppare e ricostruire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca". Che l'occasione di oggi renda impossibile il perpetrarsi di situazione come quella avvenuta due anni or sono.


Il ponte San Giorgio che ha sostituito il Morandi.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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