• Lino Rialti

L'economia mondiale ha la febbre: urgente la svolta verde



C'è voluto il Coronavirus per capire che con questo modello economico non si poteva andare avanti.


Nonostante una cura da cavallo, ossia l'iniezione nel circuito economico planetario di ben 11.000 miliardi di dollari, il risultato non c'è, il malato continua ad essere febbricitante ed a farneticare.


Lo ammette il Fondo Monetario Internazionale, l'FMI, che ammette che l'inoculazione di denaro "ha anche contribuito a far schizzare il debito pubblico globale al livello più alto della storia, al 101,5% del Pil mondiale. Ancora più di quanto era avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale".


Gita Gopinath e Victor Gaspar, capo economista e direttore del Dipartimento delle finanze pubbliche del FMI, sono dell'idea che comunque i governi dovrebbero essere cauti nel tagliare la spesa per le loro economie troppo presto. Il rischio sarebbe quello di far deragliare la ripresa.


Chi ci rimetterà saranno sempre i soliti. L'America ne uscirà pressoché indenne, l'Europa e l'Australia dopo una lieve zoppia torneranno a galoppare, l'Arabia non sembra, se non marginalmente, implicata. Mentre il resto del mondo, se si escludono piccole e localissime eccezioni, stenterà e registrerà una contrazione della ricchezza ed un incremento delle differenze sociali mostruoso.


Quindi, nonostante le ingentissime spese, gli Stati non possono fermarsi e tirare il cordone della borsa, ma anzi "la necessità di azioni di bilancio non finisce qui, perché non siamo ancora fuori dai guai. Anche se molti paesi stanno uscendo dal grande lockdown, in assenza di una soluzione alla crisi sanitaria restano forti incertezze sulla strada della ripresa", continuano nel loro blog Gita Gopinath e Victor Gaspar.


Forse, finalmente, cominciano a venir fuori le vere priorità: quasi una bestemmia se a dirlo sono due economisti di spicco, ma tant'è: "La priorità è la salute pubblica - affermano Gita Gopinath e Victor Gaspar - mettendo in evidenza come la politica di bilancio deve restare flessibile fino a quando non sarà assicurata una via di uscita sicura e duratura".


Qualcosa dovrebbe cambiare subito, se, come sembra realistico, "Molti dei posti di lavoro distrutti, probabilmente non torneranno. Sarà necessario facilitare il trasferimento di risorse da settori in ritirata verso settori che crescono. Non è possibile prevedere con certezza come sarà il mondo post Covid-19. Di sicuro i cambiamenti saranno profondi - osservano Gita Gopinath e Victor Gaspar -. Qualunque sarà il futuro, richiede politiche di bilancio flessibili che facilitino i cambiamenti strutturali, affrontino le diseguaglianze e sostengano la transizione verso un futuro più verde".


Mentre i cambiamenti climatici incombono sempre più pressanti ed i soliti "grandi" della terra sonnecchiano conducendo la danza sull'orlo del baratro, alcune istituzioni, finalmente sembrano aver aperto gli occhi. Dall'India sconvolta dal riscaldamento globale e ora dalla Covid-19 proviene Gita, Victor, invece, è un politico di lungo corso del Partito Social Democratico, già ministro delle finanze dello sgangherato Portogallo. Portano le loro esperienze personali oltre alle loro conoscenze e si vede. Una ragione per sperare, più che mai, in una svolta verde, unica via d'uscita ed ancora di salvezza per tutti.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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