• Lino Rialti

Lupi a rischio estinzione, colpa dell'ibridazione coi cani



Il lupo è da sempre visto con timore e sospetto dalla popolazione, soprattutto rurale. Cacciato, sterminato, anche con le tecniche più barbare, persino avvelenato. Nonostante sia protetto, viene accusato, molte volte ingiustamente di prelevamenti di bestiame e per questo la politica italiana ma anche europea ad ondate ripropone il suo "controllo" numerico, ossia la sua uccisione.


Ora è sotto un attacco antropico più subdolo, involontario da parte del suo ignaro fautore. Il lupo, stavolta rischia la perdita identitaria genetica a causa dell'ibridazione, sempre più comune, a causa del contatto con cani inselvatichiti o comunque abbandonati nelle boscaglie. Il pericolo è diffuso su tutto il territorio europeo, compresa l'Italia.


L'allarme è stato lanciato da Valeria Salvatori, tra l'altro, coordinatrice del Progetto Life + Natura e Project Manager dell'Istituto di Ecologia Applicata di Roma, attraverso la pubblicazione di un interessante lavoro sull'argomento, sulla rivista internazionale Biological Conservation.


Dall'articolo di evince che ibridi di lupo e cane sono presenti in tutte le popolazioni di lupi in Europa e che molti Paesi, compresa l'Italia, non stanno intervenendo per monitorare né contrastare il fenomeno, come invece prescritto da trattati vincolanti quali la Direttiva Habitats e la Convenzione di Berna.


Nella maggior parte dei Paesi presi in esame, gli ibridi rappresentano ancora una piccola porzione della popolazione di lupo e ciò renderebbe possibile programmare e realizzare interventi efficaci di prevenzione e controllo. Ad oggi, però, mancano protocolli e standard operativi di riferimento a livello internazionale per indirizzare queste azioni.


Se da un lato, urge una identificazione e magari sterilizzazione degli ibridi, sempre comunque da proteggere, così da conservare il patrimonio genetico del lupo, dall'altro un controllo del randagismo più efficace sarebbe risolutivo. Se nelle regioni del nord e del centro Italia, questo fenomeno è pressoché assente, non ci sono infatti cani vaganti o peggio abbrancati, nel sud della penisola ancora questo fenomeno è la norma ed uno degli effetti nefasti è il contatto con i lupi e la conseguente ibridazione. Il nostro Ministero della salute dovrebbe pensare ad un piano specifico e dovrebbe sollecitare le Regioni inadempienti al fine del miglioramento delle azioni di contrasto al fenomeno del randagismo.

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