• Lino Rialti

Matteo, il martire, apre la crisi



Siamo in balia del Bullo di Rignano? Sembra di si. Siamo nel marasma più completo, attaccati da una pandemia storica, non ci voleva proprio una bordata al fianco, anzi una coltellata alla schiena, "alla traditora", oserei dire, da parte di un certo Matteo Renzi. Ricordate? Quello che, quando era presidente del Consiglio diceva di non sopportare i ricatti dei partitini con lo zero virgola. Ovviamente deve avere la memoria corta. Ora è lui a fare i capricci ed a mettere l'intero paese nelle peste, è lui il partitino con lo zero virgola ed è riuscito nel suo deprecabile intento.



Non sappiamo nulla. Non sappiamo nemmeno se siamo in crisi. Non sappiamo se si possa ricucire lo strappo, non sappiamo se qualcuno possa venire in soccorso al Governo. Insomma, per ora non sappiamo nemmeno se sia stata aperta ufficialmente la crisi. Per il momento, almeno, pare di no. Unica certezza è che le ministre ed il sottosegretario di Iv si sono dimessi. Hanno dato la loro versione dei fatti in lunghe lettere nelle quali tentano l'arrampicata su lunghissimi specchi insaponati.



Poi c'è stata, in cronico ritardo, la conferenza stampa di Matteo Renzi. Una giaculatoria nella quale il Bullo di Rignano si è divertito a scrostare e spellare Conte. Lo ha accusato da una parte di lassismo e dall'altra di decisionismo ma soprattutto di formalismo e di non aver fatto abbastanza. Insomma un atto d'accusa da chi crea solo e da sempre problemi e non trova mai soluzioni ed ora ha creato il mostro, il pericolo di caduta. Bella faccia tosta.



Certo Renzi, sapendo che l'ultima ed unica chance è questa, non se la fa sfuggire. Una visibilità bestiale comprata a debito, dando quale anticipo il sangue degli italiani. Così, almeno per ora, per fortuna, non ha chiuso. Nella conferenza stampa non ha mai citato la "sfiducia". Anzi si è trincerato tra le nuvole, tra i martiri. Ricordiamo che San Matteo è un partire, trafitto da una spada. E Renzi gioca a fare la vittima. La vittima "responsabile", infatti ha dichiarato che comunque "voterà il Recovery, lo scostamento di bilancio, il dl Ristori". Ma quanto è bravo questo ragazzo!



Ma Renzi si sente un eroe ed ha anche dichiarato di escludere "maggioranze con la destra" e che "non ci sono veti o preclusioni nei confronti di Conte, ma non è il solo nome possibile per palazzo Chigi". Che tesoro di giuggiolone!



Conte, fino a quelle parole, aveva tenuto un atteggiamento costruttivo ed accomodante, dopo è andato su tutte le furie, ma dietro le quinte ed ha iniziato a cercare i famosi "responsabili" per andare alla conta in Aula. Poco dopo, però, è stato fatto desistere dai capigruppo del Pd e soprattutto da un messaggio arrivato in tempo record da Mattarella in persona, anche se il Presidente, ufficialmente, si è solo limitato a sottolineare "la necessità di uscire presto dall'incertezza". Insomma Mattarella accetterebbe un Conte Ter se con l'apporto di "piccoli cambiamenti".



Beppe Grillo, fuori di testa, ieri sera si era espresso per un governo di unità nazionale, magari sempre con Conte al comando. Ipotesi da scartare soprattutto per mancanza di materia prima, nessuno in questa fase accetterebbe. Tutti ci perderebbero, parlando di partiti, ma soprattutto verrebbe creato un governo immobile, paralizzato da troppe anime completamente diverse. E non abbiamo sicuramente bisogno di questo, generalmente, ma soprattutto in questo momento storico così difficile.



Tranne che dai membri di Italia Viva, nessun altro, ovviamente è felice di questo strappo. Per LeU, per esempio, è "la peggiore risposta che si potesse dare. C’è chi agisce nell'interesse del Paese e chi in quello della visibilità del suo partito". Il Pd, al solito, è diviso tra chi auspica la resa dei conti con Renzi e chi è più possibilista in un accomodamento e poi una terza via con una apertura, concordata con i possibilisti Cinquestelle, a Forza Italia e senza Conte.



Ma tutto il Pd attacca a testa bassa Renzi e lo condanna fermamente per la sua irresponsabilità. Sembra, comunque che questa mossa abbia fatto crescere il clima di fiducia tra Pd e Cinquestelle. Infatti Crimi ha dichiarato che :"Credo che nessuno capisca questa scelta. Il M5S continuerà ad assicurare la stabilità".



E quindi? Siamo ostaggio di Matteo Renzi. Per ore o anche giorni, vedremo. Il Governo ancora non ha deciso se sfidarlo o se blandirlo. Alcuni pontieri sono all'opera da ieri sera ma la via appare in salita. Certo Renzi si sta giocando l'ultima carte del suo mazzo. Da bravo baro, qual'è, è arrivato a vedere tutte le carte dei compagni di squadra e sembra ora tifare per la vittoria dell'avversario. Penso si meriti tutta quella daga che nel dipinto di Caravaggio, qui sotto, viene brandita contro di lui, oramai a terra.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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