• Lino Rialti

La caccia aumenta i cinghiali, parola di scienziato



La caccia fa aumentare i cinghiali. Infatti sempre più spesso vengono segnalati nei centri abitati ed è stato lanciato un peculiare “allarme cinghiali”. E così, per contrastare questi sconfinamenti sono molti quelli che invocano un intervento dei cacciatori. E' successo domenica scorsa nel capoluogo umbro dove è stata organizzata una battuta di caccia al cinghiale in pieno centro cittadino.


"Ma consentire l’attività venatoria anche nelle pochissime aree protette, sarebbe un grave errore e si rivelerebbe un boomerang, finendo per innescare la moltiplicazione di questi animali. E questo per una questione di feromoni", lo ha affermato recentemente Andrea Mazzatenta, docente della Facoltà di medicina veterinaria all'Università di Teramo ed esperto di feromoni.



"Questo animale è organizzato in una società matriarcale: ogni famiglia - spiega Mazzatenta all’Adnkronos Salute - è comandata da una femmina, la matrona o matriarca, madre di tutti i componenti (tranne i maschi maturi, che vengono allontanati dal gruppo). La matrona emette un feromone che blocca l’estro delle altre femmine: lei è l’unica che si riproduce, ma è anche quella che è più a rischio per la caccia, perché negli spostamenti mette al sicuro i piccoli e tutti i componenti del gruppo e finisce per esporsi di più ai colpi dei cacciatori. Se viene uccisa, però, il blocco scompare e tutte le altre femmine vanno in estro. Risultato: se prima la matrona aveva 5-6 cuccioli, poi le sorelle finiscono per formare gruppi di 50 esemplari". Ecco che si comincia a spiegare il fenomeno della crescita del "problema cinghiali", la risposta è: la caccia.


Infatti, afferma Mazzatenta, "Le sorelle, orfane della matrona, restano insieme e finiscono per spostarsi in cerca di cibo. Questa è la causa dell’aumento dei cinghiali che abbiamo registrato negli ultimi anni: l’attività venatoria non è una risposta".



Stesso fenomeno accade quando si abbattono i grossi maschi, difatti "Entrano in gioco quelli più giovani e fertili, così si amplia la base della popolazione. L’obiettivo deve essere piuttosto quello di avere pochi individui che vivono tanto: bisogna far invecchiare la popolazione dei cinghiali creando aree protette, e lasciando spazio di “lavoro” a lupo e volpe, che attaccano i piccoli o i soggetti più deboli".


La domanda di "prelievo", nome gentile per significare uccisione, allora potrebbe rivolgersi ai cuccioli dando indicazioni e prescrizioni ai cacciatori? La risposta dell'esperto è che "Non otterrebbero lo stesso risultato mirando ai piccoli, perché se ne eliminano troppi, la femmina torna subito in estro per rimpiazzarli. Insomma, la società del cinghiale ha un meccanismo di equilibrio interno legato proprio ai feromoni molto delicato, e l’intervento dell’uomo rischia di alterarlo ottenendo proprio il risultato opposto a quello che si vorrebbe". La natura è equilibrata e siamo noi e solo noi ad apportare come parassiti impazziti squilibri aberranti. Basta, diciamo definitivamente NO alla caccia.


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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