• Lino Rialti

I cinque fatti del giorno (18 luglio 2020)


1) Il primo giorno del Consiglio europeo straordinario si conclude con un pugno di mosche in mano al nostro premier. Ma Giuseppe Conte è "determinato" ed ottimista che qualcosa di buono, alla fine, verrà fuori: il Recovery fund che verrà ci darà una liquidità impressionante. Nonostante le resistenze, non solo dei "frugali", Conte è sicuro di portare a casa, per l'Europa, soprattutto del sud, tutti i 750 miliardi della proposta iniziale. Ma l'ottimismo di Conte si spinge oltre: non solo tutti quei bei soldi, ma anche svincolati, ossia senza una destinazione prestabilita in Europa. Ognuno dei paesi europei tenta di portate acqua al suo mulino come la Danimarca che, con la sua premier, Mette Frederiksen, vorrebbe scambiare un sì al Recovery fund con un mantenimento dello sconto sui versamenti all'Europa. Certo, non deve essere facile essere così ottimisti quando seduto vicino c'è qualcuno come il premier olandese Mark Rutte, che si tenta di metterti i bastoni fra le ruote, ma nonostante tutto Conte si affretta a dire: "Nulla è incrollabile". Affermazione fatta alle una di notte, al rientro in albergo dopo 14 ore di trattative al vertice europeo, faccia stravolta dalla stanchezza. Vedremo oggi cosa succederà.



2) L'Istituto Superiore di Sanità ha comunicato i dati del Covid-19, risultato: risalgono i contagi, infatti l'indice Rt è sopra ad 1 in sei regioni, Emilia Romagna (1,06), Lazio (1,23), Lombardia (1,14), Piemonte (1,06), Toscana (1,24) e Veneto (1,61). Comunque è stabile il numero dei nuovi contagiati da Covid nelle ultime 24 ore in Italia: sono 233, a fronte dei 230 di ieri. Le vittime sono invece 11, in diminuzione dopo le 20 di ieri. I casi totali salgono a 243.967, i morti arrivano a 35.028. Nuovo focolaio a Savona con 18 casi. Anche il pallanuotista Matteo Aicardi è risultato positivo. Chiuso uno stabilimento balneare ad Ostia dopo che un operaio del Bangladesh che lavorava lì è risultato positivo. Prova che il virus ancora circola allegramente, dovremmo non abbassare la guardia.



3) La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina è stufa delle sparate di Matteo Salvini ed annunciando che: "La scuola riaprirà in presenza" ed "Escludo nuovi lockdown", ha gettato il guanto della sfida proprio al leader leghista "e sfido Salvini in tv, ora basta", si è stancata delle sparate continue rivolte a lei dal nostro Matteo. I sindacati, CGIL in testa non ci stanno, chiedono assunzioni e fondi ed annunciano "Mancano le condizioni per il rientro in classe". E' iniziata la stagione delle rivendicazioni sindacali in un momento, mi verrebbe da dire non proprio adeguato.



4) Coronavirus: in Usa ben diciotto Stati sono stati dichiarati "zona rossa", nell'America del nord. In Texas record casi e morti. Per tentare di far stare a casa le persone, misure drastiche in Florida: dichiarato il coprifuoco. In India superato un milione di contagi. In Gran Bretagna autorizzati i "lockdown locali". Nuova stretta in Catalogna, le autorità invitano i cittadini a stare a casa. Focolaio in Cina a a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang con 3,5 milioni di abitanti bloccati nelle loro abitazioni.



5) E' polemica per l'assenza di proroghe per le scadenze fiscali del 20 luglio, dopodomani. Troppo importante per l'assetto dei conti pubblici questa scadenza che, se prorogata, scombinerebbe non di poco il già sgangherato pallottoliere delle finanze italiane, soprattutto in questo momento storico. Infatti il rinvio delle scadenze inciderebbe sull'elaborazione della previsione delle imposte. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha assicurato che "Non sarà reintrodotta l'Imu sulla prima casa", mentre "Si sta puntando al calo dell'Irpef e all'assegno unico. La riduzione della pressione fiscale sul lavoro sarà raggiunta attraverso il contrasto all'evasione". L'ottimismo, cosa buona, regna nel Governo. Sono almeno 50 anni che sentiamo che i conti pubblici verranno sistemati con la lotta all'evasione fiscale, vedremo se questa sarà la volta buona.





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