• Lino Rialti

Il Punt e Mes della discordia




Niente accordo sul Mes, il Meccanismo Europeo di Stabiilità ed allora ci si gira attorno e si lascia indietro. Così il premier Conte, nel Question time di ieri, alla camera dei Deputati, afferma: "Non c'è nessuna connessione tra le linee di credito del Mes per le spese sanitarie e le scelte generali di politica di bilancio relative alla spesa pubblica e alla tassazione. Ora siamo concentrati sul Recovery Fund. Durante il negoziato, avremo i conti della Ragioneria. Poi l'approdo in Parlamento della decisione sui fondi Ue. Questo non è attendismo, ma chiarezza". La cosa sicura è che ancora ci sono forti resistenze tra i Cinquestelle che non lo vogliono questo Mes nemmeno in questa forma rivista e corretta e senza spade di Damocle, senza imposizioni. Allora Conte, intanto prende tempo e spera in una fulminazione dei Grillini sulla via di Damasco.


Intanto il premier Conte si consola con quello che ha e definisce il decreto semplificazioni all'esame della maggioranza "la madre di tutte le riforme, indispensabile per modernizzare e far correre l'Italia". Nel decreto, dice, sono contenute misure di semplificazione che "puntano a velocizzare l'iter delle opere e il rafforzamento dei presidi di legalità. Pensiamo a semplificare le procedure affidando i contratti in modo più rapido, in questo momento, transitorio. Compatibilmente introdurremo procedure negoziate anche senza bando, compatibilmente alla normativa europea. Deroga associata a misure di trasparenza e controlli antimafia rafforzati". Sempre a proposito del decreto semplificazioni Conte ha aggiunto che "Nel decreto sono state studiate e in parte accolte le proposte di Italia Viva Vogliamo superare la cosiddetta paura della firma per i dipendenti pubblici" così da snellire le procedure di affidamento delle opere pubbliche


Sempre al Question Time, Conte è tornato direttamente sul Mes per tentare di indorare la pillola un po alla volta al M5S "non vi è alcuna connessione tra le linee di credito, relativo alle spese sanitarie, e le scelte generali di politica di bilancio relative alla spesa pubblica e la tassazione".


E così poco prima l'opposizione, soffiando sul fuoco delle discordie in maggioranza, per bocca di Matteo Salvini aveva affermato che "litigano su tutto" e rendono "sono litigiosi ed inconcludenti".


La risposta del presidente del Consiglio alla Lega non si è fatta attendere, anche a proposito dell'ipotesi di accordo e di trattativa che porti all'utilizzo di questo fondo in cambio di un taglio del'Iva: "In queste ore il governo sta conducendo un'intensa attività diplomatica per garantire una risposta Ue adeguata" alla crisi, spiega Conte. "Ne ho parlato in questi giorni con il premier Rutte e la cancelliera Merkel: da parte italiana resta l'obiettivo di un'intesa rapida che mantenga l'ambizione di partenza. Il risultato finale non dovrà discostarsi dalla proposta della commissione quanto a volume e modalità" di erogazione del Recovery Fund. Insomma, secondo Conte, non litigiosi ma dialettici ed impegnati ora in Europa pertrovare soluzioni utili a risollevarci, speriamo presto.






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