• Lino Rialti

La Coppa Volpi gronda sangue su Favino



Due giorni fa Pierfrancesco Favino vinceva la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, Venezia 77. "Mi avete fatto la più bella sorpresa della mia vita", ha detto Favino stringendo questa coppa. Favino l'ha vinta per la sua interpretazione nel film Padrenostro di Claudio Noce. Ma questa coppa se guardata con l'occhio distratto sembra un bel trofeo, invece nasconde molto di più. Pochi conoscono la sua storia.



Giuseppe Volpi fu governatore della Tripolitania tra il 1922 e il 1925, Conte della Cirenaica per decreto reale. Fu lui il fautore dell'efferata "pacificazione della Cirenaica", attuata per mano di Rodolfo Graziani dal 1928 per reprimere la ribellione della popolazione libica contro le vessazioni coloniali italiane. In questa vicenda furono ordinate rappresaglie contro i civili, esecuzioni pubbliche nelle piazze, stupri di massa, molti partigiani cirenaici furono uccisi passandoci sopra con i camion per, "disintegrarne i corpi oltre che l'azione".

Furono eseguiti bombardamenti con la tremenda iprite, in aperta violazione del bando dalla Società delle Nazioni che aveva visto la macelleria di Ypres e aveva detto 'mai più', ma addirittura a farlo - per la prima volta nella storia - contro civili.



In questa pazzesca vicenda vennero inventati i campi di sterminio (la cui esperienza venne non a caso studiata con ammirata attenzione dai nazisti nella loro pianificazione della Soluzione Finale) in cui furono rinchiusi 100.000 civili, 40.000 dei quali non ne uscirono vivi.


La storia ha preferito nobilitare Giuseppe Volpi ed addossare le colpe a Rodolfo Graziani. Volpi è stato sempre e solo descritto come grande imprenditore con ottimo gusto, amante del cinema e patrono delle arti a cui l'Italia e il mondo deve il più importante festival cinematografico. Volendolo vedere dal lato più oscuro, venti anni dopo la sua morte la ditta, da lui fondata, fu responsabile del disastro del Vajont. Io quella coppa la abolirei, almeno dal prossimo anno, cambiandone il nome magari in Coppa Libica, così, per commemorare le vittime e non i carnefici.


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