• Lino Rialti

La Dama, il Cardinale e i soldi spariti



La trama è da spy story: una bella e giovane donna intelligente e spigliata, 39 anni, un prelato di altissimo rango, ancora relativamente giovane, 72 anni si incontrano e si piacciono, sul piano intellettuale, s'intende, tanto da mettersi in affari assieme, affari poi dimostratisi sordidi.



Intanto, poche ore fa, la quinta Corte di Appello di Milano ha convalidato l'arresto e disposto il carcere per Cecilia Marogna, questo il nome della manager, o consulente, coinvolta nell'indagine vaticana sull'ex numero 2 della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu, dopo che, l'altro ieri, la Gdf ha eseguito, tramite Interpol, la misura cautelare firmata dall'autorità giudiziaria della Città del Vaticano.


Insomma è stata disposta la convalida dell'arresto per la Marogna visti la "gravità dei fatti" e "il pericolo di fuga", in quanto la donna si sarebbe "appropriata di fondi della Santa Sede a lei assegnati per fini istituzionali". Stamattina si apre sempre a Milano il procedimento relativo all'estradizione verso il Vaticano che la reclama.



Ma chi è Cecilia Marogna? Una donna sarda, cagliaritana, che molti definiscono riservata se non avvolta da un certo alone di mistero. Una consulente del Vaticano di sicuro, collaboratrice di Becciu. Allo stato si sa che il cardinale Angelo Becciu le ha fatto arrivare tramite bonifico 500 mila euro, la causale sarebbe stata "operazioni umanitarie".


L'arresto della Marogna è stato disposto su rogatoria, infatti un'indagine è giunta al termine, nei suoi confronti, da parte del Promotore di Giustizia in Vaticano. La richiesta di arresto tramite l’Interpol, organismo al quale è stato affidato un mandato di cattura, poi eseguito dal Tribunale di Milano.



Insomma forse siamo dinnanzi ad una moderna Mata Hari? Certo la Marogna non è una bomba di fascino e sensualità. Certo se si pensa però che avrebbe dovuto convincere le gerarchie ecclesiastiche... Infatti, Cecilia è dalla statura minuta, corporatura esile ed un sorriso persuasivo.


Ha una vita, all'apparenza normale, è una ragazza madre, ha una figlia di 10 anni. In diversi l'hanno vista nel tempo, frequentare i locali pubblici del centro cittadino di Cagliari, in tutti ha suscitato null'altro che simpatia ed un certo interesse, vedendola viaggiare parecchio. Viaggi dei quali non raccontava, se non a grandi linee, il motivo che era sempre quello della consulenza.



Già, consulente, ma di cosa? Lei, in un paio di interviste rilasciate al Corriere della Sera ed alla Nuova Sardegna, si era proprio definita "una analista", una "esperta di intelligence stimata dai vertici dei Servizi italiani". Insomma una persona che aveva, o forse millantava, rapporti ed aderenze con i vertici dell'Aise dei quali diceva che "mi stimano molto". Sul suo ruolo in Africa, continente da lei frequentato periodicamente, la Marogna rivendica "il risultato di aver costruito una rete di relazioni in Africa e Medio Oriente per proteggere Nunziature e Missioni da rischi ambientali e da cellule terroristiche".



Cecilia Marogna potrebbe essere l'ennesima truffatrice, millantatrice di relazioni, che sarebbe riuscita ad abbindolare, a livelli altissimi, i frequentatori porporati di San Pietro. O forse potrebbe essere l'opposto? Che siano certi ambienti frequentati da menti raffinatissime che possano aver visto in lei una persona di fiducia da poter impiegare per l'effettuazione di lavori, che potremmo definire, sporchi?


Infatti la Marogna non risulta laureata e racconta di "studi di perfezionamento in Libano", alquanto improbabili, anche se la sua passione per i segreti e gli intrighi risulta innegabile. Ma per essere al centro di intrighi internazionali non basta l'improvvisazione. Sotto potrebbe esserci di più, molto di più. Forse la Marogna potrebbe essere semplicemente un prestanome per qualcuno, magari più d'uno, veramente potente ed influente.



La Marogna assomiglia più ad una esecutrice più che ad una progettista. Anche se alcuni accadimenti sono fattuali e confermati: aveva preso contatti con Flavio Carboni, il faccendiere, vicino al servizi segreti ed alla P2. Si era fatta introdurre a Paolo Cirino Pomicino e Lorenzo Cesa per la politica. Non si era fatta sfuggire Gioele Magaldi, massone del Grande Oriente democratico.


L'ascesa della Dama cagliaritana era approdata al suo culmine relativamente da poco tempo, quattro anni scarsi, infatti solo nel 2016 era riuscita a conoscere il numero due della segreteria di Stato Vaticana, monsignor Angelo Becciu, non ancora cardinale. E ad un primo colloquio privato ne erano seguiti molti altri.



Dopo i primi incontri Becciu, attraverso il monsignor Alberto Perlasca, titolare delle credenziali dei conti vaticani, aveva iniziato a bonificare, su un conto sloveno riconducibile alla Marogna, in varie volte, 500mila euro. Il conto è intestato ad una società slovena, con sede a Lubiana, la Logsic d.o.o., 3 dipendenti, base in una palazzina modesta e dimessa, sede di uffici di commercialisti sicuramente non di prim'ordine.




La Marogna ha ammesso agli inquirenti di "non aver mai emesso fatture", quindi non potendo dare una giustificazione alla movimentazione di quella somma ingente e poi ha confessato di aver potuto utilizzare anche "in chiave personale" quei fondi.


Dalle indagini, un bel po di soldi, arrivati tramite quei bonifici, sono spariti, venendo, si potrebbe dire, investiti, in borse, scarpe, vestiti, profumi e persino una poltrona in pelle della Frau. Ma sicuramente ce ne vuole per far sparire mezzo milione in pelletteria. E sarà l'unica somma deviata verso quei lidi?



Che invece si sia scoperchiato un sistema collaudato è più probabile. La Marogna non è mai stata a Lubiana, almeno di recente. C'è poi, sullo sfondo, tutto un carosello di soldi e di investimenti immobiliari che vedono Becciu coinvolto, in Gran Bretagna, a Londra, nella compravendita di immobili di prestigio e comunque di Lusso, soldi partiti dai conti vaticani. Si parla di più di 100 milioni di sterline. Ma altri, tanti altri sono gli affari fatti da Becciu coi soldi anche dell'Obolo di San Pietro, i soldi delle offerte dei credenti, forse il più stravagante affare è l'entrata in società con Lapo Elkann attraverso la sua Italia Independent con 50 milioni di euro per finanziare la realizzazione del film sulla vita di Elton John, un bel film non c'è che dire.



Su tutti questi soldi faranno luce gli investigatori del Vaticano, guidati dai promotori di giustizia Gian Pietro Milano e Alessandro Diddi. Forse Cecilia Marogna è solo un agnellino, anzi un agnello sacrificale che questi alti prelati vorrebbero immolare per avere salva la loro carriera. Un bel grattacapo per il nostro Papa Francesco.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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