• Lino Rialti

I cinque fatti del giorno (26 luglio 2020)



1) Inchiesta "camici puliti" in Lombardia, le indagini partite dal bonifico da un conto svizzero di Attilio Fontana, scudato, quindi soldi "che puzzano", che hanno attirato l'attenzione degli investigatori. Attilio Fontana, governatore lombardo leghista, nega qualsivoglia illecito: "Nei miei patrimoni nulla di nascosto". Tutta l'opposizione, Salvini in testa, anche per difendere se stesso, intercettato in alcune chat col governatore, minimizza e dice "vergognatevi" agli investigatori. Il procuratore, segnalazione arrivata dalla Unione Fiduciaria di un versamento da 250 mila euro fatto al cognato, gestore della Dama spa, che ha fornito alla Regione Lombardia mezzo milione di camici, poi in parte mai consegnati ed invece venduti sovrapprezzo ad una azienda che gestisce case di cura private ma in convenzione con la Regione lombarda. La puzza di bruciato si allarga.



2) Due barche con 140 migranti in difficoltà nella zona Sar maltese. Le grida di aiuto: "stiamo morendo" arrivate al servizio Alarm Phone che ha raccolto la denuncia dei migranti "le Autorità maltesi ignorano le nostre richieste d'aiuto". Una barca sta affondando visto che imbarca acqua, ha 95 migranti a bordo. L'altra ha 45 persone. Un mercantile, il Meridive 235, è a circa 20 miglia ma attende istruzioni dai maltesi, istruzioni che non arrivano. Il tempo stringe per salvare questi disgraziati. Il tempo è maturo per organizzare corridoi umanitari. Basta finanziare la Guardia Costiera libica che, non solo è complice con gli scafisti, ma è completamente inefficace e responsabile di detenzioni illegali, stupri ed atrocità di ogni genere.



3) Coronavirus Italia: lieve aumento dei positivi, i nuovi sono stati, ieri, 275. I decessi sono stati 5 come venerdì. Secondo giorno consecutivo senza morti in Lombardia. Solo due regioni senza casi nuovi, una è l'Umbria, l'altra la Val d'Aosta. Il governatore della Campania Vincenzo de Luca, prosegue la sua battaglia, soprattutto mediatica, al Coronavirus: scattano le prime salatissime multe a chi viene sorpreso senza mascherina al chiuso, multe da mille euro elevate a Salerno.



4) Inchiesta Carabinieri arrestati a Piacenza: l'appuntato Montella: "sono tutti sotto di me", lo ha verbalizzato un pusher-informatore nel corso di un interrogatorio, riferendo come si vantava il capo della banda in divisa nera. Ma il legale di Montella minimizza: "Si può sbagliare per vanità e ingenuità". Certo che di errori questi tipi ne hanno fatti tanti e belli gravi...



5) Il nome di Matteo Salvini spunta in una chat sul caso Diasorin. Un esponente della Lega lo avrebbe nominato nell'ambito di presunte pressioni sui sindaci favorevoli a test sierologici alternativi a quelli dell'azienda sotto inchiesta. Il segretario della Lega replica: "Delle chat non me ne frega un accidente", alla faccia! Vedremo i risvolti nei prossimi giorni se Salvini continuerà a fregarsene o se dovrà prendersi un legale...

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