• Lino Rialti

I cinque fatti del giorno (19 luglio 2020)




1) Al Consiglio europeo straordinario il nostro premier Giuseppe Conte, ancora ottimista sulla possibilità di chiudere con un "buon accordo", afferma in serata dopo più di dodici ore di trattative: "Dobbiamo chiudere, il rinvio non giova alla Ue". Oggi si ricomincia alle 12. Il vero nemico, per così dire, è il premier olandese Rutte, a capo dei frugali che sembra intransigentemente fermo sulle posizioni rigoriste. E così è battaglia del premier italiano a tutto campo, non solo per il Recovery fund. Conte, alza la posta e allarga la trattativa: niente veti sulla destinazione dei fondi e, mentre rassicura l'Europa che l'Italia farà le riforme, pretende di affrontare i temi del dumping fiscale e dei surplus commerciali. Così presenta una proposta per ottenere i fondi a maggioranza qualificata e non all'unanimità come invece vorrebbe Rutte. Dalla nostra parte abbiamo Grecia, Portogallo, Spagna, Francia e la Germania, con Angela Merkel, si è messa al centro del ring quale mediatrice tra le opposte fazioni. Vedremo come andrà a finire stasera.



2) Coronavirus: in Italia salgono i contagi (249 erano 233 il giorno prima), stabile il numero delle vittime (14 erano 11 il giorno prima), bilancio comunque favorevole per molti guariti (-88 attualmente positivi). I nuovi positivi per il Covid sono 88 in Lombardia, 40 in Emilia Romagna, 34 in Veneto, 20 nel Lazio, 18 in Liguria e 15 in Campania, le altre regioni hanno incrementi a una sola cifra, tranne Valle d'Aosta, Molise e Basilicata che non registrano alcun nuovo caso. I pazienti in terapia intensiva sono 50, stabili rispetto al giorno prima. Questi i dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità.



3) Coronavirus nel Mondo: in Texas contagiati 85 neonati, come meno di un anno d'età un anno. Tutti i casi sono stati riscontrati nella "zona rossa" della contea di Nueces, dove si trova la città di Corpus Christi, sul Golfo del Messico. Nella stessa area decine sono i bambini più grandi che nelle ultime settimane sono rimasti contagiati. Intanto il contagio risale in Spagna. Sono 14 milioni casi e 600 mila morti al mondo, imposto il coprifuoco a Miami per evitare la movida. Questi i dati aggiornati e resi noti dell'università americana Johns Hopkins.



4) A fuoco la Cattedrale di di Nantes, l'incendio è sicuramente doloso, sono stati, infatti, trovati tre inneschi, due vicino all'organo, che era scampato alla Rivoluzione ed uno a metà della navata. Le fiamme sono state domate. Macron: "Un altro gioiello in fiamme". Distrutto l'organo ma i danni, fortunatamente, non sono comparabili a quelli di Notre Dame.



5) Ultimo fatto, solo per questioni di spazio, così da poterne dedicare di più: Palermo ricorda la figura di Paolo Borsellino sacrificato dallo Stato assieme agli agenti della sua scorta. Sacrificato perchè, come qualcuno, che citerò meglio più avanti, ha detto, "più del tritolo hanno fatto omissioni e inerzie" e forse proprio la mano mandante è stata quella di parti deviate dello Stato. Ed è, quest'anno, il 28esimo anniversario della strage di Via D'Amelio. In quella calda giornata di ventotto anni veniva fa spezzata, con quel vile attentato, la vita del giudice Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina, e Emanuela Loi, prima donna poliziotto ad essere uccisa per mano mafiosa. E così quest'anno, come per l'anniversario di Capaci, vista la pandemia in corso, saranno molte le dirette in streaming ma ci saranno anche celebrazioni in presenza, anche se in maniera ridotta: nonostante le restrizioni , le istituzioni, le associazioni e il mondo della scuola commemoreranno il giudice assassinato dalla mafia e i poliziotti morti insieme a lui il 19 luglio del 1992. Da allora indagini e processi, grazie a poderosi depistaggi, non hanno fatto piena luce su tutti i livelli di coinvolgimento nella strage. Quest'anno voglio dare risalto alle parole del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra: "materialmente il tritolo mafioso ha posto fine alle loro esistenze", ma "più del tritolo hanno fatto inerzie, omissioni, negligenze e pavidità". "È un dato di fatto che pezzi dello Stato abbiano flirtato con l'antistato, che tuttora una salda, rigorosa ed ineludibile cultura antimafia non sia patrimonio collettivo", osserva Morra ricordando una citazione di Paolo Borsellino: "mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri". Non dobbiamo dimenticare quello che è successo, dobbiamo pretendere la verità.



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