• Lino Rialti

I ragazzi con TikTok mandano in soffitta Trump



Gli organizzatori del comizio di Tulsa, con in testa Brad Pascale, avevano visto il tutto esaurito, così erano corsi trionfali dal loro capo, il nostro Donald Trump, sostenendo che, contro le più rosee aspettative, a dispetto di quei sondaggisti che indicavano un crollo dei consensi, il popolo, ancora lo voleva, insomma sarebbe stato un pienone, un bagno di folla, invece... il pallone si è sgonfiato ed è sparito all'orizzonte emettendo un sinistro rumore simile ad una flatulenza: invece del milione atteso si sono visti nemmeno un terzo dei prenotati all'evento e Trump è stato costretto a non apparire fuori del palazzetto per non ammettere la debacle.


Ma cosa è successo? Intanto bisogna dire che, alla maniera tipica del Tycoon, Trump aveva investito molto, oltre al denaro, anche le proprie aspettative, riguardo alla sua ripartenza, all'interno di questa cornice, che sarebbe dovuta essere molto a suo favore.


Bisogna dire che non lo hanno aiutato le paure per un potenziale contagio da Coronavirus, di sicuro, ma si era voluto far male da solo, quando da settimane non ne ha azzeccata una soprattutto riguardo alle sue affermazioni incendiarie sulla intolleranza e sulla intransigenza riguardo a comportamenti illegali della folla inferocita durante le manifestazioni contro il razzismo del movimento Black Lives Matter che sono sembrati uno sfregio nei confronti proprio di tutti gli afroamericani.


La location e la data erano strategicamente sbagliate: proprio nel Juneteenth, il giorno di commemorazione della liberazione degli schiavi dopo la Guerra civile, e proprio Tulsa, Oklahoma, maggior errore non poteva essere fatto in questo particolare momento. Proprio in quella cittadina nel 1921 una esercito irregolare di suprematisti bianchi massacrarono oltre 300 afroamericani e distrussero le case di 10.000 neri, soprattutto nel quartiere di Greenwood. La soluzione di Trump? il comizio è stato spostato dal 19 al 20, ma i risultati sono evidenti.


Così, Brad Parscale, il manager per la campagna di rielezione di Donald Trump, non stava nella pelle, a dispetto delle aspettative, a dispetto della Covid-19, le prenotazioni fioccavano come la neve nei film di Natale. Pascale accorso da Trump ripeteva "più di un milione, più di un milione" e, si che poi non era stato chiesto nemmeno di indossare la mascherina ma, molto subdolamente, a tutti gli avventori è stato chiesto di firmare un disclaimer nel quale si accettava di non querelare per danni l'organizzazione in caso di contagio da coronavirus. Bestiale!


Ma Trump ha fatto comunque la sua comparsata, davanti alla sua platea nel palazzetto dello sport. Magliette contro Hilary Clinton, nessun riferimento nel merchandising a Joe Biden, il candidato dei Dem alla Casa Bianca.


Trump ha bollato come “anti-americani” tutti i suoi "avversari", oltre ai suoi soliti cavalli di battaglia, battutine e battutacce. Un annuncio nel suo stile riguardo il suo ordine di diminuire il numero dei tamponi, perché altrimenti i casi positivi rischierebbero di andare fuori controllo, insomma ha annunciato che la sua politica sanitaria sarà quella del nascondere la testa sotto la sabbia.


L'organizzazione non è riuscita a riempire nemmeno i 19 mila posti dentro il palazzetto. Uno su tre erano occupati. Non gli era mai successo prima. Un vero flop.


Oggi è uscita una notizia fantastica: un gran numero di posti a sedere all'interno del palazzetto sarebbero stati prenotati e poi cancellati all'ultimo minuto. I responsabili dell’accaduto sarebbero, dopo l'uscita di una serie di video virali sul social TikTok, proprio i fruitori di questa piattaforma affollata da teenager.


Insomma sarebbe stata la generazione Z, attraverso il loro mezzo preferito a mandare in pensione il mega-milionario. Come? Avrebbero fatto incetta di prenotazioni, gratuite, per l’evento, poi non presentandosi per questo o annullando la prenotazione a poche ore dall'evento.


Questa azione plateale sarebbe stata architettata per caso e nata da più parti attraverso video postati nei giorni antecedenti l'evento. Comunque, il fatto che i biglietti siano stati illimitati, non ha sicuramente limitato gli eventuali interessati a partecipare, bensì ha fuorviato gli organizzatori che non si aspettavano un numero di reali partecipanti così esiguo. Un’azione per boicottare colui che viene segnalato da molte di quelle stesse piattaforme social come “incitatore all’odio”, coordinata da adolescenti lontani dalla politica istituzionale.


Bisogna dire che, tra le migliaia di video postati sull'argomento, si nota anche qualche adulto e professionista della politica, che sarebbe salito sul carro trainato dai ragazzini.

In un video di TikTok che invitava a prenotare i biglietti per il comizio e lasciare Trump “in piedi da solo sul palco” si vedeva la 51enne Mary Jo Laupp, attivista dell’Iowa inferocita per la scelta di tenere l’appuntamento di Tulsa il Juneteenth.


TikTok è un avversario politico? No, è solo un media molto attivo e dove i ragazzini si incontrano, giovano a fare gli attori, i registi, i montatori, i cantanti, i doppiatori. Ragazzini che vivono immersi nella realtà, che la vivono, la toccano, pensano e sentono con il cuore e con la mente. Stavolta hanno rotto le uova nel paniere al nostro poco caro ma sicuramente vecchio Trump. Un mammuth della politica che non è nemmeno riuscito a bere da un bicchiere, durante l'evento, con una mano sola, non è preparato per fare il presidente degli Stati Uniti e, lo abbiamo visto, non è in forma fisicamente e mentalmente, speriamo di non vederlo più.


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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