• Lino Rialti

I cinque fatti del giorno (14 luglio 2020)



Nuovo giorno, nuovi fatti tra economia, salute ma con un occhio alla storia recente che deve aiutarci a capire i pericoli che possiamo correre ancora oggi. Tra frugali, nazionalisti e Visegrad tanti sentono il richiamo dell'uomo forte solo al comando, dell'egoismo portato a bandiera, del noi contro loro. Ieri la Polonia, purtroppo, si è diretta verso quei lidi. Per questo è bene tenere a mente che il dono della democrazia non ha prezzo, custodiamolo gelosamente. Ma intanto vediamo cosa succede attorno a noi.


1) Il nostro premier Giuseppe Conte si è incontrato con la Cancelliera Federale tedesca Angela Merkel al Castello di Meseberg per tentare di concordare una linea comune sull'economia post Coronavirus. I due leader hanno concordato che serve una risposta forte alla crisi epocale di questo periodo. Sembrano essere stati fatti, con l'incontro, passi avanti sul Recovery Fund. La Merkel ha ammesso che "Durante i mesi della pandemia che ha colpito così duramente il loro Paese, gli italiani hanno reagito con straordinaria disciplina". Nel corso del bilaterale Conte ha consegnato alla cancelliera la lettera dei familiari delle vittime del rogo Thyssenkrupp. Sulla vicenda Autostrade la Merkel si è detta: "Curiosa di sapere come andrà il Consiglio dei ministri".



2) Per continuare con la politica: è sempre più concreto, con la possibile revoca delle concessioni, il rischio di default per la Società Autostrade. Il dossier è sul tavolo del Consiglio dei Ministri. La società riunirà il Consiglio di Amministrazione per un esame della situazione riguardante la concessione di Autostrade per l'Italia e il confronto con l'esecutivo. Aspi ha fatto sapere che "Con la revoca è concreto il rischio di un default da 19 miliardi". Il premier Giuseppe Conte, per tutta risposta, ha detto che: "Il governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico". E così ieri il titolo Aspi in Borsa è crollato a -15%, in fumo 1,7 miliardi. Il leghista Matteo Salvini, alla sua maniera, ha annunciato un esposto alla Consob per le dichiarazioni di Conte che avrebbero causato il disastro economico della Società Autostrade. Ma non era tra i giustizialisti? Non era lui che aveva dichiarato, in tante occasioni, ma soprattutto in quella del 15 agosto 2018: "Revocare le concessioni è il minimo". Fare la pace col cervello non è proprio una sua prerogativa. Tentare di cavalcare qualsiasi onda e dire tutto ed il suo contrario è proprio il suo stile.



3) Coronavirus: calano i contagi ed aumentano lievemente le vittime. Sono 169 i nuovi contagiati da Covid nelle ultimi 24 ore in Italia. Le vittime sono 13. Intanto la Lombardia ha deciso: via le mascherina all'aperto. Bisognerà continuare a metterle solo se non ci dovesse essere la distanza di sicurezza. Intanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che non potrà esserci "normalità a breve, troppi paesi in direzione errata". Gli Usa restano il Paese più colpito dal Covid-19. La California chiude le attività non essenziali.



4) Incontro storico alla Foiba di Basovizza. I due presidenti, l'italiano Sergio Mattarella e lo sloveno Borut Pahor si sono presi mano nella mano davanti all'ingresso della foiba ed hanno deposto una corona di fiori ed osservato un minuto di silenzio. Poi hanno deposto un'altra corona davanti al monumento dei caduti sloveni. Mattarella e Pahor sono andati assieme al Narodni dom, la Casa della Cultura, bruciata dai fascisti, che è stata restituita dal Governo italiano, restaurata, alla comunità slovena in Italia, questo esattamente cento anni dopo l'incendio del 13 luglio 1920 che lo distrusse.



5) Prorogare lo stato di emergenza al 31 ottobre anziché a fine anno. Il governo, per vincere le resistenze interne, soprattutto dell'Italia Viva del bullo di Rignano, Matteo Renzi, sembra sempre più intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al Coronavirus step by step, piano piano, quindi non più sino al 31 dicembre. Se servisse a far star buono quel galletto di Renzi, ben venga. E così in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi. Ci sono addirittura, al vaglio, ipotesi di scadenze ancor più ravvicinate, ma questo renderebbe ancor più difficile la gestione delle scadenze dei provvedimenti a favore di famiglie ed imprese.





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