• Lino Rialti

L'esame di maturità ai tempi del Coronavirus




Chi non si ricorda l'esame di maturità... Un traguardo ed un trampolino al tempo stesso. Tanta trepidazione, tante aspettative, tante attese, tanto stress. Quest'anno, nella sua diversità, sarà lo stesso. I ragazzi sono arrivati a stamattina attraverso la stessa agitazione.


E così eccoli qui, dopo il periodo di reclusione, causa virus, e della conseguente didattica a distanza, un esercito di 500 mila studenti sono pronti alla prova finale che, nella maggior parte dei casi, darà loro il cosiddetto "pezzo di carta".


Quest'anno sono stati tutti ammessi, da 13 mila commissioni esaminatrici, ma, specificano dal ministero, se i risultati del triennio sono stati scadenti, potrebbero essere bocciati. Quindi sarà un vero esame, non una messa in scena, come invece alcuni dalle opposizioni, divise anche su questo, hanno affermato.


Quest'anno non ci saranno, come già si sapeva, prove scritte ma un unico colloquio con una procedura da rispettare anche per la sicurezza anti-contagio, il primo rientro in una scuola abbandonata per mesi e che ritornerà ad essere popolata quotidianamente dal 14 settembre prossimo, giorno dell'inizio dell'anno scolastico, che la ministra Azzolina auspica avvenga quest'anno, possibilmente, tutti assieme, simbolicamente, nonostante la possibilità delle scuole di scegliere un calendario didattico in autonomia.


L'esame si terrà difronte ad una commissione di sei docenti interni e solamente il presidente è esterno ed è stato designato dal Ministero.


Primo compito della commissione è stato quello di procedere con l'estrazione della classe e della lettera dei cognomi di chi farà per primo l'esame e quindi stilare il calendario dei colloqui, massimo cinque per giornata.


Ogni esaminando verrà testato per un'ora circa. Questi sessanta minuti saranno divisi in cinque fasi: la prima fase è la presentazione di un elaborato da parte dello studente, una tesina sulle materie normalmente oggetto di prova scritta, che, assegnata dai docenti il 1 giugno, è stata inviata per e-mail dal maturando entro il 13; la seconda fase vedrà i ragazzi cimentarsi nell'analisi di un testo di letteratura italiana; la terza fase consisterà nella discussione multidisciplinare sui materiali predisposti dalla commissione; la quarta fase verterà sulla relazione sulle esperienze vissute dallo studente durante il tirocinio dei "Percorsi per Competenze Trasversali e l'Orientamento" ex "Alternanza Scuola-Lavoro"; per la quinta ed ultima fase lo studente si cimenterà in una serie di risposte riguardanti argomenti della cosiddetta educazione civica: cittadinanza e Costituzione, ma anche esperienze personali di vita anche in relazione al periodo di lockdown, come richiesto espressamente dalla ministra Azzolina.


I compromessi del Comitato Tecnico Scientifico si notano nell'applicazione delle regole nella scuola e dimostrano tutta la nostra inventiva e la nostra unicità, in una parola la nostra italianità: a nessuno verrà misurata la temperatura corporea ma si dovrà compilare una autocertificazione che attesti di non essere in quarantena e di avere una temperatura corporea inferiore ai 37,5° C. Non sarà obbligatorio portare i guanti ma soltanto utilizzare i gel messi a disposizione nelle scuole. Non ci si potrà presentare a scuola prima di un quarto d'ora dal proprio appuntamento per l'esame, si dovranno seguire i percorsi segnalati all'interno delle scuole, come nei supermercati e nei centri commerciali. Ogni ragazzo potrà essere accompagnato da una sola persona. Ogni persona, all'interno degli edifici scolastici dovrà mantenere la distanza interpersonale minima di un metro. La commissione dovrà indossare sempre la mascherina, l'esaminando potrà abbassarla ma restando ad almeno due metri dalla commissione.


Sarà dato maggior peso al curriculum formativo dell'ultimo triennio, che normalmente costituisce il 40% nella valutazione finale, quest'anno invece è del 60%. Il voto finale sarà espresso, sempre, in centesimi e per i più bravi resterà la lode.


Un esame, sicuramente più moderno e dinamico, più vicino ai ragazzi ed alle loro esigenze ed esperienze formative e di vita, che segna un discrimine tra il vecchio modello e questo nuovo, nella speranza che da qui si parta per una seria riforma della scuola e della didattica, che possa regalare ai ragazzi più capacità di analisi e di problem-solving e che li renda veramente maturi e pronti al mondo moderno, sia che venga scelto di continuare nello studio ma anche e soprattutto per chi, dalla maturità, si muoverà verso il mondo del lavoro.


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