• Lino Rialti

Il Papa implora la pace per la Libia




"Per favore, per favore, per favore" il Papa implora la Comunità Internazionale perché si adoperi per la costruzione della pace in Libia. "Un cammino verso la cessazione delle violenze che porti alla pace, alla stabilità e all'unità del Paese" dice Francesco.


Il Papa ha affermato che prega " anche per le migliaia di migranti, rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in Libia. La situazione sanitaria - ha sottolineato il pontefice - ha aggravato le loro già precarie condizioni, rendendoli più vulnerabili da forme di sfruttamento e violenza. C'è crudeltà. Invito la comunità internazionale, per favore a prendere a cuore la loro condizione, individuando percorsi e fornendo mezzi per assicurare ad essi la protezione di cui hanno bisogno, una condizione dignitosa e un futuro di speranza". "Fratelli e sorelle di questo tutti abbiamo responsabilità, nessuno si può sentire dispensato". E Papa Francesco ha concluso: "Preghiamo per la Libia in silenzio, tutti".


Sono tornate a moltiplicarsi le partenze dalla Libia verso il nostro Paese. Ogni giorno, stante le condizioni meteo avverse, si contano morti per il ribaltamento o l'affondamento dei barconi. In questi giorni il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto un’inchiesta "meticolosa e trasparente" sulle fosse comuni trovate a Tarhuna, la città libica strappata la scorsa settimana al controllo del generale Khalifa Haftar dalle forze del governo di Tripoli (Gna). Si parla di più di 200 cadaveri. Nelle ultime settimane l'avanzata delle milizie guidate da Haftar ha dovuto ripiegare rinunciando all'auspicata conquista di Tripoli. Si continua a combattere a Sirte, città strategica per il controllo dei pozzi petroliferi, a 450 chilometri ad est dalla capitale. Sirte è diventata una sorta di linea rossa per entrambi gli schieramenti che hanno fatto confluire rinforzi sui luoghi. La città, ha dichiarato ieri il ministro dell'Interno Fathi Bashagha, "tornerà nelle mani della patria e sotto l'egida della legittimità".


Insomma una situazione incandescente, dove i migranti sono considerati merce di scambio o peggio, vengono tenuti come ostaggio, usati come schiavi, soprattutto nella tratta della prostituzione. E' una situazione intollerabile, la comunità internazionale e l'Europa, in primis, deve fare qualcosa ora.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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