• Lino Rialti

L'arcobaleno ci salverà



In Italia attendiamo l'apertura, di domattina, dell'anno scolastico, il premier Conte mette in guardia gli studenti: "Voi dovrete fare la vostra parte, dovete impegnarvi a rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e la salute delle persone che amate e che vi amano". Un atto di fiducia ma anche una richiesta di collaborazione, in un tempo così, la responsabilità dei singoli fa la differenza.



Nel frattempo il Coronavirus non lascia la presa al collo di tutti noi ed avanza, salgono ancora i contagi ma sale anche la rabbia e la tensione a Lesbo, dove centinaia di richiedenti asilo manifestano per chiedere una sistemazione dopo gli incendi, appiccati dagli stessi residenti del campo di Moria e che lo hanno distrutto. Sono oltre 11.000 le persone a Moria che hanno passato la quarta notte all'addiaccio. La polizia greca ha usato gas lacrimogeni contro alcuni di questi migranti che stavano lanciando sassi contro gli agenti durante la manifestazione in cui chiedevano una immediata ricollocazione. Queste 11.000 persone, tra cui migliaia di bambini, sono rimaste senza nulla ed ora non hanno nemmeno più una casa, una baracca, una tenda oramai da quattro giorni. Le autorità dell'isola vogliono trasferire i migranti in centinaia di tende che hanno cominciato a installare con urgenza in un recinto vicino al porto. I disordini erano iniziati quando, a seguito di diverse positività al Coronavirus tra questi immigranti, si stavano prospettando ulteriori restrizioni nella loro libertà di movimento. Intanto che la politica si accorda sul da farsi, l'Austria non li vuole e li accetta col contagocce, la Germania, dove quasi tutti vorrebbero andare, ne riceve quanti ne può ma chiede la divisione equa con gli altri partners nord europei ed intanto queste persone sono abbandonate quasi a loro stesse.



Dopo la cerimonia di ieri mattina in cui si è pianto Willy, il ragazzo che ha sacrificato la sua vita per difendere un amico e che è stato ucciso da quattro balordi violenti, non c'era davvero bisogno di una notizia del genere: una persona è morta perché inseguita e speronata dal fratello. La motivazione: Maria Paola, aveva una relazione lgbt con Cira che si fa chiamare Ciro. Dopo l'urto, un tamponamento volontario allo scooter che Maria Paola guidava e col quale stava scappando dal fratello, è caduta a terra ed è morta. A bordo c'era anche il transgender con cui aveva una relazione. Insomma non un tragico incidente stradale ma un omicidio bello e buono. La vicenda è avvenuta tra Caivano ed Acerra, nel napoletano, a morire Maria Paola Gaglione, 22 anni,mentre il compagno è rimasto ferito e, ancora sanguinante, è stato anche picchiato dal fratello della vittima, Antonio Gaglione, 25 anni, fermato dai Carabinieri.



Antonio Gaglione, il fermato, a bordo di uno scooter, ha tamponato con violenza l'altro scooter dove si trovava la coppia, provocando la caduta dei due occupanti il mezzo. Maria Paola è morta all'istante. L'omocida ha dichiarato: "Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata", questa incredibile affermazione è stata rilasciata ai Carabinieri che lo portavano in caserma a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. L'accusa è omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall'omofobia.


Fabrizio Marrazzo


Come afferma Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, "quanto accaduto, dimostra quanto siano duri i contesti che da tempo denunciamo con il nostro numero verde Gay Help Line 800 713 713, per questo serve una legge seria contro l'omotransfobia, che prevenga situazioni di questi tipo e che senza dubbi condanni le dichiarazioni che vedono l'omosessualità come una malattia".


Enrico Costa


Se ne parla poco, ultimamente, ma in Parlamento è stato depositato un emendamento denominato "Salva Opinioni Omofobe", dai firmatari "Salva opinioni". Porta le firme di Enrico Costa (ex FI) e Giusi Bartolozzi (FI) ed è stato approvato dalla maggioranza, se si trasformasse in legge renderebbe certe espressioni lecite autorizzando e sdoganando certi perversi e violenti modi di fare.


Giusi Bartolozzi


Queste espressioni e questi pregiudizi sono proprio quelli che hanno guidato la mano dell'assassino di Maria Paola. Ovviamente, anche alla luce dell'acuirsi di certe vicende, questo emendamento va cassato. La condanna dell'omicida non basta, sicuramente Maria Paola non è stata protetta dalla famiglia che, perlomeno non ha denunciato il pericoloso intento montato da lungo tempo e conosciuto all'interno del nucleo familiare. Questo è sintomatico di un periodo buio, di una perdita di valori, di mancanza di rispetto per la vita e per le libere scelte e la libera determinazione, l'autodeterminazione. C'è molto da fare. A partire dalla scuola. Si dovrebbero affrontare questi argomenti e si dovrebbero generare sentimenti di rispetto e solidarietà fra tutti gli attori di questa società inevitabilmente sempre più multietnica, variegata e sempre più colorata da tinte sfumate. Non c'è più spazio solo per il bianco ed il nero, c'è tutto un arcobaleno di colori al quale guardare e dal quale arricchirsi.

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