• Lino Rialti

La condizione femminile al tempo dei talebani




La sgangherata e scomposta ritirata degli eserciti occidentali, USA in testa, dal territorio Afghano sta mettendo in pericolo i civili, soprattutto coloro che hanno collaborato, in questi ultimi venti anni, con gli occidentali e questo è un fatto. Sicuramente più di una persona avrà fatto caso, però, che nelle terribili immagini dell'assalto pacifico dell'aeroporto di Kabul, sulla pista si notavano solo uomini. Le donne, tutte, hanno già paura anche solo di uscire di casa.



Mentre gli imbianchini sono da ieri al lavoro per coprire i volti femminili delle pubblicità cittadine, chi veramente è in pericolo non si vede in giro. Sono soprattutto le bambine e le giovani ragazze che devono preoccuparci. Dobbiamo fare qualcosa e subito per loro.



Il personale delle ONG, che in questo ventennio ha organizzato programmi per l'emancipazione della condizione della donna, in queste ore sta distruggendo, anche col fuoco, tutti i documenti che, cadendo nelle mani dei talebani, renderebbero queste donne oggetto di ritorsione da parte degli Studenti Coranici (questo vuol dire talebano). Insomma una vera sconfitta per chi si è battuto per la tutela dei diritti umani, anche solo quelli più basilari.



Fino ad un paio di giorni fa, insomma prima dell'ingresso a Kabul dei Talebani, i diritti delle donne in Afghanistan erano, quantomeno, accettabili anche se non equiparabili a quelli occidentali. Erano, infatti, cambiati, migliorati sensibilmente, nel corso degli ultimi anni, dopo il 2001, con la caduta del regime islamico che invece aveva imposto terribili limitazioni alle libertà delle donne.



Addirittura, si potrebbe dire, che la data del 26 gennaio 2004 segnò uno spartiacque, questo, infatti, è il giorno nel quale furono sanciti e statuiti i principi di completa eguaglianza tra i due sessi nella Costituzione Afghana, anche se si tratta di una parità vista da occhi maschili e retrogradi ovviamente.


Con il controllo militare occidentale era stato ripristinato il codice civile del 1976 e quello della famiglia del 1971 e qui la donna afgana si vedeva tutelata, almeno nei principi generali, nella uguaglianza con l'altro sesso. E' sempre comunque rimasta, soprattutto tra i ceti sociali più bassi e meno scolarizzati e soprattutto nelle campagne, una forte ritrosia da parte degli uomini ad accettare l'emancipazione femminile. L'organizzazione sociale afghana nelle zone rurali, poi, non ha aiutato la condizione della donna che, per questo si è, quando possibile, spostata nelle città, visto che nei villaggi, i capi villaggio, che spesso sono rimasti talebani, avevano comunque imposto limitazioni fortissime di vestiario e spostamento in autonomia per non parlare di opportunità lavorative, per il genere femminile.



La violenza sulle donne è, comunque, sempre stata all'ordine del giorno, e le punizioni corporali, fino all'estremo sacrificio, sono pratiche accettate nella società soprattutto rurale. In campagna l'adulterio è stato sempre punito sulla donna. Per l'afghano una adultera è una macchia, un'onta che si può lavare con la lapidazione in molte zone o con una sorta di riduzione in schiavitù presso il capo villaggio in altre.



Comunque in venti anni di occupazione militare, si può dire che qualcosa di buono sia stato fatto se ad oggi il 24,2% delle donne è in grado di leggere e scrivere, una percentuale molto, molto più alta di quella del periodo precedente, ma ovviamente non può bastare.


Fino ad oggi in città andava un po' meglio se nel codice civile afghano del 1976, restaurato nel 2001, era previsto invece che la donna adultera venisse punita con la reclusione.



Ovviamente nelle zone rurali è imposto, normalmente, l'utilizzo del burqa, mentre nelle città e, soprattutto nella capitale Kabul, era abbastanza comune vedere anche donne indossare l'hijab ma si potevano notare anche donne con abiti considerati occidentali, come anche pantaloni o camicie.


In Afghanistan vivono oggi 34 milioni di persone, 14,2 milioni sono donne. Il 22% degli afgani vive nelle aree urbanizzate, mentre il 78% di loro vive nelle zone rurali dove la scolarizzazione è bassissima. Fino ad oggi in Afghanistan le ragazze, le più fortunate al termine di un breve ciclo di studi, si sposavano e poi vivevano come casalinghe per tutta la loro vita.



Queste condizioni già così fragili sono comunque a rischio vista la vera e propria ossessione che i Talebani hanno nei confronti del genere femminile. Un assaggio sostanzioso lo si ebbe tra il 1996 ed il 2001, periodo di potere dei Talebani. In quel periodo, tristemente tornato due giorni fa, la figura femminile era proprio da censurare. Le donne allora dovevano restare in casa e potevano uscire solo se accompagnate da un tutore maschile. Il burqa divenne obbligatorio ed ovviamente vennero banditi tutti i cosmetici ed i gioielli. Durante quel periodo vigeva uno strano divieto: la donna non poteva ridere, soprattutto in pubblico. Nessun uomo poteva rivolgere la parola ad una donna e la donna non poteva nemmeno guardare negli occhi l'uomo. La donna non poteva toccare la mano dell'uomo. Certamente c'era poco da ridere visto che le donne non potevano studiare e chiaramente era vietato loro lavorare.



Tutte le posizioni di rilievo rivestite da donne scomparvero, Le posizioni rivestite dalle donne nelle radio, nelle televisioni o negli uffici pubblici sparirono in un colpo. Le donne non potevano andare in bicicletta e non potevano praticare alcuno sport. I bagni pubblici femminili venero riconvertiti in orinatoi per uomini. Le donne non potevano indossare tacchi (venne promulgata per questo una legge) ed il passo femminile doveva essere sempre impercettibile pena la fustigazione. Furono innumerevoli le donne giustiziate per adulterio. In questa condizione molte donne si sono lasciate morire, altre si sono suicidate, anche dandosi fuoco. Molte donne malate, lasciate a casa senza cure mediche morirono, altre non sopravvissero al parto naturale ed alle sue complicazioni visto che non potevano essere più visitate da medici uomini e non c'erano più donne medico.



Questo triste promemoria dovrebbe servire a ricordarci chi sono e cosa fanno i Talebani. Per ora vorrebbero spacciarsi per moderati ed edulcorati ma non è così. Dovremmo poter organizzare corridoi umanitari per mettere in salvo più donne e soprattutto ragazze possibile. Se per l'uomo il governo estremista degli studenti coranici è durissimo, per la donna è proprio insostenibile.





0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
Chi sono

Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

IMG-9934.jpg